Quale sarà la filosofia della Juventus dalla prossima stagione?
Manca sempre meno alla fine di questa stagione e molti tifosi pensano già alla prossima.
Detto che vedremo e capiremo dove si piazzerà la Juventus, con l’obiettivo dichiarato di entrare nelle prime quattro posizioni che vorrebbe dire giocare la prossima Champions League (ne ho parlato QUI - CLICCA PER LEGGERE), quale sarà la filosofia della Juventus dalla prossima stagione?
Un punto fondamentale riguarda la sostenibilità economico-finanziaria del club. Con la pandemia, infatti, sono cambiate le dinamiche relative al calciomercato, con un uso delle plusvalenze che, anche complice questo periodo di contingenza, verrà limitato rispetto al passato, evitando di avere un vantaggio immediato ma “appesantendo” il bilancio negli esercizi successivi.
Anche in questo senso è da apprezzare lo sforzo della società, sostenuta dalla proprietà, per portare nello scorso gennaio Vlahovic e Zakaria evitando pericolose aste sul mercato che avrebbero visto la Juventus, nel prossimo giugno, svantaggiata a confronto dei grandi club inglesi, tedeschi e spagnoli.
Altro punto è il taglio agli ingaggi, come dimostrano le recenti negoziazioni sui rinnovi di contratto (ne ho parlato QUI - CLICCA PER LEGGERE) e rinunciando, se necessario, anche a sacrifici apparentemente dolorosi - vedi Dybala - ma con le idee chiare per dare una visione ed un indirizzo diverso al club senza rinunciare ad essere competitivi.
Altro nodo è quello di cercare di avere più giocatori italiani in squadra, fattore che non dipenderà esclusivamente dalla dirigenza bianconera.
L’idea, infatti, sarebbe quella di costruire un nucleo di giocatori del nostro paese per formare il nuovo “blocco” italiano, cosa che gioverebbe anche alla nostra Nazionale, orfana di un numero di giocatori sufficienti che giochino con costanza nei nostri top club.
Questa, ovviamente, è una cosa che la dirigenza bianconera cercherà di fare, mercato permettendo. Purtroppo, negli ultimi anni, assistiamo a prezzi dei cartellini sempre più alti dei giocatori nel mercato interno, anche non propriamente top player e che, a volte, avrebbero ancora bisogno di effettuare degli step di crescita prima di affrontare il salto in un grande club. Costi troppo alti inducono le nostre società, Juve compresa, a guardare con attenzione il mercato estero anche - purtroppo - per giocatori di medio livello.
Gli ultimi due punti riguardano proprio i giovani calciatori dell’Under 23 bianconera e una riflessione sui giocatori più anziani.
Iniziando dai giovani, è tanto - troppo - tempo che la Juventus non riesce ad inserire in pianta stabile nella prima squadra almeno un elemento proveniente dal proprio settore giovanile.
Questo è un punto sul quale riflettere: la U23 è solo un serbatoio di plusvalenze per arrivare a giocatori più pronti e più forti oppure questo progetto si può sviluppare in maniera diversa, cercando di inserire almeno un giocatore ogni uno/due anni al massimo?
Ultima riflessione sulla "vecchia guardia", eroi di tante battaglie e di tanti trionfi: puntare ancora su di loro, rendendoli ancora “centrali” nel nuovo progetto bianconero, oppure potranno essere utili nelle rotazioni, lasciando sempre più “spazio” a calciatori più giovani?
Insomma, la dirigenza avrà il non facile compito di traghettare la Juventus in una nuova fase della sua storia per vincere nuovamente e con continuità come la tradizione e la storia impone.


