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tmw / juventus / Editoriale
De Ligt e il rischio della coperta cortaTUTTOmercatoWEB
De Ligt
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 17 luglio 2022, 16:46Editoriale
di Roberto De Frede
per Bianconeranews.it

De Ligt e il rischio della coperta corta

La vita, per compiersi, ha bisogno non della perfezione, ma della completezza. (Carl Gustav Jung) Una squadra non deve essere perfetta, ma completa… RDF

La miglior difesa è l'attacco: quante volte abbiamo sentito o usato questa frase che invita ad aggredire l'avversario e anticiparne le intenzioni per avere la meglio. Una massima presa a mo’ di comandamento nel secondo dopoguerra da Gentil Cardoso, allenatore brasiliano, pioniere del 3-4-3 e talent scout nientemeno che di Garrincha, uno che di difesa se ne occupava ben poco. Era un'altra epoca e un altro calcio, spettacolare e offensivo, dove si pensava poco alla linea davanti al solitario portiere. Da almeno cinquant’anni, in Italia soprattutto, una legge non scritta del calcio recita che a vincere il campionato è (quasi) sempre la squadra che incassa meno gol, e la statistica dà ragione a questo postulato. Gli attaccanti vincono le partite, le difese i campionati. La Juventus dei nove scudetti consecutivi, per prendere ad esempio l’ultimo decennio italiano, ne è stata prova palpante, avendo avuto gente del calibro di Buffon, Barzagli, Chiellini e Bonucci a guardia della sua area di rigore, blocco difensivo invidiato dal mondo intero.

Oggi, con una Juventus in fase di rinascenza, non è proprio il caso spicconare il reparto difensivo, già orfano del suo storico capitano, e con terzini che certo non ricordano purtroppo le gesta di Claudio Gentile e Antonio Cabrini, mai come in questi giorni osannati per il quarantesimo anniversario del trionfo mondiale del 1982.

Ordunque, olandese sì o olandese no? De Ligt va via e porta tanti soldini, De Ligt resta e la breccia del muro difensivo la si rimanda di un annetto. Questo è il dubbio amletico delle calde ore che scorrono sulle scrivanie della società bianconera. Sperando che il tormentone si risolva nel bene o nel male quanto prima, affinchè Allegri possa lavorare sulle certezze, evitando di cominciare la prima di campionato con il biondino di Leiderdorp schierato al centro della difesa, e la seconda ritrovandosi sempre un biondino, ma di Lucca, che di cognome fa Rugani. Non vorrei che si rivivesse il fantozziano passaggio di testimone della stagione scorsa tra CR7 e Kean, perché a memoria, se non erro, non ha portato gustosi frutti.

Ecco, ma quale sarebbe il bene e quale il male? Partiamo da una premessa: se De Ligt dovesse rimanere, la Juventus comunque dovrebbe acquistare un centrale di caratura internazionale, avendo salutato capitan Chiellini, ora Capitan America! Pertanto, lasciando così le cose, un Bremer, un Milenković, o un Pau Torres, il giovane difensore centrale del Villareal, auspicando che sia sulla scia dei Puyol, Ramos e Piquet, dovrebbe per forza maggiore approdare agli ordini della Vecchia Signora. Figuriamoci se De Ligt dovesse salutare e andare al Bayern come si vocifera a voce alta, gli acquisti per la linea Maginot dovrebbero essere due, di livello mondiale, da affiancare a Bonucci, e perché no, al giovane Gatti. Altro punto di domanda: con l’incasso dell’eventuale vendita si riesce a colmare questo doppio vuoto? Senza dimenticare che un altro paio di innesti, tra centrocampo (Paredes, Zaniolo…) e attacco (Arnautovic, Berardi, aspettando le decisioni per Morata), sono necessari, per non restare un altro anno con la coperta corta.

Tornando al bene e al male… probabilmente proprio per quest’anno, in cui la Juventus ha ricucito delle falle con Pogba e Di Maria, sarebbe il caso che De Ligt non andasse via, per non mettere in difficoltà la dirigenza, “obbligandola” all’acquisto di due centrali difensivi e allo stesso tempo per dar modo ad Allegri di far quadrare da subito una difesa già in gran parte rodata, con l’innesto eventuale del solo brasiliano del Torino. Il timore è che con l’uscita di De Ligt la Juventus possa rimanere con Bonucci, Rugani, Gatti e forse di un “bremer” qualsiasi… troppo poco a mio giudizio per alzare il muro in Europa, e anche in Italia.

Sarebbe un peccato avere solo i piedi o la testa coperti, proprio quest’anno che l’equilibrio tra i reparti sembrerebbe raggiunto. Che senso avrebbe aver puntellato il centrocampo e l’attacco, dando scacco matto alla difesa? Che quest’anno la Juventus sia coccolata e riscaldata da una bella colorata coperta strabordante!     

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