Marotta tradito da Palestra: "È venuto meno a un impegno verbale preso il mese precedente"
Giuseppe Marotta, intervenuto in conferenza stampa al fianco di mister Chivu per presentare la nuova stagione, ha detto la sua anche sul caso Marco Palestra, esterno vicinissimo a vestire la maglia dell'Inter prima del dietro-front che poi l'ha portato al Chelsea. Queste le sue dichiarazioni sull'ex Cagliari e Atalanta:
Il tradimento di Palestra
"Sulle 20 squadre che partecipano alla Serie A, ce ne sono 13 di proprietà straniera. Nel nostro caso, dopo Zhang anche Oaktree sta portando stabilità e questo non è poco. L'obiettivo è vincere in modo sostenibile. Per il secondo anno ci avviciniamo ad un risultato di bilancio che dovrebbe essere soddisfacente, considerando anche che abbiamo vinto due trofei. Non c'è spazio per mecenatismo o spese folli, se non puoi spendere serve fantasia. Questo non limita la proprietà che magari può finanziare investimenti. Noi dobbiamo controllare i costi, non gli investimenti. I costi sono legati a due aspetti: alcuni guadagnano troppo e per noi sono furi portata. E poi ci sono gli agenti che hanno un peso sempre più importante sui destini delle società. A volte queste realtà condizionano i trasferimenti, a volte non dando neanche consigli positivi ai loro assistiti. Il caso Palestra è frutto di una scelta fatta dal giocatore che è venuto meno ad un impegno verbale assunto il mese precedente. Il suo agente poteva forse avere un ruolo più consistente nel consigliare, ha scelto questa strada e noi ci siamo dovuti arrendere al fatto che il giocatore sia andato in un campionato con cui noi non possiamo essere competitivi".
L'Inter aveva l'accordo con la Dea
"Su Palestra ho spiegato: avevamo l'accordo con l'Atalanta, che dava seguito all'averlo trovato col giocatore. Non ci siamo tolti da un impegno preso o l'Atalanta ha rinegoziato. C'è stata una scelta di vita che può essere criticata o no, io sul giocatore e sul procuratore mi sono già espresso. Posso dire che quando ci si avvicina a certi giocatori le valutazioni schizzano in alto. Si possono fare anche operazioni non razionali, ma questo non fa parte delle nostre strategie. Gli investimenti devono avere una logica. Non siamo competitivi da questo punto di vista con le inglesi, ma con la creatività possiamo essere protagonisti sul mercato".






