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LIVE TJ - ALLEGRI integrale: "Rispetto per la Juve, non si può paragonare col Napoli. Percentuali permanenza? Altissime. Domani giornata storica per tutti e soprattutto per Gigi"

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Redazione TuttoJuve
Fonte: dal nostro inviato Edoardo Siddi
venerdì 18 maggio 2018, 12:00Primo piano
autore Redazione TuttoJuve
18.05.2018 12:00Primo piano

Massimiliano Allegri parla alla vigilia della Festa Scudetto nella conferenza stampa di presentazione del match tra Juventus e Verona. L'occasione per tracciare un bilancio sulla stagione appena conclusa, ma anche per parlare del suo futuro e di quello della squadra bianconera. Tuttojuve.com riporta integralmente e in tempo reale le parole del tecnico juventino dalla sala stampa del Media Center di Vinovo.

Che effetto le farebbe incontrare Buffon da avversario il prossimo anno?
"E va bene... aspettiamo un attimo. Domani, per tutti, ma per Gigi in particolare, è una giornata storica perchè dopo 20 anni lascia la Juventus e quindi domani penseremo a festeggiare. Poi ci penserà lui e saprà ... cosa deciderà di fare. Ma domani l'importante è che sia una giornata bella, perchè bisogna festeggiare il quarto Scudetto, la Coppa Italia, e poi lui la chiusura di quelli che sono stati i suoi 20 anni di carriera alla Juventus".

Lei ha detto che in questa conferenza si sarebbero fatti numeri, cifre. Ci dà una percentuale sulla sua permanenza?
"Altissima. altissima. Ma non ho mai avuti dubbi. La settimana prossima ci incontreremo con la società per pianificare quelli che saranno i programmi e capire cosa la società vuole fare per rendere competitiva la Juventus anche l'anno prossimo, come la società ha sempre fatto. Ma direi che di questo parleremo la prossima settimana, ora bisogna prepararsi alla festa di domani. Domani ci manca l'ultimo pezzettino, perchè domani, se riuscissimo a non subire gol, sarebbe la squadra che per più partite non ha subito gol, quindi sarebbe un dato importante. Ma credo in tutta la storia dei campionati italiani, sarebbe un altro traguardo importante, soprattutto per Gigi, per chiudere la moglie la permanenza alla Juventus".

Cosa ha trovato diverso, cosa l'ha sorpresa quando ha conosciuto direttamente Buffon?
"A parte come uomo, che è stato un uomo importante all'interno dello spogliatoio, e lo è tutt'ora, perchè fino a domani è un giocatore della Juventus, ma ho trovato un campionato che vederlo allenare è sempre un piacere, vederlo parare ancora di più, perchè rende tutto facile quello che a volte per gli altri spesso è difficile, invece lui ha sempre reso e rende tutto facile quelle che sono le parate, il modo di stare in porta, ed è per questo che è un campione e credo sia il migliore portiere che sia mai esistito".

