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CUCÙ SETTE-TE

autore
Caterina Baffoni
per Tuttojuve.com
lunedì 5 febbraio 2018, 14:41Primo piano
autore Caterina Baffoni
05.02.2018 14:41Primo piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

Il sette a zero sul Sassuolo testimonia la crescita di un gruppo che, in avvicinamento della Champions e della fase decisiva del campionato e quindi di un'intera stagione, trova la condizione migliore sia sotto il profilo mentale che in quello fisico. Il dato maggiormente indicativo della sfida all'Allianz Stadium è racchiuso nel finale di gara: dinanzi al roboante 7-0, la fase difensiva bianconera è stata ancora più feroce e molto attenta nell'aggredire e nel puntare l'uomo.

Non può essere un caso, dunque, che Madama abbia subìto un solo gol nelle ultime quindici partite ufficiali, a testimonianza di una ritrovata solidità nella retroguardia.

Ad aprire le danze, è stato Alex Sandro, che ha ottimizzato una situazione di gioco che inizialmente sembrava caotica, spalancando così le danze ad una gioiosa giornata bianconera consapevoli del fatto che, in questo momento della stagione, è di fondamentale importanza ritrovare la spinta giusta sulla corsia di sinistra da parte del brasiliano.  Un trionfo per gli occhi dei tifosi. A seguire è stato facile trovare anche il raddoppio casalingo per Khedira, maestro negli inserimenti. Per il resto, è stata pura accademia: c'è stata gloria pure per Pjanic e l'ascesa in cattedra del nove argentino. 

La Juve deborda e straborda narrando un match senza storia, in cui le sette reti rifilate al "povero" Sassuolo sono state il chiaro segnale di un duello al vertice che prosegue sulla scia dell'incertezza e dell'alone affascinante che sovrasta entrambe le squadre: la sensazione è che con i Partenopei si risolverà soltanto a primavera.  
Gli emiliani percepiscono sin da subìto questo "cannibalismo" bianconero, finendo per essere travolti dalla voglia di segnare che contagia tutti gli interpreti juventini e in particolare Gonzalo Higuain, che a fine gara si porterà il pallone a casa. Il Pipita appunto, alla fine ne segna tre, tenendo alta la tensione di una seconda frazione di gioco che rischiava di diventare seriamente una lento tiro ripetuto al bersaglio. Gonzalo, dopo quella di Bergamo, sforna un'altra prestazione imponente e sontuosa, impreziosita dalla prima tripletta stagionale che rende giustizia ad un lavoro di sacrificio e copertura degna di un grande fuoriclasse. La sfida sostanzialmente ha evidenziato un'imponente divario tecnico e qualitativo tra le due formazioni. 

Tuttavia, non è stato il Sassuolo a scansarsi, come incredibilmente qualcuno ha voluto sottolineare, semmai è stata la voracità e il grande spirito di abnegazione di una Juventus che ha saputo spingere in avanti con una superiorità a tratti schiacciante, già sperimentata più volte nel corso di questi sei anni. A maggior ragione, il tutto diventa ancora più straordinario, nel senso che esce dall'ordinarietà degli eventi, se si considera che questo esaltante spirito aggressivo della Vecchia Signora abbia spiccato il volo nonostante le pesanti assenze del calibro di Dybala, Howedes, Douglas Costa, il lungo periodo assente di Buffon e Marchisio, e ora anche di Matuidi. 

Ma si sa, la memoria ha breve termine.

Le transizioni offensive che la Juve ha mostrato in campo sono dovute alla grande fase difensiva unita alle grandi qualità tecniche offensive nel palleggio e nel portare palla dei suoi uomini. La Juventus è questa: una squadra capace di scandire il ritmo della partita o di faro suo sin dall'inizio,  in grado di abbassarsi compatta dietro la linea della palla quando serve, per poi cambiare passo in maniera repentina una volta recuperata palla creando moltissime occasioni da gol. Le sue transizioni sono dovute a tutti i capovolgimenti di fronte eseguiti grazie alla tanta qualità di cui Max Allegri dispone, abbinata soprattutto alla grandissima velocità nell’attaccare con palla scoperta la difesa avversaria. 

Pensare male è lecito certo, ma magari documentarsi prima di commentare con parole che facciano presagire ad una qualche precedenza concessa, sarebbe tuttavia più opportuno e irrispettoso per entrambe le squadre che scendono in campo. 

Eppure...anche in una partita senza storia, la protagonista ha voluto fare la sua comparsa. Ed è sempre lei. Ancora una volta.

per Tuttojuve.com

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