La partita con il Bologna accende tanti campanelli d'allarme. E lo stadio in silenzio li amplifica
Quelli visti con il Bologna sono passi indietro pericolosi, soprattutto in questo periodo finale della stagione. A Cagliari la squadra non era stata brillante, ma era riuscita con ordine e raziocinio a portare a casa la partita. Credevamo che l’andazzo fosse quello, e invece nel sabato pre pasquale, dal punto di vista calcistico, siamo tornati ad abbracciare la croce. Ci sarebbero diversi alibi, uno su tutti l’assenza quasi totale del centrocampo, ma non ci sentiamo di fornire al gruppo e all’allenatore questo assist. No, perché a 5 giornate dalla fine del campionato, e contro una squadra “normale” si può e si deve vincere in qualsiasi condizione, soprattutto quando ti chiami Juventus.
E invece siamo tornati a livelli preoccupanti. Approccio sbagliato, partita gestita male, squadra con poche idee, singoli sotto il livello della sufficienza. Allegri ha cambiato 4 moduli all’interno della stessa gara, sintomo di confusione, senza però cavare un ragno dal buco. Non si tratta di posizioni in campo, o meglio non solo di quello, quando cammini invece di correre, quando corri a vuoto, quando non ti muovi senza palla, e quando la stessa palla circola lentamente, puoi cambiare tutti i moduli possibili, la sostanza non muta.
Siamo preoccupati dell’involuzione. Alti e bassi nella stagione ce ne sono stati, ma eravamo ultimamente tutti convinti della crescita, almeno sul piano dei risultati. La striscia positiva, interrotta contro l’Inter non era frutto del caso bensì di un lavoro che cominciava a dare i suoi frutti. Una partita può aver interrotto tutto? Ci auguriamo di no, certamente la riprova arriverà tra la sfida delicatissima di domani sera contro la Fiorentina in Coppa Italia e lunedi prossimo a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Tutti, ma proprio tutti si devono sentire sotto esame, a partite dal tecnico, che nonostante il lungo contratto, verrà comunque giudicato al termine di questa stagione. L’accesso alla Champions è obbligatorio, portare a casa un trofeo aiuterebbe a gestire meglio la ripartenza. Ripartenza rispetto alla quale saranno fatte attente riflessioni.
L’arrivo di Vlahovic ( a proposito, ha segnato di più in queste prime 10 giornate con la Juve che non in quelle con la Fiorentina) e di Zakaria hanno segnato la strada, ma evidentemente non bastano. Per tornare ad essere competitivi ci vorranno ulteriori inserimenti. Dybala (ombra di se stesso da quando è arrivata la notizia del non rinnovo) dovrà essere sostituito con un giocatore, attaccante o centrocampista offensivo, che garantisca almeno una decina di reti. Si dovrà sciogliere quanto prima il nodo Morata. Lo spagnolo è indiscutibile in quanto ad attaccamento alla maglia e impegno, ma i numeri non sono dalla sua. Nel reparto mediano la sensazione è che dovranno essere almeno due gli innesti, al netto del ritorno di Rovella.
Massima attenzione anche alla difesa. Accanto a De Ligt si dovrà trovare un centrale che garantisca sicurezza e perché no titolarità, visti anche gli ultimi acciacchi di Bonucci. Insomma il lavoro sul mercato non manca. Il vantaggio potrebbe essere quello di non dover ricominciare dall’inizio, cosi come accaduto negli ultimi tre anni, ma attenzione a cullarsi troppo su contratti e ingaggi. La stagione deve esser portata in fondo dignitosamente e raccogliendo almeno il minimo sindacale.
La lotta per il quarto posto è tutt’altro che chiusa. La Roma ha si un calendario complesso, ma è in netta crescita, e il pari a Napoli lo dimostra la Fiorentina sta arrivando di rincorsa, ha una partita da recuperare che potenzialmente la può portare a meno quattro dalla Juve e soprattutto un Fiorentina Juventus all’ultima giornata che non vorremmo mai diventasse decisiva.
Lasciatemi concludere parlando dello Stadio. Ce ne siamo occupati anche qui su bianconeranews con un’inchiesta “Curva Silenziosa”. La situazione sta diventando sempre più inquietante, un silenzio che fa male e che ormai percepiscono come negativo anche i calciatori, cosi come sottolineato da Bunucci nel post Bologna. Non è un caso che in questa stagione la Juve abbia toccato il record negativo dei punti fatti in casa. Andare avanti cosi è pericoloso per tutti. Il pubblico non vince le partite , ma aiuta tantissimo e prova ne è quanto lo Stadium sia stato un fortino inespugnabile per tanti anni. Si rifletta e chi di dovere cerchi una soluzione che possa giovare alla squadra..


