L'incredibile controsenso post derby di Milan e Inter. Amorim e la doppia faccia insospettabile: bene in Serie A, disastro in Europa. La terza risposta della Juve su Spalletti: Rennes, Napoli e AZ, la squadra è con lui. Anche grazie a Carnevali
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Lorenzo Di Benedetto
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autore Lorenzo Di Benedetto
06.11.2026 00:02Editoriale
La terza risposta della Juve su Spalletti: Rennes, Napoli e AZ, la squadra è con il tecnico.
Il disastro del Milan, quello sfiorato dall'Atalanta e l'ennesimo sorriso europeo della Juventus. Questo, in estrema sintesi, il bilancio del giovedì di coppe per le italiane: due allenatori su tre non possono certo sorridere, Amorim e Sarri, mentre Spalletti, pur con troppa sofferenza nel finale, può farlo eccome, ma ci torneremo più avanti. Per prima cosa, infatti, il tema che vogliamo affrontare, tornando anche indietro di due giorni, è quello che riguarda l'incredibile e senza senso ritorno in campo di Inter e Milan dopo il derby di sabato scorso. A San Siro avevamo assistito a una partita che ci aveva lasciato un messaggio chiaro e preciso: rossoneri in netta crescita e nerazzurri sulle gambe dopo le tante gare giocate partendo da situazione di svantaggio che avevano lasciato il segno. Il calcio, però, e lo sappiamo molto bene, è strano, stranissimo. Tutto può cambiare in un attimo e spesso non accade ciò che sembra essere quasi scontato. Detto fatto. L'Inter di Chivu ha spazzato via il Feyenoord in trasferta, andando a mille all'ora e ripartendo dopo la prima batosta presa in campionato, con tanto di ennesimo derby perso, mentre il Milan si è consegnato al Ferencvaros a San Siro, uscendo tra i fischi di uno stadio che soltanto cinque giorni prima aveva dato vita a una vera e propria festa.
Amorim e l'impronosticabile doppia faccia tra Serie A ed Europa League
Un controsenso, appunto, perché il derby, almeno sulla carta, dovrebbe dare una spinta clamorosa a chi lo vince e mettere dubbi in testa a chi, invece, esce sconfitto, la le gare di Inter prima e Milan poi in Europa ci hanno detto l'esatto opposto. Poi un altro aspetto, incredibile anche questo. Ruben Amorim, tecnico portoghese arrivato in Serie A l'estate scorsa, sulla panchina rossonera, sta facendo un percorso completamente diverso tra campionato ed Europa League. Fin qui, in un certo senso, sarebbe anche una cosa che ci potevamo aspettare, però al contrario. Spieghiamoci meglio: un allenatore, spesso, nei primi mesi in Italia, arrivando dall'estero, può andare incontro ad alcuni problemi, prevedibili, viste le particolari caratteristiche del nostro calcio, per trovarsi più a suo agio nelle competizioni internazionali, ma ad Amorim sta succedendo l'opposto. Bene in Serie A, visti i 21 punti raccolti nelle prime dieci giornate, solo quattro in meno dell'Inter campione d'Italia, e male in Europa League, dove di fatto ha già compromesso, con la sua squadra, ma qualificazione diretta agli ottavi di finale, avendo solo tre punti dopo le prime quattro gare. Strano, molto strano.La Juventus è con Spalletti. Giocatori e società lo hanno dimostrato
Infine un capitolo a parte sulla Juventus, dopo la terza vittoria in Europa. L'ultimo periodo è stato complicatissimo, lo sappiamo e lo abbiamo detto in tutte le salse, ma ci sono state tre partite delle ultime quattro che ci hanno detto una cosa inequivocabile: lo spogliatoio è con Luciano Spalletti. I tre indizi che fanno una prova sono le gare contro Rennes, Napoli e AZ, lasciando da parte quelle contro Lecce e Genoa. Nel momento di massima pressione i giocatori hanno lottato con il coltello tra i denti, dimostrando di essere dalla parte del tecnico e adesso il vento sembra davvero essere cambiato. Le parole di Giovanni Carnevali dopo il ko a Marassi hanno fatto il resto. Il dirigente ha parlato alla squadra, ha confermato l'allenatore e ha alzato i toni chiedendo responsabilità a chi va in campo gara dopo gara. Un discorso duro, che ha pagato e sta pagando. Adesso la Juve sfiderà la Fiorentina, poi ci sarà la sosta. Con tre punti al Franchi la crisi sarebbe solo un lontano ricordo. Sia chiaro.Altre notizie
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