La favola di Juventus-Milan, quella col finale che non ti aspetti e con il colpo di scena
Giulia Borletto
Se per la Tribuna Sud Leonardo (Bonucci) non sposta di equilibri, anche se mette paura per più di 40', il ritorno di Cuadrado toglie alla Juventus le castagne dal fuoco. La gara col Milan mette in evidenza come giocare bene spesso non sia sinonimo di vittoria, perchè tutto si può dire meno che i bianconeri abbiano disputato una partita degna di nota o merito, almeno fino al 79'. Dopo essere passati in vantaggio con Dybala a 8' dall'inizio del match, la partita svolta dalla squadra di Allegri è stata carica di contenimento ed errori, anche banali. Il 3-5-2 scelto dal tecnico toscano, complice anche l'assenza forzata di Mandzukic, non sembrava aver convinto gli addetti ai lavori nel pre gara. A gara in corso la domanda continuava ad essere la stessa: perchè questa scelta? La BBC, con una nuova B nel mezzo, non convince.
Khedira e Pjanic a centrocampo sono imprecisi e poco presenti, nonostante il tedesco confezioni poi nel secondo tempo un assist e il gol del 3-1 finale. I 45' di Lichtsteiner sono da dimenticare (spiegata cosi la scelta di cambiarlo dopo il riposo), il tandem argentino non brilla come suo solito e al 28' l'ex della storia recente, con cui ti sei lasciato malissimo, segna il momentaneo 1-1 di testa, come lui sa fare, scavalcando i suoi due vecchi compagni di reparto, beffandoli letteralmente. Poi, la magia, l'inversione di rotta: il ritorno di Cuadrado dopo più di 2 mesi dall'operazione per pubalgia. Allegri sceglie di buttarlo dentro, magari anche rischiandolo, ma è una scelta forse più giusta rispetto a quella del modulo, che ovviamente col suo inserimento, cambia. Finisce così la favola Juventus-Milan, con Bonucci che sconsolato a fine gara saluta i suoi ex compagni, uno a uno, ringrazia i suoi tifosi ma non rivolge neanche uno sguardo alla vecchia Curva, quella che tanto lo ha amato ma che per una sera non ha potuto fare altro che fischiarlo.


