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Quanto investiamo sui giovani? Carbotti (Banca Ifis): "13 miliardi su 53 in 8 anni, l'Italia..."

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Daniele Najjar
Oggi alle 20:08Serie A
autore Daniele Najjar
06.10.2026 20:08Serie A
Carmelo Carbotti, responsabile strategia marketing e resource di Banca Ifis, ha parlato a TuttoMercatoWeb.com a margine dell'evento nel quale sono stati annunciati i 25 candidati finali per la vittoria dell'European Golden Boy. Nel corso dell'evento del prestigioso premio riservato al miglior giocatore under 21 della stagione, Carbotti ha presentato uno studio nel quale ha spiegato come gli Under 21 siano come gli investimenti nelle startup. Come mai Golden Boy con Banca Ifis? "Banca Ifis è operativa per il finanziamento e il supporto del mondo dello sport con il marchio 'Ifis Sport'. Risale a più di 20 anni fa la prima operazione sul calciomercato, noi lo guardiamo con attenzione. Lo studiamo per necessità di business. Ma lo studiamo anche per capire quali sono le evoluzioni in corso. Quest'anno Golden Boy fa 'scopa' con un elemento che è emerso fortissimo: si è passati da una economia del campione ad una economia del talento". Ci fa un po' di numeri? "I 5 maggiori campionati UEFA hanno investito negli ultimi 8 anni circa 53 miliardi in compravendite. Di questi il 26% - oltre 13 miliardi di euro - sono andati negli under 21. Ancora maggiore la quota se guardiamo il numero di operazioni, che sono ben il 35% del totale. È come se il calcio fosse diventato un'economia dell'innovazione, dove gli under 21, per usare un paragone, sono come delle start-up innovative. Non si investe più sul presente, ma in ottica futura". Come cambiano questi numeri per il mercato italiano? "L'Italia è ben posizionata nell'investimento e nell'acquisizione degli under 21. Mentre c'è ancora lavoro da fare sulla fertilità, la capacità di crescere ed allevare gli under 21. Questo è da collegare alla forza finanziaria. Pro-capite l'investimento dei club italiani è stato quello più basso nei top 5 campionati Uefa. Un campionato che ha più una strategia basata più sul prestito, per provare i giocatori prima di comprarli. In altri campionati sono invece più propensi all'acquisto diretto". Da cosa dipende questo? Solo dalle risorse che un club ha? "Sì, emerge chiaramente un'ottica di prudenza. Che però sta cambiando. Guardate la top-100 della classifica del Golden Boy: l'Italia è ben posizionata. Deve ragionare e lavorare molto di più sui vivai. Che non sono solo un asset sportivo, ma anche finanziario. Guardate la Ligue 1 francese: l'incasso è maggiore della spesa. Non perché non investano, ma perché hanno vivai molto forti e così crescono". Questa è la strada da seguire anche per l'Italia, quindi? "Non è una soluzione che dà risultati subito, ma nel medio periodo. Ciò che vediamo però è questo: guardate la Premier League, ha gli indic".

Lo studio presentato al Golden Boy

Ecco di seguito lo studio presentato da Banca Ifis all'evento dell'European Golden Boy. "Gli Under 21 sono il principale motore del calciomercato europeo, sia in termini di volumi che di valore economico. Tra il 2018 e il 2026, il 35% degli acquisti di calciomercato nei cinque principali campionati europei ha coinvolto calciatori Under 21. Queste operazioni hanno generato il 26% della spesa complessiva, per un investimento medio annuo di circa 1,7 miliardi di euro. Sono queste le principali evidenze dello studio “L’economia del talento: come gli Under 21 stanno ridefinendo il valore nel calcio” il focus realizzato da Ifis sport e presentato oggi a Mestre (Ve) in occasione dell’evento “The European Golden Boy - The global launch of the Best 25”, il premio calcistico assegnato ogni anno al miglior calciatore Under 21 militante in Europa. L’analisi di Ifis sport approfondisce il peso economico dei giovani calciatori e i diversi modelli di formazione, acquisizione e valorizzazione del talento. Da questi parametri emerge che tra le stagioni 2018/19 e 2025/26 i club dei cinque principali campionati UEFA hanno investito complessivamente 51,3 miliardi di euro in acquisti, dei quali il 26% destinato agli Under 21 pari a 13,3 miliardi di euro totali. Analizzando le operazioni, emergono strategie differenti tra i principali sistemi calcistici europei: l’Inghilterra combina la capacità di formare giovani talenti con quella di attrarre i migliori profili internazionali, tanto che 30 dei migliori 100 Under 21 giocano oggi in Premier League. Francia, Spagna e Germania si distinguono invece per l’elevata capacità di formazione dei giovani calciatori. Lo studio mostra come i Paesi in grado di sviluppare un maggior numero di giovani talenti siano anche quelli che ottengono con maggiore continuità risultati sportivi a livello internazionale. La Serie A evidenzia un rapido allineamento allo scenario internazionale. Nel massimo campionato italiano, tra il 2018/19 e il 2025/26, gli Under 21 hanno assorbito il 22% degli investimenti di mercato, pari a circa 260 milioni di euro annui, a fronte di una spesa complessiva pari a 9,3 miliardi di euro. Il modello italiano si caratterizza per la crescente valorizzazione del talento domestico, in linea con la necessità di rafforzare l’intera filiera calcistica nazionale: il 79% degli U21 acquistati dai club di Serie A proviene dal sistema calcistico nazionale, alimentato soprattutto da Serie B, Serie C e campionati dilettantistici, che rappresentano il 59% degli arrivi, a cui si aggiunge un ulteriore 13% proveniente dalle formazioni Primavera. Un elemento distintivo del modello italiano è il ricorso al prestito, che rappresenta il 68% degli acquisti Under 21 da parte dei club di Serie A. A differenza di altri campionati europei, il calcio italiano tende a valorizzare giovani che hanno già compiuto il salto nel professionismo e maturato esperienze in prima squadra. Un approccio che si differenzia da quello di Ligue 1 e Bundesliga, maggiormente orientate alla crescita interna dei talenti attraverso i settori giovanili. Lo studio dedica un approfondimento anche alle seconde squadre, che si stanno affermando come uno strumento per accelerare la valorizzazione degli Under 21. Nel periodo analizzato sono stati registrati 36 trasferimenti di giovani dalle seconde squadre alle prime squadre di Serie A. Attualmente sono quattro le seconde squadre presenti nel calcio italiano: Juventus Next Gen, Atalanta U23 e Inter U23 in Serie C e Milan Futuro in Serie D".
L'intervista a Carbotti e lo studio sugli under 21

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