TRIPALDELLI A JTV: "Quest'anno campionato più equilibrato. Che emozione allenarsi in prima squadra"
Edoardo Siddi
Nella giornata di ieri, Alessandro Tripaldelli, esterno della Primavera bianconera, ha parlato ai microfoni di Juventus TV, intervistato da Antonio Romano. Tuttojuve.com ha trascritto integralmente le sue parole:
Classe '99, nato a Napoli, terzino sinistro di spinta. Ma facciamo un passo indietro: com'è nata la tua passione per il calcio?
La passione per il calcio è nata quando avevo 5 anni. Per quattro, cinque anni ho continuato a fare calcio insieme a nuoto, poi dopo un po' siccome gli impegni erano tanti tra scuola e allenamenti ho dovuto scegliere e ho preferito fare il calcio perché è sempre stata la mia passione più grande.
E hai fatto un bel percorso. Io ho elencato alcune tue caratteristiche, ma tu come ti definiresti?
La mie caratteristiche principali sono la corsa, la forza e la resistenza. Riesco a correre sulla fascia per tutti i 90 minuti. Devo migliorare nella fase difensiva anche se in questi anni l'ho perfezionata, comunque ho ancora tanti campi di miglioramento e spero di migliorarli tutti.
Caparbio e tenace, perché quando arrivasti qui nel 2012 subisti un infortunio, ma non ti fermò.
Appena arrivato alla Juve ebbi due infortuni abbastanza gravi e quindi restai lontano dal campo per 5-6 mesi. Quindi al rientro non era facile allenarsi coi compagni che avevano già un'altra condizione fisica, però ho lavorato, pian piano ho raggiunto la condizione e sono migliorato.
Siete arrivati a un soffio dal titolo con i Giovanissimi Nazionali nella stagione 2013-2014 allenata da Gabetta, poi sei arrivato in Primavera, hai conosciuto tanti allenatori, tanti metodi... Quali sono stati i consigli preziosi, l'evoluzione?
Ogni allenatore ti dà qualcosa. A partire da mister Gabetta. Io il primo anno andavo a scuola cio '98 perché avevo anticipato di un anno a scuola e lui si prese la responsabilità di farmi allenare con i più grandi al mattino, che uscivano alle 11 dalla classe e mi faceva fare cross per perfezionarli. Quindi lui mi ha aiutato tanto sotto questo aspetto. Poi successivamente Davide Cei, che devo ringraziarlo. Io prima usavo solo il sinistro e lui in allenamento per un lungo periodo ogni volta che toccavo la palla con il sinistro in allenamento mi fischiava, perché voleva giocassi solo con il destro per migliorarlo. Con Tufano abbiamo avuto un percorso bellissimo, mi ha insegnato tanto sotto l'aspetto del carisma e della grinta. Era un grande motivatore. Poi ovviamente Grosso. Chi meglio di lui poteva migliorarmi visto che ha fatto il mio stesso ruolo? Mi ha dato tanto, insegnandomi a venire dentro al campo e giocare di più con i compagni e inserirmi. Devo ringraziarlo. E ora c'è Dal Canto.
Tanti sacrifici anche grazie a una super famiglia.
Sì, devo ringraziare la mia famiglia. Mia madre essendo di Salerno ha sempre vissuto in una famiglia juventina, quindi questa cosa la sente ancora di più. E devo ringraziarla tanto perché lei quando avevo 13 anni mi è stata vicinissimo, perché mio padre lavorando faceva avanti e indietro tra Romania e Italia e Torino. Mamma invece è sempre rimasta con me e anche nel momento dell'infortunio mi ha sempre aiutato e tirato su. Le devo tantissimo.
Tanti momenti indimenticabili anche con i compagni, anche con chi magari ha percorso strade diverse. C'è qualcuno in particolare con cui sei rimasto in contatto, vuoi salutare qualcuno?
Ci sono tanti ragazzi con cui ancora mantengo i contatti. Per esempio Filippo Marricchi che ora è la Novara, Nicola Mosti, Simone Mancini ora al Pescara. Loro tre sono i ragazzi con cui mi sento di più. Anche lo stesso Mastropietro. Il calcio penso ti dia tanti amici nel corso della tua esperienza. Sono tanti quelli con cui mi sento regolarmente.
A proposito di esperienza, tu ne hai fatto tante. Tra Villar Perosa, allenamenti con la prima squadra. Anche quello è un momento importante, quando poi torni in Primavera.
