Galliani o Malagò? No, il futuro della Federcalcio è nelle mani di Abete: ecco perché
AIC e AIAC con Galliani, parte della Serie A con Malagò. Ma il 34% della LND può diventare decisivo nelle elezioni FIGC
Daniele Buffa/Image Sport
All’angolo rosso, Giovanni Malagò. All’angolo blu, Adriano Galliani. La metafora pugilistica non si addice a due signori dello sport italiano, ma descrive bene la corsa alla presidenza della Federcalcio. Le elezioni sono in programma il prossimo 14 dicembre, gli schieramenti sono ormai noti: ieri l’Assocalciatori e l’Assoallenatori - che valgono il 30% dei voti - hanno dato il via libera alla candidatura di Galliani. Oggi, la Serie A dovrebbe schierare in campo Malagò, anche se in maniera nettamente meno compatta rispetto alla scorsa primavera. A meno di terzi incomodi - non all’orizzonte - il pallone si affida a uno tra due grandi nomi. Ma il vero ago della bilancia è un terzo.
Decide Abete
Rispetto alla primavera, gli schieramenti si sono rovesciati: Galliani ha l’appoggio di AIC e AIAC, ma anche di diversi club di Serie A. In prima fila Inter e Atalanta, cioè i principali sponsor di Malagò in passato. Quest’ultimo ha dalla sua una decina di club di A - che vale il 18% nel complesso, ma ognuno vota per sé - e oggi dovrebbe incassare il via libera del Como. A quel punto, salirebbe sul suo carro molto probabilmente anche la Serie B (il 6% dei voti), mentre la Serie C (12%) aspetta di conoscere i contenuti. E poi c’è il jackpot. Il peso elettorale di ciascuna componente viene spesso considerato come un blocco unico, quando in realtà non è così. Tutte le percentuali sono da spacchettare in singoli voti - in calce trovate un calcolo preciso -, e anche la firma sulla candidatura (necessaria perché in FIGC ci si candida solo con l’appoggio formale di una componente) non vincola chi la dà al voto. Di conseguenza, lo scenario è molto frastagliato. La Lega Nazionale Dilettanti, però, vale il 34% dei voti. Anche in questo caso ci sarà poi da verificare se voterà in toto per l’uno o per l’altro, però la gran parte dei comitati regionali che la compongono dovrebbe seguire le indicazioni di Giancarlo Abete. La conferma arriva proprio dall’ultima tornata elettorale: anche se aveva incassato la defezione della Lombardia e della Puglia, il presidente della LND - che ha già annunciato di non voler candidarsi - ha chiuso con il 32% dei voti. Tradotto: più o meno, quel bacino elettorale ha una rispondenza effettiva. E così, nella sfida tra Galliani e Malagò, molto probabilmente vincerà chi porterà a casa i voti di Abete, molto ascoltato anche in Lega Pro per ovvie ragioni. Dove punterà? L’appoggio di calciatori e allenatori a Galliani arriva dopo una profonda frattura, creata ad aprile quando le componenti tecniche strapparono una storica sintonia con la LND e lanciarono la fuga in avanti verso Malagò, un’intesa basata sulla promozione di Giancarlo Viglione a segretario generale, oggi tema decisamente marginale. Ricucire quella rottura non è per nulla facile, ma qui entrano in gioco anche i rapporti personali: quelli tra Abete e Galliani sono ottimi, da sempre. Quelli tra Abete e Malagò, viceversa, raccontano una rivalità ultradecennale, con radici molto più profonde della recente rottura con Calcagno e Ulivieri.Come funzionano le elezioni federali
* Serie A – 20 delegati (ogni voto vale 4,644 per una somma complessiva di 92,88), 18%; * Serie B – 20 delegati (ogni voto vale 1,548 per una somma complessiva di 30,96), 6%; * Lega Pro – 56 delegati (ogni voto vale 1,105 per una somma complessiva di 61,902), 12%; * LND – 99 delegati (ogni voto vale 1,772 per una somma complessiva di 175,428), 34%; * Calciatori – 52 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 103,168), 20%; * Allenatori – 26 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 51,584), 10%.Altre notizie
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