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Oggi alle 08:24Altre Notizie
di
Redazione TMW
L'orgoglio della maglia, Davide Frattesi gioca anche per la fede
Dal 26 maggio 2013 al gol sotto la Nord: la favola laziale di Davide Frattesi, il raccattapalle che ha ripreso in mano il suo destino a suon di gol decisivi.
Ci sono storie che il calcio scrive con una sceneggiatura perfetta, quasi a voler ricompensare chi ha saputo aspettare il momento giusto senza mai dimenticare le proprie radici.
Quella di Davide Frattesi e della Lazio è una di queste.
Nella sua conferenza stampa di presentazione a Formello, il neo-centrocampista biancoceleste ha aperto il cassetto dei ricordi, regalando una perla di pura romanità: “Il 26 maggio 2013 ero a bordo campo all'Olimpico a fare il raccattapalle per la finale di Coppa Italia. Ero sotto la Curva Sud insieme a Gianluca Scamacca, che all'epoca giocava nelle giovanili della Roma. A fine partita siamo entrati in campo e io, da laziale dentro, l’ho preso in giro per la storica vittoria”.
Tredici anni dopo quel derby infinito, il bambino cresciuto a Fidene, che andava in Tribuna Tevere con il padre, ha smesso i panni del raccattapalle per indossare la maglia numero 16 della sua squadra del cuore, e l'impatto con la realtà di Formello è stato, semplicemente, devastante.
Un esordio col botto: 6 punti firmati Frattesi
Il ritorno a casa non è stato una passerella romantica, ma un uragano di concretezza sportiva.
Frattesi ha bagnato il suo esordio assoluto in campionato con la maglia della Lazio sbloccando e decidendo la complicatissima trasferta contro il Bologna, firmando la rete dello 0-1 definitivo con uno dei suoi classici inserimenti brucianti.
Non contento, si è ripetuto sette giorni dopo davanti al suo nuovo pubblico. Il 30 agosto 2026, nel match casalingo contro il Genoa, Frattesi ha fatto esplodere lo Stadio Olimpico siglando il gol dell'1-0 che ha regalato la seconda vittoria consecutiva alla squadra di Gattuso.
Due partite, due gol, sei punti totali portati in dote alla classifica.
Una partenza fulminea che ha immediatamente cancellato lo scetticismo estivo e ha ribadito la centralità del centrocampista romano anche in chiave Nazionale azzurra.
L'orgoglio della maglia e la scelta del cuore
Il travolgente avvio stagionale è la logica conseguenza di una scelta professionale e umana fortissima, Frattesi ha fortemente voluto la Lazio, rinunciando alle rotazioni dorate dell'Inter campione d'Italia.
Una decisione spiegata dal calciatore con una maturità che va ben oltre i suoi 26 anni, legata anche a un profondo percorso personale dopo la dolorosa perdita della nonna: “Ho capito che i soldi non sono tutto. Quando si è presentata l'opportunità di tornare nella squadra per cui ho sempre fatto il tifo, non ci ho pensato due volte”.
L'orgoglio di indossare la maglia della propria fede traspare in ogni contrasto, in ogni corsa a perdifiato e, soprattutto, nell'abbraccio liberatorio sotto la Curva Nord dopo il gol al Genoa.
Il ragazzino che prendeva in giro Scamacca a bordo campo è cresciuto. Oggi è il motore, l'anima e il bomber inatteso della Lazio, pronto a prendersi sulle spalle il centrocampo biancoceleste.