La reazione c'è stata, convinzione e fortuna pure: eppure non è mai abbastanza
Giulia Borletto
La risposta c'è stata, ma quanta sofferenza. I tifosi insorgono e a metà del primo tempo si chiedono: se non si riesce ad andare oltre il 2-2 contro il Benevento come si può superare il Real e segnare dai 3 ai 4 gol in 90'? La Juventus si gioca una buona parte di campionato e lo fa in un inedito sabato pomeriggio contro l'ultima in classifica che però sembra tutto meno che pronta a tornare nella serie cadetta tra qualche mese. La squadra di De Zerbi rimane in partita fino alla fine, mette in serie difficoltà Dybala e compagni, che devono ricorrere a due calci di rigore per superare indenni la giornata. Allegri lascia inizialmente a riposo Higuain, Khedira e Chiellini. Inserisce Marchisio a centrocampo e Cuadrado dal 1', Rugani e Benatia sono la coppia di centrali davanti alla porta gestita da Szcezney.
Secondo Allegri la partita più difficile è sempre quella dopo la sosta, ma anche quella post Real Madrid non scherza a livello di dispendio fisico e mentale. Il giocatore più atteso ieri pomeriggio era il numero 10, vuoi perché è sempre il più amato dai tifosi (al Vigorito come immaginabile c'era il tutto esaurito), vuoi perché l'espulsione rimediata in Champions così come la prova opaca, bruciano ancora. La risposta arriva con una sonora tripletta, tripletta che toglie ogni volta le castagne dal fuoco, vista la precisione con cui i padroni di casa riescono a trovare il pareggio. Il gol del definitivo 2-4 arriva poi dai piedi di Douglas Costa: una meravigliosa azione che culmina con un tiro a giro di sinistro dal vertice dell'area di rigore, una piccola perla che chiude il pomeriggio. Il Napoli è quindi tenuto ancora a debita distanza, aspettando il Chievo, da cui comunque non ci si aspetta il miracolo.


