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Juve, due gol al Napoli e un compleanno con il sorriso

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Savi Carlone
per Bianconeranews.it
ieri alle 23:40Editoriale
autore Savi Carlone
01.11.2026 23:40Editoriale
Contro i partenopei vince chi sta meno peggio e tira fuori il colpo d'autore: Alajbegovic e Boga riportano i tre punti a Spalletti

Tra i grandi punti fermi della geometria piana, quelli che si studiano già tra la fine delle elementari e l'inizio delle medie, c'è un dogma inequivocabile che può essere applicato ad un campo da calcio: se metti un giocatore abile tecnicamente al limite dell'area sarà sicuramente più decisivo che se lo piazzi ai margini del campo, nei pressi della linea laterale. Vero è che il calcio moderno ha man mano allontanato i talenti dal traffico centrale, relegandoli a partenze più o meno defilate, ma altrettanto vero è che, se davanti hai Woltemade e Kolo Muani - o Lucca dall'altra parte -, serva necessariamente qualcosa di diverso per rendere imprevedibile la soluzione offensiva. Juve-Napoli sta tutta in questo: chi quell'imprevedibilità riesce a portarla dall'esterno verso la lunetta dell'area di rigore, alla fine, vince. 

Due squadre incerottate, che si presentano allo scontro diretto con gli stessi punti (14): insieme, non sono quelli della Lazio capolista (29), ed è tutto dire. Spalletti torna a quattro dietro, rispolverando Cabal. Di là, lo squalificato Allegri lascia a Landucci il compito di sparpagliare in campo il Napoli meno peggio possibile, tra assenti, mezzi infortunati e giocatori sottotono. Lucca da solo basta a impensierire tutta la difesa bianconera, tanto che Vicario fa subito la parata importante sulla zuccata del ragazzo torinese. Del Napoli rimarrà poco altro, in un tempo comunque vivace nel quale la Juve prende un palo casuale, reclama un rigore evidente nella stessa azione per pestone a Cabal, e chiude con un sinistro di Alajbegovic - toh, da posizione centrale - respinto da Meret sul gong. 

Ripresa diversa. Spalletti torna a cinque dietro - perché Cabal e Kalulu esterni sono difensori per identità - e per venti minuti, tra cambi e riposizionamenti, tra cori che inneggiano a tirar fuori il carattere e silenzi tetri, la partita è figlia di una paura bipartisan che neanche i peggiori manifesti di Halloween avrebbero legittimato. Fuori un evanescente Kolo Muani per Zhegrova, la Juve trova la chiave per forzare l'inerzia, tutta in salsa balcanica: il kosovaro apre l'azione e squarcia la difesa napoletana, Alajbegovic da zona centrale - toh, di nuovo - spara un sinistro che sbatte sul palo e infila il vantaggio. La magia del calcio, la casualità della dea Eupalla, stanno tutte in quel minuto lì: si alza la lavagna e proprio il bosniaco lascia il campo a Boga, con un cambio già programmato, procrastinato solo da quella meraviglia di gol. Un paio di giri di lancette e il piedone di Cabal finisce di nuovo sotto lo scarpino di un avversario: stavolta l'arbitro Sozza è solerte e sventola il secondo giallo a Marianucci lasciando pure in dieci il Napoli. Non sarà una Juve in salute, ma in una discesa così, servirebbe davvero l'autolesionismo più puro per non approfittarne. E poi il Napoli non ne ha più. E poi la dea Eupalla ha scelto la zolla buona della serata: la pesta pure Boga, proprio lui, mirando lo stesso palo di Alajbegovic e infilando il raddoppio definitivo nel finale.

Spalletti, insieme nervoso e adrenalinico, chiude in un mix di labiali irripetibili a raggruppare il proprio staff dopo il triplice fischio e i tre punti. C'è da festeggiare un compleanno importante: al resto, tempo al tempo. 

per Bianconeranews.it

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