Guardare avanti senza voltarsi: la vecchia regola della nuova Juventus
Dopo la vittoria sofferta ma preziosa con il Cagliari ed il pareggio del Villarreal che ha fatto fuori il Bayern Monaco, ho visto e letto molti rimpianti da parte di tifosi e media legati al mondo Juve riguardo il campionato e la Champions League.
Si parte con l’abbandono di Ronaldo a pochi giorni dalla fine del mercato, alla sostituzione di CR7 con il deludente Kean negli ultimi giorni della sessione estiva, dalla partenza ad handicap di inizio stagione alle mancate vittorie negli scontri diretti, ai molti infortuni che hanno determinato l’eliminazione per mano del Villarreal fino ad arrivare al mancato rigore (netto) negato a Zakaria durante Juve-Inter che, per molti, ha di fatto spento le ultime speranze di scudetto.
Detto che diverse di queste “lamentele” ci possono stare, a parer mio non serve protestare troppo perché, se parliamo di campionato, praticamente tutte le squadre davanti alla Juventus - chi più, chi meno - possono recriminare su alcuni episodi o situazioni.
Se parliamo di Champions, invece, una maggiore cattiveria ed attenzione avrebbero permesso ai bianconeri di passare il turno abbastanza agevolmente.
Invece di “disperarsi”, suggerisco agli appassionati ed ai tifosi juventini di rispolverare una vecchia regola che ad alcuni non piace e che, se ci pensate bene, ha fatto da sempre le fortune della Juve, applicata anche oggi dai dirigenti del nuovo corso bianconero: guardare avanti senza voltarsi indietro.
Ma cosa significa?
ZERO ALIBI - Innanzitutto non bisogna abituarsi alla mediocrità: la Juventus, come merita il suo status di top club, in Italia parte SEMPRE per vincere il campionato. Poi, che lo vinca o meno sarà determinato da una serie di prestazioni e di fattori, ma NON esiste la possibilità di non essere in corsa per vincere. Del resto, avete mai sentito Real Madrid, Barcellona o Bayern Monaco, giusto per citare alcuni esempi, contenti di non vincere il campionato domestico ma accontentarsi di un piazzamento in zona Champions League?
In Europa, invece, complice anche l’abissale differenza di ricavi con gli altri top club europei, che peraltro considerano le semifinali come obiettivo minimo, si parte SEMPRE per raggiungere almeno i quarti di finale, come chiesto nelle ultime annate. Obiettivi che saranno ribaditi e confermati anche nelle prossime stagioni.
Insomma, zero alibi per tutti, come ricordo sempre a Radio Bianconera da inizio stagione e come ha recentemente affermato anche Allegri prima di Cagliari-Juve.
SCELTE NETTE - Le recenti scelte di non rinnovare Dybala, di abbassare il monte ingaggi proponendo rinnovi al ribasso e/o alle proprie condizioni, di provare ad inserire più giocatori italiani in squadra sono scelte nette rispetto al recente passato, anche se occorre ricordare che si era in epoca pre-covid e c’erano dinamiche diverse rispetto ad oggi. Senza rimorsi o rimpianti, consapevoli che le decisioni prese non potranno essere sempre corrette ma saranno nell’esclusivo interesse del club.
Pensiamo al “caso” Dybala: se la Juve tornasse clamorosamente indietro sui propri passi, proponendo un contratto alle condizioni dell’argentino, pensereste ad una dirigenza lungimirante o sareste preoccupati proprio per il cambio di strategia e la mancanza di visione nel lungo periodo?
Senza voltarsi indietro significa proprio questo: viene ponderata e presa una decisione definitiva sulla base dell’oggettività e della razionalità, non dell’emotività, e si persegue la scelta.
Questa, in sostanza, la vecchia regola della nuova Juventus, che servirà a (ri)acquisire quella mentalità che sembra un po’ sopita nelle ultime stagioni e che servirà per provare ad agguantare nuovi trofei in futuro.


