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Da quando si sono divisi Marotta ha continuato a vincere mentre per Paratici tante delusioni

autore
Luca Calamai
Oggi alle 08:15Serie A
autore Luca Calamai
25.10.2026 08:15Serie A
Dopo le grandi imprese con Samp e Juve i due dirigenti sono diventati grandi nemici. E domani c'é Inter-Fiorentina
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport
Credo che la fantastica cavalcata con la Samp sia la storia che li ha emozionati di più. Giuseppe Marotta a quei tempi era un Direttore emergente. Un uomo che era partito dalla gavetta ma che aveva avuto l'umiltà di imparare il mestiere seguendo figure di riferimento del calcio italiano, a cominciare da Adriano Galliani. Fabio Paratici, invece, aveva appena chiuso un'onesta carriera da calciatore. Buona qualità ma non un fulmine di guerra. Il mondo del pallone però lo aveva stregato. E Marotta e la Samp gli avevano servito su un piatto d'argento la possibilità di vivere una seconda vita da dirigente a caccia di talenti. In Italia e nel mondo. Con la coppia Marotta-Paratici quella Samp passa dalla Serie B, alla Champions. Regalando magie in attacco con la coppia Cassano-Pazzini.

SETTE SCUDETTI CON LA JUVE

Dalla Doria, alla Juve. Il grande salto di qualità, una sfida affascinante. Ancora insieme. Marotta Direttore e Paratici bravo a crescere nel suo ruolo. Con la società bianconera arrivano sette scudetti. E quattro Coppe Italia. Arrivano anche calciatori straordinari. Qualche nome: Pirlo, Pogba, Vidal Bonucci, Barzagli, Tevez. Pogba ingaggiato a costo zero e venduto a cento milioni è il simbolo di una Juve che vinceva e costruiva anche a costo di rinunciare a qualcuna delle sue stelle. L'arrivo di Cristiano Ronaldo è stato uno dei motivi della rottura di uno dei sodalizi più vincenti e più temuti del calcio italiano. Marotta riteneva l'operazione CR7 un rischio troppo grande; Paratici invece sposò senza incertezze l'ambiziosa sfida di Andrea Agnelli. La storia ha detto che la Juve non era pronta per questo tipo di operazione. Ancora oggi la Juve paga quello scatto in avanti dal punto di vista aziendale che ha lasciato ferite economiche.

MAROTTA VINCENTE, PARATICI IN AFFANNO

Da separi in casa, da nemici dichiarati Marotta e Paratici hanno imboccato strade diverse. Il primo ha continuato a vincere, stavolta con la maglia dell'Inter. Scudetti a raffica in campo e anche scudetti a raffica a livello di bilancio visto che la società nerazzurra anno dopo anno ha migliorato una situazione di bilancio ad altissimo rischio. Marotta è Presidente e Amministratore Delegato. Paratici è uscito dalla Juve, non è riuscito a imporsi nel Tottenham (durante il suo periodo inglese è incappato anche in una pesante squalifica) e ora dopo grandi investimenti estivi si specchia sofferente in una Fiorentina penultima in classifica.

INTER-FIORENTINA, LA LORO PARTITA

Marotta e Paratici si sono già incrociati da rivali nella stagione scorsa. Al Franchi finì 1 a 1 e Marotta contestò in maniera diciamo vivace un tocco di mano di Pongracic non valutato da rigore dall'arbitro e dal Var. Paratici, invece, è fresco di multa (15.000 euro) per aver contestato il direttore di gara nell'intervallo di Fiorentina-Como. Insomma, parliamo di due dirigenti che non trascurano niente pur di proteggere le loro creature. Sulla carta la sfida è squilibrata: l'Inter è in testa alla classifica, la Viola è penultima. Vedremo. Di sicuro, Paratici ha una voglia matta di beffare il suo amico-nemico e di rilanciare se stesso nel calcio europeo proprio attraverso la Fiorentina dei Commisso. Per dimostrare a tutti che lui è un numero uno anche senza avere Marotta a proteggerlo .

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