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E pensare che andranno pure a votare

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Leonardo Labita
per Tuttojuve.com
lunedì 8 gennaio 2018, 12:58Primo piano
autore Leonardo Labita
08.01.2018 12:58Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

E’ un sentimento difficile da spiegare, una via di mezzo tra la compassione e l’incredulità, quello che la maggior parte dei tifosi juventini prova, rendendosi conto del disagio mentale che viene fuori nell’assistere, attraverso un qualsiasi dispositivo con connessione a internet, all’inconcepibile sproloquio e alle scene esilaranti messe in atto, senza distinzione, da gente qualsiasi, giornalisti, politici e personaggi famosi che cavalcano l’onda dell’anti-juventinità, che ormai, tanto per parafrasare Cruciani, è diventata un mestiere.

Ci vuole fegato nel decidere di avventurarsi nel mare dei social e della comunicazione in genere.

Fortunatamente, grazie agli anni di supremazia calcistica, se esiste una tifoseria che può vantare un fegato intatto è quella bianconera, per gli altri come cantava il Vasco, la giornata inizia con un “m'alzo dal letto e penso al mio povero, fegato, fegato, fegato spappolato”.

Nei confronti dei protagonisti che hanno messo in scena l’imbarazzante circo mediatico, dopo il derby di Torino e la sfida di Cagliari, i tifosi bianconeri provano quella stessa “sana” compassione che in modo naturale si prova dinanzi all’ingenuità di un bambino o nei confronti di coloro che soffrono di disturbi mentali.

Il quadro cambia se a tutto questo si assiste con gli occhi di semplici cittadini: diventa tutto molto più preoccupante.

Ci si ritrova a “toccare con mano” l’incapacità di analizzare i fatti, informarsi delle fonti di una notizia, possedere una propria idea, senza farsi influenzare da sentimenti populisti, che accomuna gran parte dei protagonisti di questo tristissimo modus-operandi.

Se si ci riflette un po' sopra, si può spiegare, almeno in parte, il degrado che ormai vive il nostro paese, se si pensa che buona parte di questi protagonisti, ha diritto di voto, ricopre della cariche istituzionali, presta servizio presso le pubbliche amministrazioni e tanto altro ancora.

Ripetere (riscrivere) come dei pappagalli senza capirne il senso, prediligere l’ovvieta all’obiettività, non riconoscere la bravura a chi dimostra con i fatti la propria bravura e superiorità, sono tipici comportamenti di una buona parte del paese che legislatura dopo legislatura, riesce clamorosamente a “toppare”, assegnando incarichi e fiducia a personaggi che hanno già fallito, facendo “resuscitare” perfino le mummie.

Per ritornare al calcio, l’esempio del “non caso” Doveri è lampante.

La “non” notizia dello stop punitivo di Doveri è qualcosa di molto grave, perché portata avanti in modo doloso e strategicamente con la consapevolezza di “far centro” nella testa di una buona parte di tifosi, troppo ignoranti e pigri per indagare, informarsi, accettarsi che la storia raccontata sia leggenda…o verità.

Giornalismo (se così si può chiamare) da far diventare rosa dalla vergogna. Pardon, rossi dalla vergogna.

Così seppur la stessa notizia viene smentita in modo inconfutabile con una semplice foto dalla quale evincere che la designazione dell’AIA era avvenuta tre ore prima del derby, anche questa “favola” diventa storia, come quella di Agnelli e la sua “vicinanza” alla ‘ndragheta, per rimanere nell’attualità o se preferite andare ancora più indietro, basti pensare alla favola di Paparesta chiuso negli spogliatoi da Moggi, ormai diventata storia, nonostante sentenze, processi e testimonianze che la smentiscono.

Sembra tutto surreale, invece è la realtà, come quella che oggi ci fa assistere a giornalisti RAI che a colpi di tweet sembrano essere delle adolescenti in pieno ciclo mestruale, giornalisti mediaset che ormai senza ritegno postano video e tweet degni dei migliori capi ultras e infine giornali a livello nazionale con delle prime pagine che neanche i giornalini scolastici delle medie...

E’ uno spettacolo molto imbarazzante, che non riesce neanche più a provocare rabbia o dispiacere se lo si vive da tifoso, il problema sorge nel pensarli lasciare lo smartphone per prendere in mano una tessera elettorale.


 @leolab81

per Tuttojuve.com

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