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I soldi non bastano per ricostruire una grande Juve: il passato insegna

autore
Quintiliano Giampietro
per Bianconeranews.it
Oggi alle 00:02Editoriale
autore Quintiliano Giampietro
02.10.2026 00:02Editoriale
L'aumento di capitale annunciato dalla Exor fa sognare i tifosi della Juve: ora però basta errori da parte di società a squadra

I soldi non sono tutto nella vita, ma aiutano: discorso valido anche per le ambizioni della Juve. L'aumento di capitale di 250 milioni annunciato dal cda, certamente stimola la fantasia e soprattutto fa sperare il popolo bianconero. Da troppo tempo frustrato per i mancati successi della squadra. Malgrado Elkann non abbia mai fatto mancare il denaro. Basterebbe ricordare che dal 2019 ad oggi sono state fatte immissioni di nuovo capitale per circa un miliardo, 998 milioni per la precisione. Tradotto sul campo, uno scudetto nel 2020 e la Coppa Italia quattro anni dopo, ultimo atto dell'Allegri bis. Troppo poco. Quindi l'equazione più soldi uguale più trofei non funziona. O meglio, non è stato così dalle parti della Continassa. Il motivo è semplice: le scelte sbagliate su tre livelli, strettamente connessi: dirigenza, allenatore e giocatori. 

Il primo riguarda il management cui Elkann ha affidato la Juve. Soprattutto dall'azzeramento del cda presieduto da Andrea Agnelli, il presidente più vincente della storia bianconera. A parte il cosiddetto Governo tecnico per le noti questioni giudiziarie ed economiche, senza andare troppo indietro, basterebbe fare rifermento alle gestioni Giuntoli e Comolli. Durante la prima furono spesi 151 milioni di euro solo per tre giocatori che avrebbero dovuto far fare il salto di qualità: Koopmeiners 61, Douglas Luiz 50, Nico Gonzalez 40. Allora si rivelarono autentici flop, salvo poi in questa stagione scoprire che gli ultimi due, tornati dai prestiti, sono diventati perni della Juve di Spalletti. L'olandese invece pare ormai irrivitalizzabile. Evidentemente fu sbagliata la scelta degli allenatori, Motta prima, Tudor dopo. Ma la genesi di tutti i problemi, va ricercata nella decisione di Elkann di affidare l'intero comando a Giuntoli stesso. "Cristiano scandirà il futuro del club", disse John in una lettere agli azionisti. Comqunue sia, l'attuale ds dell'Atalanta fu cacciato per prendere Comolli. 

Con il manager francese al timone,la Juve ha toccato il fondo e non solo per lamncata qualifcazione alla Champions League.. Intanto i suoi algoritmi gli consigliarono di prendere Openda a 44 milioni di euro, David a 12,5 (commissioni alla firma) e Zhegrova a 18. Flop in bianconero, il belga e il canadese stanno rinascendo altrove, la speranza vengano riscattati da Lione e Atletico Madrid. Il kosovaro, invece, si sta ritagliando un pò di spazio dopo essere stato ad un passo dall'addio, con annessa eslusione dalla lista Uefa. L'ex Presidente del Tolosa è durato ua sola stagione, poi addio. Quindi i soldi sono importanti, ma bisogna utilizzarli bene. E qui si va all'attualità. Con Carnevali, Massara e Ottolini finalmentre c'è una società strutturata. Il primo mercato del nuovo trio è stato condizionato dai vari paletti di natura economica: bilancio e Fair Play Finanziario. Vedremo comunque a fine stagione. Nel frattempo, si parla di 100 milioni da destinare ai prossimi mercati. Non tantissimi, ma nemmeno pochi. Serve proiettarsi al futuro, ma come sempre con uno sguardo al passato. La proprietà ha fatto il suo (ancora una volta), ora tocca a società e squadra. L'imperativo? Vietato sbagliare. Lo sa bene Carnevali che sta lavorando per tornare a vincere, consapevole del minimo sindacale chiamato Champions Leaague: "Senza sarebbe un bagno di sangue". 

per Bianconeranews.it

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