Inter-Brugge 3-4, le pagelle: J. Martinez, altro disastro. Chivu: scelte da 5. Tresoldi inarrestabile
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Lorenzo Di Benedetto
Lorenzo Di Benedetto
ieri alle 23:15Serie A
autore Lorenzo Di Benedetto
13.10.2026 23:15Serie A
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Sconfitta per 4-3 in casa contro il Brugge per l'Inter di Chivu: una serata da dimenticare per quasi tutti i nerazzurri.
LE PAGELLE DELL'INTER (di Lorenzo Di Benedetto)
J. Martinez 4 - Dopo l'errore a Madrid all'esordio in Champions stasera riesce a fare ancora peggio. Uscita senza senso sulla trequarti, tunnel preso e gol regalato. La massima competizione europea è un incubo per il portiere nerazzurro.
Bisseck 5 - In difficoltà per quasi tutta la partita contro gli attaccanti del Brugge. Non l'unico colpevole e neanche il peggiore, ma resta una serata da cancellare anche per lui.
Akanji 4,5 - La sua non rincorsa su Vermant nell'azione che porta al momentaneo 2-4 è la fotografia della sua partita. Tresoldi ha fatto quello che ha voluto per tutta la gara e lo svizzero non ha fatto niente per limitarlo.
Bastoni 5 - Come detto per i suoi compagni anche la sua gara è completamente da dimenticare. Dalla sua parte Forbs ha spadroneggiato, senza trovare praticamente nessun ostacolo.
Diouf 5,5 - Molto attivo sulla sua corsia nel primo tempo, poi si spenge come il resto della squadra. Troppe volte cerca di incaponirsi, in una serata dove non gira praticamente niente.
Barella 5 - Mai nel vivo del gioco in fase offensiva, per il resto non aiuta neanche i difensori ad arginare la furia del Brugge. Il riposo in campionato non ha pagato per niente.
Dal 78' Bonny 6,5 Entra e segna. Difficile chiedergli qualcosa di più.
Calhanoglu 6 - Una traversa clamorosa e il fallo che regala il rigore trasformato poi da Tresoldi per lo 0-1. Per il resto cerca di far girare la squadra ma senza giocate degne del suo nome.
Dal 67' Sucic 5,5 - Si fa saltare con facilità nell'azione che porta al momentaneo 1-3. Ha solo il merito di calciare in porta con il tiro respinto da Sommer e ribadito in rete da Lautaro nel secondo tempo.
Zielinski 5 - Si addormenta sul più bello quando si ritrova a tu per tu con Sommer nel primo tempo. Per il resto non riesce a salire mai in cattedra e finisce con l'essere uno dei colpevoli in questa serata da incubo dell'Inter.
Dall'88' Stankovic sv.
Dimarco 6 - Si salva solo grazie allo splendido assist di tacco per il gol dell'1-1 di Lautaro. In fase difensiva soffre tanto e anche in attacco non si fa vedere quasi mai.
Dal 78' Spence sv.
Lautaro Martinez 6,5 - Prima l'urlo strozzato in gola per il gol non convalidato, poi quello di gioia per un gol che gli mancava in Champions dal 5 novembre 2025. A inizio ripresa fallisce un gol clamoroso solo davanti a Sommer, che avrebbe portato l'Inter in vantaggio. Trova poi la doppietta personale, che serve però solo per le statistiche.
Thuram 5,5 - Entra nell'azione che porta al momentaneo 1-1 di Lautaro a pochi minuti dall'intervallo ma oltre a questo poco altro per il numero 9. Serve qualcosa in più, soprattutto in Champions.
Dal 67' Pio Esposito 6 - Si sbatte, come al solito. Il suo ingresso in campo è stato comunque positivo.
Allenatore: Chivu 5 - Manda in campo i titolarissimi ma la scelta non paga. Annientato dal suo collega che ha guidato il Brugge a banchettare a San Siro. Due partite, zero punti. Adesso la strada in Champions è in salita e dovrà trovare una soluzione. Possibile che Provedel non possa avere una chance? Adesso deve pensarci.
LE PAGELLE DEL BRUGGE (di Marco Pieracci)
Sommer 6,5 - Serata emozionante, nessun trattamento di favore: i vecchi compagni non fanno sconti. Strepitosa la parata di piede sul suo ex capitano, non gli può impedire la doppietta.
Sabbe 6,5 - Dimarco lo costringe a tenere alta la guardia, ma non si fa schiacciare. Se ci sono le condizioni per spingere si propone anche in avanti, asseconda le iniziative di Forbs. Dal 72’ Siquet 6 - Bonny lo fa penare un po', cerca di limitare i danni.
Spileers 6 - Non sembra il ritratto della sicurezza, specialmente se chiamato a impostare. In marcatura se la cava: becca un cartellino giallo, senza farsi condizionare. Lo gestisce bene. Dal 60’ Lee 6 - Catapultato in campo, si adatta discretamente bene. Non va mai in affanno.
Mechele 6 - Leader della retroguardia, sembra abbastanza scafato per reggere al crash test contro una delle coppie d’attacco più forti d’Europa. Ma pure lui deve pagare la tassa Lautaro.
Seys 6,5 - Diouf lo stressa subito, ne soffre il maggior impatto fisico ma si difende con le sue armi e col passare dei minuti gli prende le misure. Piede sinistro non banale, lo sfrutta da fermo.
Potts 7 - Presidia la zona centrale, per garantire copertura alla difesa. Ma non si limita esclusivamente alla fase di interdizione: smista palloni, si affaccia minaccioso dalle parti di Martinez.
Forbs 8 - In dubbio fino all’ultimo, dimostra di godere di ottima salute: impressionante la fuga in velocità stroncata con il fallo da rigore. Propizia pure le altre tre reti. Devastante.
Vetlesen 6,5 - Mezzala di quantità e qualità: si alterna con Vanaken negli inserimenti da dietro, partecipa alla regia. Fa un recupero tanto disperato quanto prodigioso su Zielinski. Dal 61’ Lemarechal 6 - Non impeccabile in alcune situazioni, però si fa rispettare lì in mezzo.
Vanaken 7 - In difficoltà sulla pressione, perde diversi palloni ma esce alla distanza. Passo felpato, fare sornione: quando meno te l’aspetti lo ritrovi dentro l’area pronto per colpire o giocare di sponda.
Virgili 6,5 - Rapido di testa e di gambe, colpisce un palo. Non gli manca la personalità per sfidare gli avversari nell’uno contro uno. Dà una bella mano anche nei ripiegamenti difensivi.
Dall’83’ Diakhon sv
Tresoldi 8,5 - Implacabile come soltanto i grandi bomber, letale nel finalizzare tutto ciò che riceve. Fa tremare la traversa, calcia un rigore perfetto. Poi ne fa altri due. Serata da sogno.
Dall’83’ Vermant 7 - Mirino puntato verso la porta: firma il poker in contropiede, un grande intervento di Martinez gli nega la doppietta.
Allenatore: Leko 8 - Ambizioso il progetto di giocarsela a viso aperto con l’Inter a San Siro. Potrebbe sembrare arroganza, invece è consapevolezza dei propri mezzi. Non si snatura minimamente al cospetto di una big, scelta coraggiosa e vincente. La coerenza viene premiata.
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