LIVE TJ - Rita Guarino: "Il campionato è ancora aperto. Se Dybala venisse a giocare con noi non sarebbe male. Ad Allegri dico..."
Camillo Demichelis
Rita Guarino è stata negli studi di Sky Sport 24 ospite di Sara Benci. TuttoJuve.com ha riportato le sue parole:
Bisogna stare attenti al Brescia che non molla...
"Assolutamente si. È ancora un campionato lungo abbiamo appena disputato la prima giornata di ritorno. Quindi il campionato è ancora molto aperto. Brescia sta facendo bene come stiamo facendo bene noi".
Come si fa a diventare imbattibili così velocemente?
"Il lavoro è da condividere con tutto lo staff naturalmente. Dietro c'è un lavoro di squadra e naturalmente c'è la volontà da parte delle giocatrici di acquisire quella mentalità che noi predichiamo con attenzione. Cioè quella di seguire ogni partita con il massimo dettaglio con la massima concentrazione, perché le insidie sono sempre dietro l'angolo per cui per far bene bisogna dare il massimo in maniera molto determinata e loro in questo momento lo stanno facendo con grandi risultati".
So che gli allenatori non vogliono mai parlare dei singoli, ma il nome di Barbara Bonansea lo voglio fare, può essere anche un nome in prospettiva per la nazionale?
"Si Barbara è una giocatrice che non scopriamo noi, perché è da diversi anni che gioca sia in nazionale, nonostante la giovane età, sia nel nostro campionato di Serie A. È una giocatrice che è dotata di grande forza fisica e esplosività unitamente alla sua tecnica e personalmente ritengo che sia una giocatrice con ampi margini di crescita. Quindi sarà utile alla Juventus e sarà utile anche alla nazionale di Bertolini".
Come è stato il suo passaggio dal campo alla panchina?
"In maniera piuttosto naturale. Perché io anche quando giocavo ho sempre coltivato questa passione. Ho sempre allenato nel mio tempo libero e ho avuto la fortuna di perseguire una passione che ho sempre avuto".
C'è un allenatore o un'allenatrice alla quale si ispira?
"Allenatore o allenatrice io provengo da un calcio giovanile, per otto anni ho allenato nelle nazionali giovanili e il mio è un calcio fatto di tecnica. Un calcio che cura il miglioramento individuale al fine di far crescere. Mi ispiro a quelli che sono stati i maestri del calcio italiano e non solo. Quindi cerco di prendere il meglio da ognuno. Adesso che mi sto affacciando al calcio degli adulti è chiaro che guardo con massima attenzione a chi mi può dare molto. Diversi allenatori possono offrire spunti di riflessione diversi".
Volevo sapere se c'è una sorte di contaminazione con il calcio maschile, voi giocate a Vinovo però non vi allenate a Vinovo?
"No noi abbiamo un nostro campo quello della Sisport dove effettuiamo gli allenamenti e qualche volta capita di allenarsi a Vinovo. Però siamo costantemente a stretto contatto con il training center dove comunque abbiamo delle formazioni interne come staff, quindi la vicinanza c'è ed è importante".
Ma quando capita di incrociarvi c'è qualche consiglio che vi scambiate, c'è la possibilità di spiare qualcosa per portarlo nella sua squadra o magari viceversa da parte di Allegri?
"In generale, come si diceva prima, c'è la contaminazione perché il modello Juve a livello formativo siamo improntati tutti verso la stessa direzione. È capitato anche il contrario con grande soddisfazione da parte nostra. E questo è un piccolo aneddoto che posso raccontarvi, con grande soddisfazione, quando uno degli allenatori del settore giovanile mi ha detto: "Posso prendere una vostra partita da far vedere ai miei giocatori? Perche mi piacciono particolarmente le vostre trame di gioco". Quindi sono soddisfatta e vuol dire che anche qua il femminile può contaminare il maschile".
Se dovessi prendere un giocatore della Juventus da portare nella tua squadra chi sceglieresti e viceversa quale giocatrice presteresti ad Allegri?
"Bella domanda. Noi non abbiamo ancora assegnato la maglia numero 10 quindi magari se Dybala non avesse nulla da fare magari potrebbe ogni tanto venire a giocare con noi, non sarebbe male. Penso che Allegri non abbia bisogno di grandi consigli magari potrei approfittane per mandargli un invito di venirci a vedere, quando avrà tempo, perchè mi rendo conto che gioca un giorno sì e l'altro anche, ma quando avrà tempo lo aspettiamo a vedere una nostra partita e potrà scegliere lui".
Parlando di Sanni Franssi fa notizia che ci sia una giocatrice del nord Europa perché la il movimento del calcio femminile è veramente importante. Quindi il fatto che ci sia una giocatrice come lei in Italia che significa?
"A parte il nostro attaccante Sanni Franssi abbiamo anche Isaksen che è una giocatrice norvegese comunque abbiamo anche Hyyrynen che viene dalla Finlandia, significa che comunque in Italia si sta creando un appeal che può far avvicinare anche le giocatrici straniere verso il nostro campionato quindi anche l'ingresso delle società professionistiche maschili può generare un altro tipo di interesse da parte dell'opinione pubblica e quindi anche delle giocatrici stesse che sono impegnate nei loro vari campionati esteri. Sanni è una giocatrice giovane talentuosa che ha voluto mettersi in gioco e venire qua e fino adesso sta dando un grandissimo contributo alla squadra".
Qual è il modello di squadra straniera che si può perseguire e quale sarebbe l'optimum per una situazione di un calcio femminile italiano alla pari, qual è il modello effettivamente da seguire?
"Il modello che sicuramente è stato costruito con grandissima attenzione a partire dal 2005 quando in Inghilterra si svolsero i campionati europei, da li partì un progetto che dal 2011, ha portato alla creazione di una super League diciamo semi professionistica e pian piano è cresciuta fino a raggiungere i livelli professionisti, in cui le società, per lo più professionistiche, hanno determinati parametri che la federazione ha imposto. Quindi c'è da parte della federazione un investimento importante però è un modello secondo me che in Inghilterra sta dando risultati importanti in termini anche di raccolta mediatica e di supporter che di fatto seguono le giocatrici. Quindi stadi all'altezza, strutture. Il fatto di poter stipendiare le giocatrici a tempo pieno. E quindi farlo diventare proprio un mestiere. È un modello secondo me che può dare equilibrio ad un campionato e può renderlo un campionato non abbastanza scontato come avviene per altro in altri paesi come può essere la Francia, dove alla fine ci sono due grandi squadre come il Lione e il Psg e poche altre o la Germania stessa. Il modello inglese mi sembra un campionato molto più equilibrato".
Si sta dividendo in due il modello Allegriano è quello Sarriano sono bruttissimi come neologismi questi che ho appena detto, però cosa ti piace della filosofia di Allegri e cosa di quella di Sarri?
"Sono due grandissimi allenatori quindi mi piacciono molto le geometrie del gioco di Sarri e mi piace molto la concretezza e la determinazione e il miglioramento costante di una squadra e dei giocatori stessi nel gioco di Allegri. Sono due allenatori molto bravi che possono creare molta ispirazione a tutti noi che alleniamo. Si impara dai grandi maestri e loro sicuramente sono due maestri".
Grazie a Rita Guarino
"Grazie a voi. Grazie mille".