Certo. Con tutto il rispetto per la Primavera quando ti alleni con certi campioni hai solo da apprendere perché il livello è alto, l'intensità è alta. Quando ti alleni con dei campioni come loro capisci veramente quanto sia difficile arrivare ai loro livelli e allo stesso tempo apprendi tanto da ognuno di loro.
C'è un aneddoto particolare, un consiglio che hai appreso che puoi raccontarci?
Aneddoti particolari non ne ho, ma ogni allenatore mi ha dato tanti consigli in questi anni. Non ho aneddoti particolari, ma provo ad apprendere da ogni singolo allenatore.
In prima squadra c'è qualcuno che ti ha dato un consiglio particolare?
Sì, spesso quando mi trovo in prima squadra, i più 'anzianotti' diciamo, come Chiellini, Barzagli, Buffon, sono lì a darmi consigli e mi aiutano perché quando vai in prima squadra puoi avere qualche difficoltà. E loro sono i primi ad aiutarti ,a spiegarti gli esercizi e metterti a tuo agio.
Dalla Juve alla Nazionale il passaggio è breve per te, perché sei un giovane talento e avete conseguito recentemente la fase finale per la categoria Under 19. Importante passaggio e grandi stimoli anche da questo punto di vista.
Certo, poi rappresentare il proprio Paese è un'emozione immensa. Il gruppo di quest'anno Under 19 è un gruppo molto forte e puntiamo ad arrivare fino in fondo e si è visto perché nella Fase Elite abbiamo ottenuto risultati importanti e sono molto contento perché oltre alla Juventus rappresento anche il mio Paese.
Finlandia dal 16 al 29 luglio?
Sì andiamo lì per affrontare la fase finale dell'Europeo. Speriamo di arrivare nella condizione migliore per riuscire a vincere.
A proposito di Nazionale, conosci bene Dal Canto perché l'hai avuto come allenatore in Under 17 due anni fa. Puoi ricordare quell'esperienza e dirci come l'hai trovato poi qui.
Con Alessandro Dal Canto c'è un grande rapporto di stima che lui mi ha sempre dimostrato a partire dall'Under 17. Vi racconto un retroscena: la prima convocazione Under 17 io non fui convocato perché lui era stato appena promosso come allenatore e aveva chiesto le convocazioni all'allenatore precedente, perché non conosceva ancora i giocatori. Il vecchio allenatore disse di convocare nel ruolo di terzino altri due ragazzi. Mister Dal Canto però mi venne a vedere in un torneo, gli piacqui e mi convocò facendomi sentire importante. Quindi c'è un gran bel rapporto.
Questa è una stagione spigolosa, più dura con il cambio di regolamento. Che tipo di stagione state affrontando?
Rispetto all'anno scorso è un campionato molto più equilibrato. Magari l'anno scorso alcune partite potevano finira 6-1, 7-0, invece quest'anno sono tutte toste le squadre e ogni parita devi prenderla con la giusta motivazione e la giusta grinta perché non sono affatto facili. E infatti si sta vedendo.
Dal punto di vista delle ultime partite, invece? Adesso avete un rush finale importantissimo. Si ricomincia lunedì 30 in trasferta con l'Hellas Verona. Rispetto alla gara di andata, dove avete vinto 2-1, che tipo di squadra pensi di incontrare?
Adesso loro sono in un momento un po' difficile perché sono in zona retrocessione e hanno fatto scendere tanti giocatori bravi della prima squadra e non sarà facile. Davanti sono molto bravi, ma dietro lasciano degli spazi. La vittoria servirà a loro come a noi, quindi sarà importante vincere.
Sarebbe importante tornare alla vittoria, perché sono sicuramente tre punti fondamentali in questo momento. State lavorando tantissimo, lo stiamo vedendo, però dentro di voi cosa vi state dicendo?
Tra di noi compagni ci motiviamo perché sappiamo quanto sono importanti queste ultime partite per noi, perché non meritiamo di essere in queste zone qui della classifica. Quindi ci parliamo, cerchiamo di dare il massimo in ogni allenamento perché abbiamo quattro partite che vanno affrontate nel modo migliore e dobbiamo vincerne il più possibile.
I have a dream, è questo il motto che campeggia sul tuo profilo Instagram.
Sì, rispecchia la passione che ho per il calcio fin da quando sono piccolo È un motto semplice che scrissi 5-6 anni fa quando arrivai alla Juve e spero un giorno di realizzare il mio sogno che è quello di diventare un calciatore professionista a tutti gli effetti.


