La zona Champions non può bastare
Il successo sul Venezia allontanava, nel pomeriggio, di un solo punto la quota per qualificarsi aritmeticamente alla prossima Champions League. Giustamente Allegri aveva limitato i calcoli quotando i rischi del solo cavallo bianconero. La pressione è ricaduta però tutta sulla Roma che, non andando oltre il pari col Bologna, ha consegnato la qualificazione ai bianconeri con insperato anticipo. Evitando forzature - fisiche e mentali - in vista della trasferta col Genoa e della successiva finale di Coppa Italia. Insomma, l'obiettivo minimo è stato centrato, ma non può bastare se non verrà accompagnato dal successo-rivincita sull'Inter tra una decina di giorni.
Riavvolgiamo però il nastro della stagione. La Juve ha cominciato così come, al momento, stanno finendo le altre: con gli errori dei loro portieri e con il rammarico di aver buttato tanti punti per strada. E per essere ancora lì, in corsa, ne sarebbero bastati davvero pochi: con un successo in almeno uno scontro diretto o con qualche imbarazzante sconfitta casalinga in meno. Senza parlare delle recriminazioni arbitrali che potrebbero condizionare le riflessioni dei tifosi più sani e riportare sulla terra quelli a strisce nerazzurre, sempre vittime a loro dire, meno che mai in annate come questa. I rigori non dati a Belotti e Zakaria, infatti, gridano ancora vendetta sul come si fa a non darli neppure con l'ausilio della tecnologia.
Il nastro dei ricordi ci riporta alle prime trasferte di Udine e Napoli quando i balbettii di Tek, simili agli ultimi di Meret (Napoli), Radu (Inter) e Terraciano (Fiorentina), hanno fatto traballare da subito certezze e classifica. Senza dimenticare il gol annullato a Ronaldo al Friuli e l'autogol sfortunato di Kean al San Paolo, che avrebbe dovuto farci già capire l'andazzo. Per di più in una partita dove tutti hanno fatto finta di non accorgersi delle assenze dei nazionali sudamericani. Perlomeno fino a quando non si è ripetuta in casa loro la medesima situazione.
Il calcio è questo. E lo si deve accettare senza troppi se e altrettanti ma. A questa Juve non si poteva chiedere molto di più. Ad Allegri sì, ma dal prossimo anno. Quello che è cominciato con sei mesi d'anticipo e con l'acquisto di Vlahovic. Ma purtroppo anche con un organico, a settembre, privo di un vero attaccante per tutto il girone d'andata. Fate voi i conti. Ma non fateli per dimostrare la vostra teoria. Ma per il bene della Juve.


