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TMW RADIO - Viviano: "Italiano va nella stessa direzione del calcio. Ora dategli un regista"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 22 luglio 2021 21:41Serie A
di Dimitri Conti
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Viviano: "Italiano va nella stessa direzione del calcio. Ora dategli un regista"


Emiliano Viviano, portiere del Karagumruk, ha così parlato a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio con Niccolò Ceccarini e Dimitri Conti: "Rispetto a quando giocavo io la preparazione è un po' cambiata, si corre meno o comunque con la palla. Quest'anno sarà un po' un'incognita per tutti, perché c'è la nuova regola di almeno tre turchi che devono fare i 90 minuti".

Arriverà qualcun altro dall'Italia?
"Penso di sì, cerchiamo un difensore perché è un ruolo in cui siamo un po' scoperti".

Chi la favorita?
"Così a nomi direi il Trabzonspor. Lo scorso anno sono arrivati quarti, quest'estate hanno preso Hamsik, Gervinho, Bruno Peres... Una buona squadra".

Farioli lo vedremo in Italia?
"Credo e spero di sì. Bravo è bravo, non devo essere io a dirvelo vista l'esperienza che sta vivendo a 32 anni. Spero che in Italia qualcuno, come sembrava voler fare lo Spezia, abbia il coraggio di puntare su un ragazzo che non ha un trascorso da calciatore".

Sorpreso dall'Europeo vinto dagli Azzurri?
"Io me l'aspettavo, erano mesi che mi piaceva questa squadra e il suo spirito. Quando non perdi per più di trenta partite non è più fortuna. Poi mettiamoci pure quella cabala per cui l'Italia fa bene quando deve rialzarsi da momenti di difficoltà".

Immaginava pure la vittoria?
"Tra vincere e perdere c'è un confine sottilissimo, spesso. L'Italia ha meritato per l'intero Europeo ma con la Spagna ad esempio poteva perdere e andare fuori. In generale, però, sono stati quelli che hanno meritato di più".

Il premio di MVP dell'Europeo certifica Donnarumma come miglior portiere?
"Fino a prima dell'Europeo, come sempre mi succede, non volevo dire che secondo me era tra i migliori il mondo perché ci vuole un grande evento che lo certifichi. Lo stesso vale per altri calciatori, penso per esempio a Haaland: per dire che è il top lo voglio vedere ad alti livelli. Ora si può già dire che Donnarumma sia tra i migliori tre".

Anche col limite delle uscite?
"Per me invece è il suo coraggio incredibile ciò che lo rende il migliore. In finale ha fatto delle uscite che ci vogliono due palle...".

Su certe cose, poi, si può allenare.
"Ha tutto. Nei miei 35 anni di vita non ho mai visto un ragazzo con questa forza, questo potenziale, questo coraggio. Un fenomeno assoluto".

Italiano le piace?
"Sì, perché è un allenatore bravo e moderno, va nella stessa direzione del calcio. Dall'anno scorso mi sembra che la Fiorentina si sia messa in testa di dare più peso all'allenatore, chiunque esso sia. Questo è un bene, perché col massimo rispetto di Barone e Commisso, nel calcio bisogna ascoltare chi lo fa e l'ha fatto, ed ha tanta esperienza. Spero valga per Italiano, che seppur allenatore giovane, ha giocato vent'anni a grandi livelli".

Cosa gli manca oggi?
"Forse un play con caratteristiche diverse. Mi sembra, vedendo lo Spezia, che chieda un po' più di dinamismo. Però certe cose si capiranno durante la stagione".

Come va a finire con Vlahovic?
"Io farei iniziare l'anno e vedrei come va, in entrambi i sensi. Dei due chi può essere più titubante è Vlahovic, non la Fiorentina. Se poi le cose vanno bene, si va con una soluzione, altrimenti si vende entro fine stagione. A gennaio, se capisci che non trovi l'accordo, vai ad aprirti la strada con altre squadre. Ma io penso si vada verso il rinnovo, lo vedo sereno".

Confermerebbe Dragowski?
"A me piace, poi dipende cosa vuole l'allenatore. Ricordo che si parlava di Gattuso che avrebbe voluto un portiere più bravo coi piedi. Se Gattuso fa impostare le sue squadre, a pelle direi Italiano anche di più. Dragowski non l'ho visto giocare molto da dietro, anche per il calcio che faceva la Fiorentina, ma scarso non mi sembra".

L'Inter è ancora favorita?
"Loro e la Juventus, assolutamente. Allegri ridarà equilibrio alla Juventus, anche se è vero che trova qualche cambiamento: giocatori con un paio d'anni in più, qualcuno di acciaccato o infortunato".

Musso per Gollini è uno step di crescita per l'Atalanta?
"Gollini è un portiere forte, Musso era quello che mi piaceva di più tra gli emergenti. Dal punto di vista tecnico-dirigenziale il discorso penso sia legato all'allenatore e al modo con cui vuole giocare la squadra. A livello di valore non c'è una grande differenza".

Che farà De Zerbi allo Shakhtar?
"Si dà un profilo internazionale. Per noi è un campionato lontano, ma il resto del mondo lo segue. Lo Shakhtar ti apre altri mercati se fai bene: le grandi squadre difficilmente ti prendono dal Sassuolo, dallo Shakhtar sì".

Rui Patricio è il portiere ideale per la Roma?
"Ha fatto la Champions e vinto gli Europei da grande protagonista. Negli ultimi tempi hanno avuto qualche problema nell'alternanza dei portieri, è una scelta di esperienza".
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