In finale di Champions ci sono due squadre che non hanno mai lottato per vincere il campionato. E spesso succede. Il prossimo anno la Juve sarà pronta a selezionare gli obiettivi? O non è pronta perchè l'ambiente non accetterebbe passi falsi in campionato?
"La Juventus quando parte lotta per arrivare a marzo ed essere dentro tutti gli obiettivi. E comunque è un dna di una grande squadra, perchè uscire dalla Coppa Italia, uscire dalla Champions, o non essere competitivi in campionato, ti abbassa gli stimoli e la stagione diventa pesante. Poi, come dico sempre, una squadra come la Juventus è abituata a giocare ogni tre giorni, ed è giusto continuare a giocare ogni tre giorni. Si lavora per riempire il calendario. E poi è stimolante essere dentro tutti gli obiettivi. E quindi la Juventus anche l'anno prossimo dovrà fare questo, sarà ancora più difficile perchè arrivare all'ottavo Scudetto, alla quinta Coppa Italia, ma sono cose che non sono irraggiungibili, ma basta alzare l'asticella, e soprattutto riazzerare tutto da quando ripartiamo, perchè facendo un po' il resosconto di questi  miei quattro anni, sono stati quattro anni diversi l'uno dall'altro. Racchiudendoli in quattro aggettivi, sicuramente il primo anno è stato l'anno della consapevolezza perchè sono arrivato e la squadra era data come una squadra che non aveva più stimoli, che era finita, invece è cresciuta molto in autostima, soprattutto  a livello europeo, ha fatto una stagione importante, vincendo lo Scudetto, dando seguito alle tre vittorie di prima dello Scudetto, vincendo la prima Coppa Italia e arrivando in Finale di Champions. Poi il secondo anno è stato tutto un anno diverso, dove secondo me la tenacia è stata quella che ci ha contraddistinto dagli altri, perchè siamo partiti, eravamo in fondo alla classifica e si cascava dal giornale. Poi dopo 12 partite avevamo 12 punti e lì c'è stata una rimonta incredibile, dove la squadra ha fatto 25 vittorie su 26, e credo questa sia una cosa quasi irripetibile. E' arrivata in fondo e ha vinto lo Scudetto, ha giocato un ottavo di Champions, purtroppo eliminata a 30 secondi dalla fine, e ha rivinto la Coppa Italia. Mentre il terzo Scudetto è stato lo Scudetto della costanza, perchè siamo partiti e siamo arrivati in testa. Mentre questo è stato quello più bello. Questo è stato quello dell'orgoglio. Perchè abbiamo duellato molto col Napoli e c'è da fare i complimenti al Napoli, che ha fatto una stagione straordinaria, ha fatto il record dei punti, addirittura quando giocheranno dopo di noi potranno arrivare a 91 punti e la Juventus potrà arrivare a 95 punti. E questo è un grandissimo risultato per la Juventus e per il Napoli. Detto questo, però credo ci voglia molto rispetto e chi non fa i complimenti a questa Juventus, credo non abbia rispetto del lavoro che i giocatori hanno fatto in questi quattro anni e quest'anno. Perchè non si può mettere in discussione, siccome i campionati alla fine li vince sempre la migliore, non si può mettere in discussione e a confronto una squadra che vince quattro Scudetti, quattro Coppe Italia, due finali di Champions, con una squadra che ha fatto grandissime cose, grandissimi risultati, ma non ha giocato neanche una finale. Questa quindi è solo mancanza di rispetto, per chi non fa i complimenti a quello che hanno fatto questi straordinari ragazzi. Questi sono 4 aggettivi, ce ne vorrebbero 7 perchè la Juventus ha vinto 7 Scudetti. Quindi questo è il resoconto dei miei 4 anni, in 4 anni abbiamo cambiato tutte le formazioni del mondo, ho fatto un po' di casino tante volte, ma ogni tanto poi l'abbiamo riaggiustata. Il primo anno su 57 partite  sono state cambiate 55 formazioni, con una media di 3-4 giocatori a partita. Il secondo anno abbiamo giocato 52 partite  e sono state cambiate 50 formazioni. Il terzo anno abbiamo giocato 57 partite e abbiamo cambiato 53 formazioni. Quest'anno abbiamo giocato 53 partite e abbiamo cambiato 51 volte la formazione, con la media di 3-4 giocatori. Quindi la dimostrazione che la rosa è importante, che tutti i giocatori hanno dato il loro contributo e tutti hanno giocato più partite, quindi questi sono numeri importanti, che fanno sì la dimostrazione di una squadra forte, che ha voluto ottenere dei  risultati anche nei momenti di difficoltà. Per questo devo solo ringraziare quello che i giocatori mi hanno regalato in questi quattro anni di permanenza alla Juventus". 

Ti stupirerebbe il fatto che alcuni giocatori, vista la tua riconferma, chiedessero di lasciare la Juventus?
"Questo non lo so, io con i giocatori, come tutti gli anni ci sono momenti di discussione, di confronto, il confronto aiuta a crescere. In questa squadra ci sono dei giocatori in uscita come Lichtsteiner e Asamoah, sicuri. Lichtsteiner è stato uno degli artefici insieme a Buffon, Marchisio, Chiellini e Barzagli dei sette Scudetti. Asamoah ne ha vinti sei. Sono due giocatori che hanno dato tanto alla Juventus e per questo domani anche i tifosi devono ringraziarli per quello che hanno fatto. Il resto, ogni anno, dove dentro lo spogliatoio non c'è casino? E' impossibile. Poi ogni tanto i giocatori sono scontenti quando vanno in panchina, ma comunque quelli che devono rimanere alla Juventus devono sapere che il 9 luglio, il 7 luglio, quando la Juventus ripartirà saremo pronti per dover fare un'altra annata a livelli importanti, altrimenti è giusto che chiedano di andare via".

