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Inter, Spence: "Mi piace molto l'Italia. Terzo posto al Mondiale? Non era quello che volevamo"

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Yvonne Alessandro
Oggi alle 09:30Serie A
autore Yvonne Alessandro
08.11.2026 09:30Serie A
L'esterno destro dell'Inter si racconta, dalle origini agli idoli nel calcio, fino al terzo posto tagliato nel Mondiale con la maglia dell'Inghilterra
www.imagephotoagency.it
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L'Inter affronta il Como nella gara valida per la 12ª giornata della Serie A: San Siro si illuminerà (ore 18) per dare il via ad uno scontro diretto imperdibile: i nerazzurri si giocano tre punti che li porterebbe al pari della Lazio capolista - in attesa del risultato contro il Napoli del lunch match odierno - mentre i lariani si giocano il sorpasso diretto sui campioni d'Italia in carica. In vista del calcio d'inizio, l'esterno inglese Djed Spence ha rilasciato un'intervista ai canali ufficiali del club nerazzurro, dopo essere sbarcato a Milano la scorsa estate dal Tottenham per 30 milioni di euro. Ma prima si parte dalle sue origini: "Vengo da Peckham, un quartiere nel Sud di Londra. Qui ho iniziato a giocare, penso che il primo luogo in cui ho preso a calci un pallone non fosse un vero e proprio campo, ma il Peckham Rye Park". Quanto agli idoli che lo hanno spinto a diventare calciatore: "Mi piaceva molto Cristiano Ronaldo quando ero piccolo, provavo a imitarlo quando giocavo al Peckham Town: il mio primo gol è arrivato tanto tempo fa, ma ricordo che l'avevo segnato con una rovesciata. In quel momento ho sentito tantissima energia, correvo per il campo senza fermarmi". L'intenzione, però, è sempre stata quella di avere a che fare con il pallone ogni giorno: "Ho sempre voluto fare il calciatore, l'ho capito fin dalla prima volta in cui ho messo piede in un campo. Un allenatore che mi ha aiutato molto in carriera è stato Steve Cooper: con lui al Nottingham Forest abbiamo conquistato la promozione in Premier League, la prima vera vittoria importante della mia carriera". Non è la prima volta, invece, per Spence un'avventura in Serie A: "Il mio giocatore preferito della storia dell'Inter è sicuramente Ronaldo, il Fenomeno. Mi piace molto l'Italia: quando giocavo al Genoa ero rimasto colpito dalle vibrazioni positive di questo Paese, dal clima e dall'ottimo cibo". In chiusura, invece, ha ripensato alla medaglia di bronzo ricevuta con il terzo posto al Mondiale con l'Inghilterra: "Non era il risultato che volevamo, puntavamo alla vittoria. L'Inghilterra però aveva fatto meglio solo nel 1966 quando vinse la Coppa: abbiamo avuto l'opportunità di fare la storia, è stata una bellissima emozione".

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