Shakhtar, Arda Turan sfida l'Inter: "Può vincere a ogni livello. Calhanoglu? Come un fratello"
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Pierpaolo Matrone
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19.10.2026 08:37Serie A
Il tecnico dello Shakhtar presenta la sfida di Champions a San Siro e racconta le difficoltà di allenare un club ucraino durante la guerra.
Matteo Gribaudi/Image Sport
Lo Shakhtar Donetsk arriva a San Siro con quattro punti conquistati nelle prime due partite di Champions League e con l'ambizione di mettere in difficoltà l'Inter. Alla guida degli ucraini c'è Arda Turan, che a La Gazzetta dello Sport ha spiegato l'identità costruita dalla sua squadra: "Abbiamo un sistema in cui crediamo, vogliamo avere il controllo del pallone e reagire subito se lo perdiamo". Un lavoro reso enormemente più complicato dalla guerra: "Per le partite europee i viaggi durano in media dalle 14 alle 16 ore. Certe volte non torniamo nemmeno a casa". Il tecnico ha però rifiutato di trasformare queste difficoltà in un alibi, ricordando la forza della popolazione ucraina: "Il calcio a queste persone può dare un po' di felicità: non siamo solo una squadra, ma la speranza di un Paese".
Arda Turan: "L'Inter può vincere a ogni livello"
Il tecnico turco ha poi analizzato l'Inter di Cristian Chivu, spendendo parole importanti per i prossimi avversari: "L'energia che vedo in campo nell'Inter mi racconta un legame molto forte tra Chivu e i suoi, ed è una delle cose che più apprezzo di Cristian: a questo livello può dare a una squadra qualcosa in più. Questa Inter può vincere a ogni livello in cui compete". Nessuna intenzione, invece, di indicarne pubblicamente i punti deboli: "Trovo irrispettoso parlarne, spero solo che riusciremo a individuare le loro vulnerabilità e approfittarne". Dal punto di vista tattico Arda Turan ha raccontato di prendere spunti da diversi maestri: Simeone per la fase difensiva, Luis Enrique per alcune soluzioni offensive, Terim nella gestione dei calciatori e Burgos nell'organizzazione dei piazzati.La sfida con Calhanoglu: "È più di un ex compagno, è un fratello"
La notte di San Siro avrà un significato particolare anche per l'incrocio con Hakan Calhanoglu: "Hakan per me è più di un ex compagno. È un fratello, gli voglio bene. In campo poi è eccezionale: controlla il ritmo, fa sempre la cosa giusta anche sotto pressione, è un leader". Arda Turan preferisce concentrarsi soprattutto sul valore simbolico della sfida: "Abbiamo rappresentato la Turchia ai massimi livelli e ora siamo uno di fronte all'altro". Quanto alla corsa alla Champions, il tecnico dello Shakhtar vede PSG e Bayern davanti a tutti, con Barcellona e Inter tra le squadre capaci di arrivare lontano, ma confessa una preferenza personale: "Se devo sceglierne una, vorrei che vincesse l'Atletico".Altre notizie
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