Inter, la notte di Rotterdam non basta. Il Como è la prova del nove
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Marta Bonfiglio
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Oggi alle 07:00Serie A
autore Marta Bonfiglio
07.11.2026 07:00Serie A
La Champions ha riportato il sorriso sul volto dei nerazzurri. Ora in campionato arriva il Como di Fabregas che è in piena forma.
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Dal buio alla luce, nel giro di pochi giorni. L'Inter ha lasciato sul campo del derby ombre pesanti, un 3-1 contro il Milan che ha riacceso vecchie paure e alimentato dubbi mai del tutto sopiti. Poi, quasi come se qualcuno avesse premuto un interruttore, è tornata a brillare nella notte europea di Rotterdam, espugnando il De Kuip con un netto 3-0 sul Feyenoord e una prestazione di tutt'altro spessore. Due fotografie quasi opposte della stessa squadra, separate da pochi giorni ma apparentemente lontanissime. Eppure, proprio in questa distanza si nasconde la domanda più importante: quale delle due Inter vedremo domenica a San Siro contro il Como?
Approccio
Il 3-0 contro il Feyenoord ha restituito un'immagine dell'Inter che non può rimanere confinata alla sola notte europea. La squadra vista al De Kuip è stata aggressiva, propositiva, capace di prendere subito il controllo della partita e di non concedere agli avversari la possibilità di rientrare in gioco. Esattamente ciò che era mancato nel derby e che, in diverse occasioni precedenti, aveva alimentato qualche perplessità sull'approccio dei nerazzurri. Il problema, infatti, non è mai stato il potenziale della squadra, né la sua capacità di reagire alle difficoltà. L'Inter ha spesso dimostrato di poter cambiare volto durante una partita, alzando il ritmo e ribaltando situazioni complicate. Ma non sempre può permettersi di aspettare il momento giusto per accendersi. Contro il Como servirà proprio questo, ripartire dall'intensità e dalla personalità mostrate in Champions, senza pensare che una vittoria convincente abbia già risolto ogni questione. Anche perché l'avversario che arriverà a San Siro ha caratteristiche ben precise e qualità sufficienti per approfittare di qualsiasi passaggio a vuoto. Ecco perché la prestazione di Rotterdam dovrà trovare continuità anche in campionato.Como, il momento della verità
Anche perché il Como di Cesc Fabregas è una delle realtà più sorprendenti del calcio italiano ed europeo. Giovane, ambizioso, ricco di talento e con un'identità di gioco ormai riconoscibile, ha smesso da tempo di essere una semplice sorpresa. I numeri raccontano una squadra che fa sul serio. Quarto posto in campionato, miglior difesa della Serie A e un possesso palla medio che la porta praticamente alla pari proprio con l'Inter. Ma è soprattutto in Europa che i lariani hanno alzato la voce, conquistando tre vittorie in quattro partite e arrivando a rifilare un clamoroso 9-1 al Lens in trasferta. Fabregas sta costruendo una squadra che vuole giocare, palleggiare, aggredire gli spazi e mettere in difficoltà chiunque attraverso la qualità tecnica dei propri interpreti. Nico Paz è il talento capace di accendere la manovra, Douvikas il riferimento offensivo e intorno a loro c'è un gruppo che ha dimostrato di avere idee e personalità. Ecco perché la sfida di San Siro assume un significato ancora più importante. L'Inter dovrà confrontarsi con una squadra che non ha paura di prendere l'iniziativa. Dopo il derby e la risposta di Rotterdam non basterà vincere, servirà dimostrare di saper comandare la partita, imporre il proprio ritmo e mantenere alta l'intensità. Il Como è una prova del nove.Altre notizie
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