Secondo la tua opinione, cosa deve fare la Juventus per mantenersi competitiva ai massimi livelli? Alla luce del fatto che è andato via Bonucci, ora Buffon e Lichtsteiner. Marchisio e Barzagli hanno un ruolo più marginale. 
"Cosa dovrebbe fare... Bisogna mettersi a tavolino e valutare con lucidità quelle che sono le cose da fare, anche le esigenze dei giocatori. L'importante, come è sempre stato, che la società sia alla base di quella che è la programmazione della squadra, poi comunque alla Juventus arriveranno sempre grandi giocatori e soprattutto giocatori caratteriali, giocatori con passione, che hanno voglia di sacrificarsi, che vogliono lavorare, che vogliono lavorare per vincere. E per arrivare a questo, bisogna che ogni giocatori abbia queste caratteristiche. Poi quelle che ne hanno un po' di meno, dopo un po' che sono dentro la Juventus, le acquisiscono e hanno la possibilità di rimanere tanti anni alla Juventus. La Juventus in questo momento è uno degli otto club più importanti in Europa, grazie ai risultati che i ragazzi hanno fatto in questi 4 anni. E quindi trovare meglio è difficile. Fare la storia della Juventus, lavorare per fare la storia della Juventus, credo sia un obiettivo di ognuno di noi e di ognuno dei ragazzi, però tutto passa dalla voglia di sacrificio, perchè senza sacrificio non vinciamo, quello di mettersi in discussione. Ora è tutto bello perchè domani festeggeremo, quattro Scudetti, quattro Coppe Italia e va bene tutto, poi l'anno prossimo tutti siamo a zero punti", tutti bisogna giocare, tutti bisogna vincere le partite e rimettersi in discussione. Mettere da parte quello che è stato fatto e ripartire: con energia, con stimoli, entusiasmo, dandosi nuovi obiettivi. Non nuovi obiettivi che valgono solo per la Champions, vincere la Champions, vincere il Campionato e vincere la Coppa italia.... nuovi obiettivi a livello singolo, a livello di gruppo, nel partire con un'altra stagione, che sarà completamente diversa da quest'anno. Innanzitutto credo che l'anno prossimo la media punti sarà molto più bassa per vincere lo Scudetto".

Quali meriti pensi di aver per questi quattro anni?
"Diciamo che meriti non devo dirli io, i meriti dovete dirli voi e gli altri. La cosa che mi fa piacere e di cui vado orgoglioso, è che la squadra sia arrivata a centrare gli obiettivi, a vincere, con me. Quindi i meriti sono solamente dei ragazzi, perchè io dico sempre che gli artefici delle vittorie sono loro. E dico sempre che ogni tanto li ho aiutati a perdere. Questa è la pura verità. Io mi diverto molto, anche nei momenti più difficili... nei momenti difficili mi diverto di più. Nel momento in cui le cose diventano monotone, io lì perdo un po' di quella che è la mia caratteristica credo  migliore, quella dell'arrangiarsi nel momento di confusione, di casino e di tensione. Lì è il momento che mi diverto. Poi se hai giocatori bravi è più facile che tu vinca, se hai quelli meno bravi è più facile che tu perda. Però con una società forte come la Juventus è più facile vincere e comunque vincere è sempre qualcosa di straordinario. E la cosa mi fa da una parte sorridere e dall'altra mi fa un po' arrabbiare. Il mettere in discussione quello che ha fatto una squadra in questi 4 anni, per non parlare dei 3 precedenti, dove sono stati vinti 3 Scudetti, vuol dire non essere obiettivi. E nello sport quando uno vince, arriva davanti, è il migliore, bisogna solamente complimentarsi e stringergli la mano. Ma questo fa parte di una educazione che spesso manca. E quindi credo questo, la cosa che mi viene da dire è questa. Poi si può parlare, riparlare, su robe e cose, dopo non conta più niente, domani scriveranno che la Juventus ha vinto lo Scudetto. Ma oggi la formazione non interessa a nessuno? (ride, ndr)".

