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Lavoro, sudore, essere squadra: quello che vogliamo dalla JuventusTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 7 luglio 2022, 00:00Editoriale
di Andrea Di Lella
per Bianconeranews.it

Lavoro, sudore, essere squadra: quello che vogliamo dalla Juventus

Luglio, tempo di mercato, di riflessioni, di ritiro precampionato e di amichevoli.

Solo poche settimane e sarà campionato. Un campionato che dovrà essere interpretato dalla Juventus in maniera totalmente diversa dalla scorsa stagione.

Non sto parlando solo di risultati sportivi, che ovviamente sono prioritari ma anche di DNA di base che, nella scorsa annata, è clamorosamente mancato.

Ma cosa vogliamo dalla Juventus?

Sicuramente un mercato all’altezza del proprio blasone e, ad oggi, le attese ufficialità su Pogba (CLICCA QUI) e Di Maria (CLICCA QUI) e le intenzioni di acquistare profili di livello stanno dando una chiara direzione sulle intenzioni della proprietà e della dirigenza. La partenza sempre più probabile di De Ligt (CLICCA QUI), cessione certamente dolorosa dal punto di vista tecnico trattandosi di un classe 1999, potrebbe non essere così sanguinosa se i soldi incassati verranno spesi bene acquistando sostituti all’altezza.

Ma non c’è solamente il mercato. Con l’aumento della qualità di base nella rosa, vorrei vedere un gioco più fluido e propositivo di quello espresso nello scorso campionato con una squadra che vada più in verticale, abbastanza simile a quella del primo anno di Allegri o, forse meglio, a quel gruppo che arrivò in finale di Champions League a Cardiff nel 2017.

Altro aspetto da non sottovalutare e che merita molta attenzione è quello dell’essere squadra, altra cosa che è mancata nella stagione da poco conclusa.

Perché se è vero che è doveroso aumentare la qualità della squadra e vederla giocare molto meglio - magari evitando di avere un numero di gol segnati limitato - è altrettanto corretto dire che mi auguro di vedere oltre ai giocatori degli uomini che sappiano fare gruppo, soffrire e sudare durante una stagione che si preannuncia serrata nelle partite da giocare e, quindi, molto complicata.

In ultimo, un pensiero all’allenatore che può e deve dare certamente di più. Perché la proprietà e la dirigenza possono fare tutti gli sforzi - veri o presunti - che si vogliono ma il valore aggiunto, oltre ovviamente ai calciatori, deve metterlo il tecnico che deve tornare ad essere quello dei primi anni della sua esperienza in bianconero e non quell’allenatore che, lo scorso anno, sembrerebbe aver perso lo smalto dei tempi e dei trofei migliori.

Allegri, che ai tifosi può piacere o meno, è sicuramente un tecnico migliore di quello visto dal proprio ritorno in bianconero e avrà aspettative e pressioni enormi, in linea con la squadra che allena.

Insomma, la Juventus sta cercando di dare un indirizzo chiaro e definito come il proprio blasone richiede.

In fondo, come sappiamo bene, vincere è l’unica cosa che conta…