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Malagò-Abete: oggi si decide. Ecco il nuovo Milan che di nuovo non ha nulla: le top news delle 13TUTTOmercatoWEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 13:00Serie A
di Niccolò Righi

Malagò-Abete: oggi si decide. Ecco il nuovo Milan che di nuovo non ha nulla: le top news delle 13

Ad un mese dal tracollo contro il Cagliari che portò ad una serie di addii a cascata, il Milan sceglie di ripartire e lo fa attraverso tutti gli uomini che già aveva in casa. Amorim a parte, i rossoneri più che una rivoluzione hanno attuato una riorganizzazione, con il proprietario Gerry Cardinale che ha deciso di scendere in campo in prima persona e di stare molto più vicino alla squadra. Dopo i 'no' di Rangnick, Krosche e tutta quella serie di nomi accostati al diavolo in questi lunghi e tumultuosi ventotto giorni. Il Milan sceglie la rischiosa via del 'modello Red Bull' fortemente voluto da Cardinale e che vedrà al vertice della piramide rossonera un tridente composto dallo stesso numero uno di Red Bird, dal tecnico Ruben Amorim e da Massimo Calvelli, nominato Amministratore Delegato. Sotto di loro ci sarà una parte sportiva che vede Hendrik Almstadt come Director Player Trading (una sorta di Direttore Sportivo), affiancato da Bobby Gardiner nel ruolo di Director of Football Intelligence (a lui toccherà l'individuazione dei giocatori) e da Donato Lomonte, Direttore dell'Area Scouting. Per quanto riguarda le giovanili, Jovan Kirovski resta il Responsabile del Milan Futuro, mentre Vincenzo Vergine il Responsabile delle Giovanili. Sarà comunque un Milan fortemente legato a RedBird, con Calvelli e Castelblanco già membri del CdA rossonero come advisor per gli investimenti e le trattative di mercato e con Ibrahimovic advisor per l'area sportiva. Insomma, l'attesa è finita e il nuovo Milan è nato, ora a Cardinale il compito più difficile: costruire una squadra forte che possa tornare a competere per un posto in Champions League. Ivan Juric si prepara a ripartire dal Monza. Secondo quanto raccolto da TMW, è infatti previsto tra oggi e domani un incontro fra la dirigenza dell’Atalanta e il suo agente Giuseppe Riso per la risoluzione del contratto firmato la scorsa stagione. L’allenatore croato sarà poi libero di firmare un accordo biennale con il Monza, dove prenderà il posto del dimissionario Paolo Bianco, accasatosi a sua volta al Pisa con l'obiettivo di riportarlo subito in Serie A. Stefan de Vrij è atteso ad Atene nella giornata di oggi per svolgere le visite mediche col Panathinaikos. Secondo quanto raccolto da TMW, il difensore olandese nelle prossime ore inizierà così - salvo colpi di scena - la sua nuova avventura in Grecia. In scadenza di contratto con l'Inter, il classe 1992 si trasferirà a parametro zero, salutando i nerazzurri dopo ben otto anni e l'Italia dopo addirittura dodici. Per convincere De Vrij a lasciare la Serie A, la compagine greca ha messo sul piatto un contratto di durata biennale, per un totale di 3,5 milioni di euro netti, che però possono aumentare tramite una serie di bonus. “Poi dicono che il calcio non è popolare”. Una battuta, poi nessuna dichiarazione. Così Giovanni Malagò, vincitore annunciato delle elezioni per la presidenza della FIGC, ai cronisti presenti fuori dall’hotel Rome Cavaliori Waldorf Astoria, dove oggi si terrà l’assemblea elettiva. Nessun commento da parte dell’ex presidente del CONI, che vuole aspettare l’elezione per parlare. Malagò è nettamente in vantaggio sullo sfidante Giancarlo Abete, il punto è capire di quanto arriverà la vittoria. Abete che invece ha parlato prima di entrare all'assemblea: "Se arrivo fino in fondo? E che faccio, mi fermo a metà? Sarebbe curioso. Lo faccio per lo show? Per lo show non ho mai fatto nulla. Sono alieno dalla logica degli show, per quanto comunichi sono una persona molto riservata. Io ho presentato una candidatura, sostenuta da una realtà che rappresenta oltre un milione di tesserati, per favorire un dibattito sui contenuti e provare a trovare un programma condiviso. Non è stato possibile, ho sempre detto che è stato sbagliato il metodo, cioè indicare prima la persona e poi il programma, anche nell’interesse di Giovanni Malagò. Se hai un programma condiviso, poi chi può venire meno? Nessuno ha portato piattaforme, gli unici con un approfondimento di merito sono stati Serie B e C. Rinunciando alla candidatura avrei commesso degli errori, il primo dei quali sarebbe stato dare l’impressione che volessi fare il presidente federale e poi mi tirassi indietro per paura del confronto. Mi è stato chiesto, con cortesia, perché non ritirarmi sapendo che ho meno voti di Malagò. Beh, io la democrazia la interpreto in un altro modo".