Scatta il mese dei rinnovi: resti a bordo chi ama davvero la maglia
Come annunciato tempo fa dall'amministratore delegato della Juventus, Maurizio Arrivabene, tra fine febbraio e inizio marzo comincia l'operazione rinnovi in casa bianconera per i giocatori a scadenza. I nomi sono ormai noti a tutti: Juan Cuadrado, Federico Bernardeschi, Mattia De Sciglio, Mattia Perin e, soprattutto Paulo Dybala.
Una cosa è certa: non ci sono più le disponibilità di una volta, di quando, per esempio furono rinnovati l'ultima volta i suddetti contratti. Il mondo in generale e, naturalmente, di riflesso anche il mondo del calcio è stato travolto dal ciclone Covid-19 che non ha soltanto, purtroppo, causato la morte di oltre 400 milioni di persone in tutto il pianeta, ma ha danneggiato pesantemente l'economia. Tutti ne hanno subito, ad oggi, gli effetti, tranne poche classi di privilegiati tra cui anche i calciatori.
Con gli acquisti di Vlahovic, Zakaria e Gatti nella sessione estiva, la Juventus è stato il club che ha speso di più in Italia con una cifra pari a 97.7 milioni, ricavando, dalle cessioni, appena 29 milioni per un saldo che fa risultare un -68.7 milioni che rappresentano un vero e proprio anticipo di cassa sul fondo spese stanziato per il prossimo mercato estivo. Tutte cifre ammortizzate dalla ricapitalizzazione e dall'appoggio da parte di Exor. Quindi, tanto per essere chiari, la Juventus ha il potere economico di acquistare se vuole e se l'investimento è propedeutico alle ambizioni della società.
Ma non si può più spendere e spandere come prima, come quando si decideva di puntare sui parametri zero considerandoli occasioni, salvo poi impiccarsi a contratti a dir poco onerosi che rendevano il rischio d'impresa molto alto e pericoloso. Motivo per cui Ramsey ha tenuto e, tutto sommato, tiene ancora sotto scacco la Juventus. Motivo per cui a Rabiot non sono mai pervenute proposte soddisfacenti da accettare motivo per cui i Bernardeschi o Rugani di turno non potevano essere inseriti come contropartite in prestiti visto l'enorme divario di ingaggio che prendono i giocatori alla Juventus.
Motivo per cui da oggi cambiano le regole in casa Juventus: ci si siederà al tavolo dei rinnovi portando prima di tutto la voglia e il senso di appartenenza, l'attaccamento reale alla maglia e non tanto ai soldi. E si uscirà dal bluff. Sul tavolo delle trattative, infatti, alla Continassa ci saranno tutte offerte al ribasso o conservative: Cuadrado ha, di fatto, già detto si; per De Sciglio sarà una piacevole formalità mentre Mattia Perin potrebbe non accettare la proposta non per una questione economica, ma per una motivata ambizione, quella di giocare titolare altrove. I nodi da sciogliere sono quelli di Federico Bernardeschi e Paolo Dybala.
L'ex viola, la cui procura è passata da Raiola a Federico Pastorello, non troverà un rinnovo alle stesse cifre (4 milioni all'anno) ma, vista la volontà di Allegri di puntare su di lui, e della società di non perderlo a zero e rendere il suo ingaggio più sostenibile, eventualmente, da altri club, riceverà una proposta di rinnovo al ribasso ma spalmata su più anni per dare maggiori garanzie a tutti. Una soluzione che, con ogni probabilità, vedrà una fumata bianca.
La situazione più controversa resta quella di Paulo Dybala. Il calciatore argentino aveva sparato, in tempi pre Covid, una richiesta già ritenuta molto alta (tra i 12 milioni fino ad arrivare a 15 rispetto ai 7 più bonus attuali); richiesta che era stata già sensibilmente abbassata dalla proprietà bianconera a 10 milioni. Nel vivo della trattativa, poi, arriva il Covid a devastare le casse dei club e rendere troppo rischioso questo investimento per la Juventus che prende tempo osservando anche la risposta sul campo e fuori da parte della Joya. Sul campo c'è stata, complice continui guai fisici, una certa incostanza; fuori dal campo, invece, un'inaspettata insofferenza. Tutti aspetti che hanno portato ad una diatriba mediatica e una nuova proposta al ribasso studiata ad hoc per il numero dieci bianconero. E la proposta è la seguente: la base è la stessa (7 milioni) la parte variabile legata ai bonus (presenze, gol, trofei) diventa più alta fino a sfiorare, nella migliore delle ipotesi, i 10 milioni. Ma, tradotto, la Juventus sta dicendo a Dybala: più giochi, più segni, più incidi e più ti paghiamo. Altrimenti rinnoviamo, ma senza aumento. Un boccone difficile da digerire da parte di chi aveva chiesto più del doppio, ma alla fine, Antun permettendo (il suo agente infatti deve sensibilmente abbassare anche la sua percentuale), la fumata bianca ci sarà.
E alla fine, chiuso il tavolo delle trattative, resterà a bordo davvero chi ha deciso di sposare la maglia. E sarà il primo grande successo.


