Kolo Muani croce e delizia: un punto prezioso a Cagliari, ma che rimpianto!
Savi Carlone
Quattro anni fa, una lunga pausa del genere, un po' più lunga e un po' più avanti, aveva portato Luciano Spalletti allo storico scudetto del tatuaggio partenopeo. Di fronte, Pisacane è uno che quella città ce l'ha nel dna. Pensi Napoli e poi i mori: sulla bandiera che sventola in Sardegna c'è il Cagliari, per uno scontro tra i due allenatori già visto un anno fa. Alla fine, ai tre fischi, sarà scontro più che verbale, quasi fisico tra i due: per il tecnico ospite sarà anche la prima espulsione nella panchina bianconera.
Gara di nervi, di emozioni che si accendono nel finale.
Di fatto, per buona parte, al contrario, anestetizzata dal Cagliari in fotocopia della scorsa stagione: attenzione dietro con pochi brividi, soliti Mina e compagni ad irretire l'avversario - ci casca pure Spalletti -, gol alla prima puntata offensiva. Il flipper con cui Daniel Maldini costruisce e ritrova la palla che punisce l'incolpevole Vicario da due passi è qualcosa difficile da spiegare. Così come è difficile da spiegare la mancata reazione della Juve, frastornata e tramortita dal gol subito, sconfortata dai numeri del Cagliari, che ha preso solo due gol in tutto il campionato. Così come è difficile, se non impossibile, spiegare l'assenza di Zhegrova nel primo tempo, vedendolo assaltare da solo la porta avversaria una volta subentrato nella ripresa. A maggior ragione, pensando che comunque giovedì non sarà disponibile per l'Europa - altra scelta incomprensibile a questo punto -.
Lui da una parte per Conceicao, Alajbegovic dall'altra per McKennie sono quel poco di adrenalina bianconera: in mezzo Kolo Muani è assente tra veli e movimenti lontano dalla porta, Nico si sgonfia via via, forse appannato dai recenti voli intercontinentali. Con l'entrata di Woltemade per l'argentino, la Juve si denuda di ogni riserva e Spalletti fa all-in. Non che il tedescone faccia una grande partita, ma di fatto costringe a cambiare l'interpretazione della gara da parte di Kolo Muani, che aggredisce l'area su due palle dentro di Alajbegovic: nella prima pareggia, nella seconda prende la traversa.
Il finale è un caos come già contro il Sassuolo. Questa volta la Juve la potrebbe vincere più che perdere, leggasi la già citata traversa, ma non trova il pertugio nelle mischie, fra errori, spintoni e trattenute. Coi battiti del cuore altissimi, al triplice fischio sono scintille tra le panchine: Pisacane e Spalletti out, un punto e un rosso a testa.
Il Cagliari resta davanti in classifica, domenica arriva a Torino la Lazio capolista: se serve davvero uno stimolo perché la squadra non si rilassi, nulla di meglio.


