Krznar: "Sucic e Baturina miei figli. Non avevo dubbi su Martin, Petar come Brozovic"
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Yvonne Alessandro
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Oggi alle 08:04Serie A
autore Yvonne Alessandro
08.11.2026 08:04Serie A
L'ex allenatore di Baturina e Sucic racconta i primi anni di entrambi alla Dinamo Zagabria e quanto siano cresciuti oggi in Serie A
Il giorno di Inter-Como è arrivato, il "Meazza" di San Siro si illuminerà e i destini di due giocatori croati si incroceranno nuovamente. Da un lato Petar Sucic, grande sogno di mercato due estati fa della dirigenza lariana che alla fine - causa commissioni dell'entourage - alla fine si è trasferito in nerazzurro. Dall'altro Martin Baturina, che si sta rivelando tutt'altro che un semplice ripiego sul Lario dopo un esborso di oltre 20 milioni di euro complessivi. Entrambi punti fermi della nuova Croazia e ancor prima nella Dinamo Zagabria. Proprio dove Damir Krznar (54 anni) è stato prima responsabile del settore giovanile, poi allenatore. Attualmente svincolato dopo l'esperienza negli Emirati Arabi Uniti al Khor Fakkan SSC, ha raccontato in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb di aver scovato prima il fantasista lariano a 15 anni, con tanto di esordio in prima squadra nel 2021, lanciando invece la mezzala nerazzurra da tecnico della seconda squadra dei Modri nel 2022.
Ha scoperto Baturina da giovanissimo nel settore giovanile della Dinamo.
"Stava salendo molto velocemente dall’Under 15 all’Under 17. La sua tecnica individuale era perfetta: era piccolo, ma fortemente talentuoso. Quando ho capito che è un gran lavoratore ho insistito per tenere traccia della sua crescita. Era davvero impressionante, anche se…".
C’era qualche timore?
"Era piccolo appunto. Ma nella nostra Accademia portiamo pazienza e aspettiamo anche i giocatori che impiegano più tempo a svilupparsi negli anni dell’adolescenza. Li aspettiamo, li seguiamo, perché sappiamo che alla fine si faranno".
E così è successo...
"Martin non l’ho mai perso di vista. Quando ero nello staff della Dinamo Zagabria ho consigliato di spingere con lui e di aggregarlo alla prima squadra al più presto".
Un bel salto la Serie A, il Como di Fabregas, la Champions da protagonista…
"Non avevo dubbi. Sapevo che talento fosse. Però arrivare così in fretta e fare così bene nel campionato italiano… il passo è decisamente grande".
All’inizio tutti pensavano fosse trequartista, a lottare con Nico Paz per un posto. Ma è più forte da esterno?
"Dipende dalla qualità dei giocatori, dalla loro versatilità e anche dall’allenatore. Fabregas è perfettamente consapevole su come possa usarlo e come possa incastrarlo nella squadra. Martin però può avere lo stesso impatto in entrambe le posizioni. Anche da numero 10, alle spalle dell’attaccante. Invece partendo dall’esterno può tagliare dentro, rientrare sul suo piede forte, palla al piede… fa parte della tattica di un allenatore, ma si adatta bene a Martin e al Como".
In cosa può crescere ancora? Forse alle volte è un po’ discontinuo?
"Nelle richieste difensive complessivamente fa abbastanza bene, ma crescerà di più per aiutare chi sta dietro. Poi sì, durante le partite ha degli alti e bassi magari, l’impatto e il suo contributo non sono al livello che ci si aspetterebbe ogni partita. Ma questo fa parte del processo necessario e dell’esperienza che sta maturando".
Baturina è sempre più centrale nella Croazia, ha segnato due gol pesanti e l’ultimo all’Inghilterra al Mondiale. Può diventare anche il simbolo di una nuova generazione insieme a Petar Sucic?
"Sì, di sicuro. Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto Brozovic, Kovacic e Modric. Ancora oggi il tandem Kovacic-Modric ma Petar Sucic e Martin Baturina sarà il prossimo. Il loro ruolo sarà cruciale per il futuro della Nazionale croata".
Adesso i due si sfideranno in Inter-Como. E sono stati ex compagni di squadra alla Dinamo Zagabria.
"Anche Petar è mio “figlio”, come Martin. L’ho allenato io stesso nella seconda squadra della Dinamo Zagabria, quando ha cominciato a mostrare se stesso".
Dopo anni di lavoro alla Dinamo, a fine stagione 2021/22 è andato ad allenare in Slovenia...
"Allenavo il Maribor, ma ho lottato molto per avere Sucic in prestito. Peccato la Dinamo Zagabria avesse già raggiunto un accordo per portarlo in prima squadra".
Cosa l'ha colpito di lui?
"La sua ascesa è stata davvero molto rapida. E altrettanto velocemente è diventato un top player. Dalla seconda squadra della Dinamo all’Inter... è qualcosa di enorme in termini di crescita. Ma lui se lo merita, e può fare ancora progressi".
Le ricorda qualcuno?
"È un atleta come Brozovic, può correre giorno e notte. E poi è dotato anche di una tecnica pregevole: bei passaggi, conclusioni eccellenti. Un altro giocatore di cui la Croazia può essere fiera".
Guarderà Inter-Como per loro?
"Non vedo l'ora".
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