PIU' DI IERI E MENO DI DOMANI
Caterina Baffoni
Una squadra con un'identità tecnica e tattica precisa per se stessa e calzante su misura, con la possibilità di variare uomini senza dare punti di riferimento agli avversari, ma soprattutto senza perdere qualità: questa è la versione di Madama 2017/18. Il dato più importante, semmai, è tutto racchiuso nel fatto di come non importi chi scenda in campo, tutti sono titolari e tutti devono mirare ad un solo risultato.
La Juve non ha un modulo fisso e preciso, e mister Allegri è riuscito a impostare una squadra con una duttilità tattica e camaleontica straordinaria senza dare reali punti di riferimento agli avversari. A seconda della partita che andrà ad affrontare i bianconeri possono schierarsi con tre/quattro moduli differenti senza perdere qualità, atteggiamento e spessore tecnico. Che sia un 4-2-3-1 di Napoli , o un 4-3-3 come contro l’Inter o ad un approssimativo 4-4-2 nel match casalingo contro il Benevento. Insomma, cambiano i moduli anche a seconda degli interpreti, tanti e dal gran potenziale, ma quel che non deve mai mutare, come spesso sottolineato dallo steso Max, è l'atteggiamento e la propensione all'aggressività anche in fase di non possesso palla costringendo l'avversario all'errore per poter così colpire al momento giusto.
In vista del match al Dall'Ara dunque, seppur si affronterà una squadra dal medio valore complessivo, occorrerà concentrazione per confermare la solidità del reparto arretrato, spirito di abnegazione e sacrificio dei "nuovi entranti" che hanno avuto meno minutaggio nelle scorse partite per affrontare una partita ricca di insidie in un luogo non troppo amante del bianconero. Eppure il mister ha dimostrato di poter variare il modulo e gli interpreti senza modificare l’idea di fondo, attingendo risorse da più parti. A questo punto del ciclo juventino non c’è più differenza tra le variazioni sul tema: i giocatori di ogni reparto sono diventati praticamente intercambiabili pur avendo caratteristiche differenti: Mandzukic docet. Uno dei tanti dati positivi inoltre, risiede nel fatto di come la Vecchia Signora abbia anche aumentato il numero di gol fatti rispetto all’annata 2016/17: ben 41 rispetto ai 35 del 2016/17, segnale di come la forza offensiva sia la vera arma vincente di questa rosa, mentre i gol subiti coincidono esattamente a quelli della stagione passata: 14. Sono cifre importanti che dimostrano come la corazzata juventina non si sia affatto indebolita, anzi: ha ampi margini di miglioramento.
Perchè se è vero che la partita a reti bianche nel derby d'Italia abbia rappresentato una specie di occasione sciupata per i bianconeri, contro il Bologna dovranno emergere tutte quelle caratteristiche capaci di far affondare il giusto colpo per conquistare il bottino pieno. La squadra di Donadoni è tuttavia una compagine generalmente ben disposta sul terreno di gioco, sia in fase di non possesso che in quella di possesso con il trio di metà campo particolarmente abile nell’interdizione e nell'intasare gli spazi volti a soffocare la manovra avversaria. In fase propositiva, invece, i rossoblù si affidano principalmente all’imprevedibilità di Simone Verdi, uomo fulcro e più in forma degli emiliani, in grado di calciare indifferentemente con destro e sinistro e capace di effettuare pericolosissimi tagli alle spalle della retroguardia e di puntare il suo diretto marcatore.
Attenzione dunque a non prendere troppo "sotto gamba" una formazione del genere, memori di come a Genova la Sampdoria abbia fatto scuole e insegnato molto bene come trasferte abbordabili siano in realtà le più complicate da decifrare e dalla cui concentrazione non si possa prescindere minimamente. Ecco che l'attenzione dovrà essere minuziosa soprattutto per quanto riguarda la pulizia nei posizionamenti e nella gestione della palla, nel reggere la dinamicità del centrocampo capace di far filtrare palloni in avanti e gestire correttamente quelli nella retrovia e del supporto delle fasce, consapevoli che tutti i componenti della rosa possono tranquillamente alternarsi senza, sulla carta, togliere qualità e quantità alla squadra.
La grande forza di Madama sta proprio nel gruppo, e lo si è capito. Lo hanno confermato in coro i giocatori nei vari post partita: mai soddisfatti e sempre tesi al miglioramento continuo, dove tutti sono più o meno intercambiabili e fremono dalla voglia di dimostrarlo.
Tutti remano nella stessa direzione, quella tracciata da Max Allegri che ha scelto i suoi uomini, quelli che conosce e che difficilmente lo possono deludere, per puntare alla vetta con sostanza, costanza e la possibilità di cambiare i suoi uomini senza mai snaturarsi al fine di puntare al massimo della posta in palio per confermarsi e migliorare sempre di più, più di ieri e meno di domani.