A proposito di mancanza di educazione, quest'anno abbiamo visto lamentele sul var, su arbitri, sul bel gioco, sei stato anche protagonista del gossip. C'è qualcosa che ti ha dato più fastidio?
"Ma non che mi ha dato fastidio, diciamo che dopo Napoli, ero praticamente un inadeguato a fare l'allenatore, perchè giustamente avevamo perso e in quel momento tutti avevano dato lo Scudetto al Napoli, perchè aveva un calendario migliore, perchè erano in forte ascesa. Ma lì è stata la settimana più bella della stagione, dove i ragazzi sono stati straordinari, tutto l'ambiente è stato straordinario a mantenere l'equilibrio, avere la convinzione che comunque un colpo loro l'avrebbero perso. E fortunatamente l'hanno perso a Firenze, che era l'unico dove potevano perderlo".

Un commento sulle situazioni di Higuain e Marchisio in ottica futura. Ti stupirebbe se Marchisio dovesse chiedere di andare via? Lo stesso Higuain, visto che ultimamente qualche panchina l'ha subita un po'.
"Per quanto riguarda il mercato non ha senso parlarne. Per quanto riguarda Higuain, l'ho detto, è stato determinante perchè ha fatto i gol importanti nelle due partite decisive. Al San Paolo ha fatto il gol decisivo in una partita dove noi rischiavamo di andare a sette punti dal Napoli. E a Milano dove ha fatto il gol del 3-2 e lì ci ha dato lo slancio per lo Scudetto. Poi durante l'anno quando giochi in una grande squadra e giochi tantissime partite, c'è anche la possibilità di stare ogni tanto in panchina, non c'è stato solo Higuain, c'è stato Dybala, c'è stato Mandzukic, ci sono stati giocatori che sono stati in panchina. Quando hai un attacco importante come alla Juventus, è normale che ogni tanto qualcuno debba rimanere fuori, soprattutto per dare qualche stimolo, perchè c'è un momento dove magari sono tornati dalla Nazionale e sono un po' più stanchi, c'è un momento dove hanno bisogno un pochino di riposare, ma questo fa parte dell'annata. Questo non vuol dire mettere in discussione Higuain".

La Juve più bella, in questi quattro anni, è stata anche la più forte?
 "La più bella qual è?".

Chiedo a lei...
"Diciamo che ci sono stati dei momenti all'interno della stagione. Il primo anno la Juventus, ad un certo punto, quando abbiamo cambiato sistema di gioco, ma anche quando giocavamo anche con i tre, la Juventus comandava di più il gioco, era più padrona del campo, comandava le partite. Il secondo anno è stata una prova di forza, di tenacia, perchè siamo partiti male, e in quelle 25 partite su 26 giocavamo con tre difensori, con due esterni a volte più difensivi e meno offensivi, tre centrocampisti con due punte e basta. Quindi forse quella era la meno bella, ma la più solida, perchè non abbiamo subito per dieci partite, ne abbiamo vinte 25 su 26. L'anno scorso la squadra vinceva, ma si giocava male. Ci bastava poco per vincere le partite. Poi ad un certo punto abbiamo messo tutti i giocatori offensivi dentro e la squadra ha cambiato volto, perchè  c'era uno stimolo nuovo, una roba diversa, ecco perchè a volte le robe diventano monotone. Quest'anno secondo me la squadra ha giocato bene la prima parte di campionato, dove abbiamo subito 12 gol, ma nonostante quello eravamo in testa alla classifica, con due rigore sbagliati da Paulo a Bergamo e in casa con la Lazio. Poi in quel momento ho cambiato perchè la squadra aveva bisogno di avere più solidità che dava la certezza di poter arrivare in fondo. Poi ci sono stati dei momento dove abbiamo rigiocato con i quattro davanti, quelli sono stati momenti della stagione. Ma è sempre stato un andamento delle mie squadre, al Milan è stata la stessa roba nell'anno dello Scudetto. Nel momento in cui la squadra ha bisogno di certe cose è bene che tu gliele dia. Andare avanti a spaccarsi la testa contro il muro, quando ci sono altre possibilità per arrivare all'obiettivo, è giusto sfruttarle". 

L'anno prossimo non potrebbe essere l'annata più rischiosa e difficile?
"Tutti gli anni, io sono arrivato qui il primo anno, dopo che la squadra aveva vinto tre Scudetti e dicevano che la squadra aveva chiuso un ciclo, e invece la squadra ha fatto grandissime cose. Ogni anno devi trovare degli stimoli nuovi. Un po' te li trovi dentro, un po' te li danno dall'esterno, trovi sempre delle situazioni per poter fare delle grandi annate. E poi il mettersi in discussione e il vincere, sicuramente aiuta a vincere. Perchè dopo c'è sempre qualcuno che vorrebbe batterti e ogni anno sono sempre lì pronti a batterti, quindi devi alzare l'asticella per cercare di fare un'altra annata straordinaria o comunque arrivare a marzo ed essere competitivo in tutte le competizioni".

