A Rudi Garcia bastò molto meno per essere esonerato da De Laurentiis a novembre
TMWIl Napoli di Massimiliano Allegri è già in un tunnel senza uscita. Contro un Venezia che fino a giovedì era senza allenatore, contro una squadra che fino a ieri non aveva ancora conquistato un punto in campionato, la squadra partenopea ha perso la terza partita in sette gare di campionato. La quinta in nove partite stagionali. Anche la sfortuna, d'accordo. Ma come continuare a ignorare i messaggi che arrivano dal campo? Tutti a fine partita si lamentano di una squadra non all'altezza dei suoi standard. "Non è questo il nostro livello", ha detto ieri capitan Di Lorenzo. Anche dopo i tre gol incassati sul campo del Villarreal Politano aveva espresso lo stesso concetto, ma qual è il livello del Napoli oggi? L'atteggiamento è quello di una squadra a fine ciclo, il centrocampo è l'emblema di un Napoli con tante prime donne ma nessun senso di squadra. Kevin De Bruyne col suo atteggiamento (e anche col rigore fallito) il sunto di tutti questi discorsi, Massimiliano Allegri l'allenatore che non analizza e non risolve. Che vive alla giornata, senza una vera prospettiva.
Per ADL il tecnico non è in discussione
Per De Laurentiis l'allenatore non è in discussione. "Confido nei nostri ragazzi e non ho mai avuto dubbi su Allegri. Sono sempre stato silente, senza dare giudizi o fare commenti. Speriamo che domani sera le cose vadano bene. Ora si è rimesso a tre dietro, evidentemente è lo schema che gli dà più sicurezza e abbiamo avuto successo contro il Frosinone che è una squadra vera", diceva una settimana fa. Prima di altre due sconfitte incassate proprio con la difesa a tre. Una posizione dettata anche dalla scelta estiva, dal preferire Allegri e Italiano. Dal fargli firmare un contratto pesantissimo di tre stagioni da quasi cinque milioni l'anno.
Ma Allegri sta facendo molto peggio di Rudi Garcia
Il Napoli però che oggi è nono e al termine di questa giornata di campionato chissà viaggia con una media punti da metà classifica. Peggio di quello che dopo la conquista del terzo Scudetto concluse la stagione al decimo posto. Quel Napoli dopo le prime sette giornate aveva conquistato 14 punti, aveva vinto una partita di Champions League nelle prime due giornate. Viaggiava insomma a vele spiegate rispetto a questo che oggi è già spalle al muro. Eppure a novembre - dopo una sconfitta interna contro l'Empoli - Aurelio De Laurentiis optò per il cambio di allenatore. Lo fece dopo aver conquistato 21 punti dopo 12 giornate, una media decisamente migliore rispetto al Napoli di oggi.
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