Zanetti gioca Argentina-Inghilterra: "Occhio a Bellingham. Noi non siamo solo Messi"
Javier Zanetti ha condiviso le proprie emozioni e le sue impressioni sulla semfinale Argentina-Inghilterra, tornando anche con la memoria alla storica sfida del Mondiale di Francia 1998. Intervistato da TyC Sports, l'ex capitano dell'Inter ha ricordato una delle partite più iconiche della sua carriera, analizzando poi i punti di forza delle due nazionali e soffermandosi anche sulla qualificazione della Spagna alla finale.
Parlando della sfida del 1998, decisa ai calci di rigore dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, Zanetti ha sottolineato il valore speciale che ha sempre avuto un confronto con l'Inghilterra. "Fu una partita vissuta con enorme trasporto da tutti gli argentini. Sapevamo che era una gara di calcio, ma la rivalità era fortissima. Quando c'è in palio una qualificazione, allora ai quarti e oggi addirittura a una finale mondiale, tutti sono consapevoli dell'importanza di un appuntamento del genere. Sarà una partita ricca di emozioni", ha dichiarato.
L'ex difensore ha poi analizzato le qualità della nazionale inglese, indicando i giocatori che potrebbero creare maggiori problemi alla squadra di Lionel Scaloni. "L'Inghilterra può essere molto pericolosa con gli inserimenti di Jude Bellingham, che sembra fuori dalla partita e poi compare all'improvviso alle spalle di Harry Kane. Lo stesso Kane è uno degli attaccanti più completi al mondo, mentre Declan Rice è fondamentale negli equilibri della squadra. Sono loro gli uomini da tenere maggiormente sotto osservazione".
Zanetti ha però evidenziato anche un possibile punto debole della formazione guidata da Thomas Tuchel. "Quando viene attaccata con intensità, l'Inghilterra può concedere qualcosa. Ci saranno dettagli che faranno la differenza in una sfida di questo livello", ha spiegato. Sull'Argentina, invece, ha espresso piena fiducia. "Avere giocatori di grande qualità è fondamentale e questa nazionale li possiede. Nei momenti decisivi riescono sempre a emergere. Oltre a Lionel Messi, che a 39 anni continua a fare qualcosa di straordinario, questa squadra sa soffrire e risponde presente quando serve davvero".
Infine, un commento anche sull'altra semifinale, vinta dalla Spagna contro la Francia. "La qualificazione degli spagnoli non mi ha sorpreso. È una squadra che gioca un calcio di altissimo livello ed è rimasta fedele alla propria filosofia. Una volta passata in vantaggio è diventato quasi impossibile toglierle il possesso del pallone. La Francia si è innervosita perché non è mai riuscita a imporre il proprio gioco, mentre la Spagna ha gestito la partita con grande intelligenza", ha concluso.
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