Andrea Agnelli solidissimo sulla poltrona presidenziale
L'evento "Il Foglio a Milano", ha visto un lungo intervento del numero della Juventus, il Presidente Andrea Agnelli. Quale miglior occasione per affrontare a tutto tondo le situazioni in casa bianconera, confermandosi saldo alla guida della Vecchia Signora. Un Agnelli sereno e tranquillo, questo traspariva dalla sua mimica facciale e dalle movenze. Con tono pacato e sicuro ha snocciolato alcuni temi rilevanti, quasi da fine stagione, tenendo la barra a dritta e scacciando voci e insinuazioni, divenute chiassose, nelle ultime settimane. Parlando delle varie voci succedutesi, con ipotesi di cambi epocali in seno alla società,diffuse da alcuni organi di stampa, il Presidente si è detto:” fondamentalmente sereno, so cosa facciamo e so che mi diverto ed è la cosa più importante". Un Presidente che si diverte ancora, nonostante le tante pressioni accusate negli ultimi due anni, leggasi covid, sprofondo dei bilanci e la aspra querelle SuperLega, risulta un fattore basilare per la Juventus del presente e dell’immediato futuro, una vera garanzia che il nuovo progetto di ricostruzione procede, al fine di ritornare a calcare le orme vincenti dei recenti trascorsi.
Inevitabile, e se vogliamo superflua, la conferma di Max Allegri che ha firmato un contratto di ben 4 anni con il sodalizio della Continassa: “ C'è un progetto di lungo periodo, sapevamo che quest'anno sarebbe stato difficile e avere rimpianti per la mancata vittoria finale è di buon auspicio per il futuro". Massima fiducia alla dirigenza attuale e parole di elogio per l’ad Arrivabene, poi la sottolineatura dell’importanza di ogni trofeo, con la Coppa Italia da giocarsi contro l’Inter, e la delusione-rimpianto di chi è abituato a vincere e in questa annata si è tolto poche soddisfazioni, eloquenti i concett espressi:” Chi non vince porta rimpianti: ci sono stati momenti negativi, ciò che fa effetto è che Juventus-Inter ha portato a giudizi diametralmente opposti sulle due stagioni. Ai bilanci non penso, ma penso alla prossima gara. Alla conclusione di ogni competizione, torni a zero e servono fame e volontà per arrivare in fondo al prossimo traguardo. Questo riguarda tutti, dai dirigenti a chi scende in campo". Ergo, il progetto c’è e andrà plasmato e migliorato a breve, con un mercato funzionale alla progettualità del tornare a sollevare trofei, la dirigenza è solida e lavora duramente. Ben sapendo che i bilanci non appaiono rosei e non consentiranno spese folli, concetto questo esplicato con chiarezza: “ Le risorse sono limitate e bisogna scegliere dove investirle”, ma ben sapendo che ci sono giocatori di grande valore che formano già uno scheletrato importante come Vlahovic, De Ligt, Chiesa e Locatelli.
Un Presidente a tutto tondo che ha parlato di Dybala, del futuro di Chiellini, SuperLega, tema che lo vede protagonista sin dal primo istante di nascita, del monumento Del Piero e delle inchieste fastidiose dell’ultimo anno e mezzo:” E' stato un anno complicato ma così noi abbiamo rispetto degli inquirenti, esigiamo altrettanto”. La chiusura però ci riporta in campo, sul prato verde dove si respira il calcio vero, quello giocato. Un Presidente indomito, che incarna perfettamente il vero spirito Juve, quello che non molla mai, Fino alla Fine. Alla domanda sullo scudetto Andrea Agnelli risponde così:” "Scudetto? Io spero sempre in un suicidio collettivo e che noi vinciamo quattro partite...". Insomma, anche se la stagione è stata tutt’altro che esaltante, a volte anche deprimente, in casa Juve non si molla mai, rispecchiando i punti focali su cui nacque, nel 1897, la Juventus Fc. In una parola, la squadra ha il dovere di provarci, ma non dipende più da noi. Con la speranza che in casa bianconera, sin dalla prossima stagione, si torni ad essere padroni del proprio destino calcistico attraverso, prestazioni, risultati e la costruzione di un organico che ha necessità di sensibili ritocchi a livello qualitativo. Sarà una lunga estate di alacre lavoro per la dirigenza tutta, l'allenatore e il Presidente Andrea Agnelli. La Juventus ha bisogno di un nuovo ciclo, che sia, nelle intenzioni di tutti, immediato e vincente.


