Per l'Italia è un mercato in salita: non c'è paragone con la Premier League. Il punto di Gianluca Di Marzio
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“Nelle prime trenta posizioni della classifica delle società con il fatturato più alto al mondo, almeno quindici sono di Premier League. Bournemouth, Aston Villa, Everton e Crystal Palace sono tutte davanti a formazioni italiane. Il Tottenham è nono, grazie a uno stadio nuovissimo, di proprietà, e alla vendita dei diritti televisivi della Premier all’estero. Il Manchester City spenderà 130-140 milioni di euro per Anderson, Tonali può andare agli Spurs per circa 90 milioni. Sono cifre che in Italia non possiamo spendere, e chissà quando potremo farlo”. Inizia così il pensiero di Gianluca Di Marzio, all’interno di “Caffè Di Marzio” - il podcast in collaborazione tra TuttoMercatoWeb.com e Gianlucadimarzio.com.
“Inoltre, le squadre inglesi non sono stupide: i loro giocatori non li svendono. Penso a Bergvall, che interessa al Napoli, ma il Tottenham non cede in prestito. Lo stesso vale per Chalobah, e si allarga all’estero, dato che anche società come l’Union Saint-Gilloise non si fanno prendere per il collo e, se hanno un giocatore forte come Khalaili, ti chiedono 30 milioni e forse di più.
Insomma, siamo di fronte a un mercato difficile, soprattutto per le squadre italiane: intanto devono sistemare alcune operazioni in uscita, poi dal primo luglio cercheranno di essere più protagoniste. Ma resterà in salita, perché bisogna confrontarsi con quello faraonico della Premier League, che tanto incassa e tanto ricava”.
Ascolta la puntata integrale di "Caffè Di Marzio", il podcast a cura di Gianluca Di Marzio!
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