Ottolini-Chiellini-Spalletti: prove di nuova Triade per ricostruire la Juve
Nessun confronto con la dirigenza del passato e nulla contro Comolli, ma la Juve si sta avviando ad una sorta di nuova Triade dirigenziale per costruire una squadra in grado di vincere di nuovo lo scudetto. Manca dal 2020. Il manager francese resta saldamente nel suo ruolo di amministratore delegato, l'impressione però delegherà, probabilmente ha iniziato a farlo, rispetto ad alcune dinamiche di natura meramente sportiva e tecnica a Ottolini, Chiellini (sempre più operativo e meno uomo istituzionale) e Spalletti. Soprattutto in chiave mercato. Dopo aver fallito la campagna acquisti della scorsa estate, Boga e Holm arrivati a gennaio hanno "riparato" in minima parte (ammesso siano stati scelti da lui), l'algoritmo è passato in secondo piano, non è più primario sugli acquisti, ma solo di supporto. Del resto, prima di firmare il rinnovo del contratto, le famose garanzie chieste ed ottenute da Spalletti non erano di natura economica, ma riguardano la possibilità di incidere nelle decisioni sui giocatori da ingaggiare. Non a caso, si stanno cercando 3/4 profili esperti, abituati a vincere, con cui alzare il livello della truppa, tecnico e caratteriale. In questo caso le indicazioni dell'intelligenza artificiale non servono. Certamente in pole position ci sono i parametri zero, così la sostenibilità economica viene preservata. E questo è appannaggio di Comolli, comunque a capo della piramide dirigenziale, quindi deve dettare la linea sulle questioni di bilancio.
La dinamica della Juve in chiave ricostruzione o ristrutturazione della squadra è facilmente intuibile, fermo restando qualche spiffero che arriva dalla Continassa. Spalletti indica le caratteristiche dei profili di cui necessita (in qualche caso evidentemente anche il nome) per rendere vincente il suo progetto tecnico, il ds Ottolini inizia il sondaggio ed eventualmente la trattativa nel caso in cui l'operazione sia ritenuta fattibile. A supporto di entrambi ovviamente Chiellini, uomo di calcio e conoscitore del mondo bianconero come nessuno del management presente alla Continassa. In ogni affare calcistico che si rispetti contano diversi fattori. Intanto l'abilità del direttore sportivo nelle dinamiche legate alla trattativa con la o le controparti: se svincolato, solo con l'agente, altrimenti anche con il club di appartenenza. C'è poi un aspetto meno pragmatico e riguarda l'appeal verso l'elemento messo nel mirino come ipotetico acquisto. Il passato da calciatore e la bacheca di trofei di Chiellini possono incidere e non poco. Come del resto la personalità, la carriera da allenatore, l'idea di gioco di Spalletti. Non ultimi poi, la storia e il prestigio del club. "Con o senza Champions sarà un mercato ambizioso. La Juve attrae tanti giocatori, vogliono venire da noi a prescindere". Siamo tenuti a crederci perché, comunque vada, il fascino della Signora resta intatto.