Quale potrebbe essere l'elemento che potrebbe farle cambiare idea e far abbassare repentinamente la percentuale di permanenza?
"Ma no, al momento non vedo elementi che mi possano far cambiare idea. Io alla Juventus sto bene, ho un ottimo rapporto con la società, è normale che bisogna vedersi per capire insieme, con lucidità, quali sono le cose da fare".

Un eventuale offerta importante da un club estero potrebbe cambiare le sue prospettive, o la sua decisione è definitiva?
"Come ho detto, la prima a sapere se io ho intenzione di andare via, è la società, sempre, tutti gli anni è stato sempre così. E continuerò a fare così. Domani gustiamoci la festa, poi la settimana prossima ci incontreremo con la società, quando avremo il tempo giusto per farlo, anche perchè c'è da pianificare il lavoro dell'anno prossimo, e anche perchè dopo vorrei andare in vacanza".

Quanti giocatori cambierà la Juve? Come cambierà la squadra?
"Non facciamo mercato, ma rispondo alla secondo domanda. Quanto cambierà la Juve a livello tattico: non lo so, perchè a seconda dei giocatori che arriveranno, li metterò in campo, come ho sempre fatto".

Ci può regalare la 52sima formazione della stagione? Buffon lascerà il posto a Pisoglio nel finale?
"Per quanto riguarda la 52esima formazione, Cuadrado e Bernardeschi non ci saranno sicuro, perchè Cuadrado ha un po' di infiammazione... quindi non giocano, sicuro. Giocherà in porta Buffon. Lichtsteiner, tra Rugani, Barzagli e Benatia, due... vediamo ora Barzagli come sta perchè ha giocato le ultime tre, sarebbe meglio tenerlo un attimo lì fermo, vista l'età, e viste magari un po' di serate che ha fatto in queste... perchè giustamente hanno festeggiato (sorride, ndr). poi giocherà Alex Sandro a sinistra. Poi giocherà Marchisio, poi vediamo tra Sturaro, Pjanic.... Khedira e Matuidi no... Khedira ha avuto un problema al polpaccio; non li ho ancora visti perchè siamo rientrati stamattina, quindi non so come stanno, qualcuno si è allenato mi hanno detto, a dimostrazione di quanta professionalità hanno questi ragazzi. Mi hanno detto, non si sa. E domani dovrebbe giocare - ora vediamo - Dybala, Douglas Costa... siamo in quattro, può darsi che Mandzukic stia fuori e giochino Higuain, Dybala e Douglas Costa. La formazione dovrebbe essere questa, anche perchè siamo tredici, perchè Bernardeschi non c'è, Cuadrado non c'è, Chiellini non c'è, Howedes non c'è, Khedira non ha giocato la finale per un problema nel riscaldamento al polpaccio, Matuidi lasciamolo pure riposare perchè ha corso abbastanza...".

Bentancur?
"Ah, Bentancur... infatti, tra Bentancur, Sturaro e Pjanic,  di questi tre ne giocano due. Asamoah è in panchina, siamo tredici, quattordici. Siamo tutti appassionatamente insieme, ma disponibili siamo 13-14. Ci sono più portieri che giocatori. Pinsoglio alla fine vedremo se lo mettiamo dentro". 

Ieri Buffon ha parlato di Stile Juve. Per lei cos'è lo Stile Juve? Anche lei se lo porterà dietro in una prossima avventura?
"Come ho detto altre volte, sono cresciuto molto da quando ho iniziato a fare l'allenatore e questi quattro anni alla Juventus mi hanno cresciuto molto perchè qui c'è passione, c'è sacrificio e c'è lavoro, che sono la base dei successi della Juventus. Ma è un dna che la Juventus ha da 100 anni, e questa credo sia una cosa molto importante per ogni singolo giocatore, allenatore, che sta alla Juventus e che comunque si porta dietro come bagaglio personale".

Tra le giocate giocate dei suoi giocatori, quest'anno ce n'è una che le è rimasta più impressa?
"Ora ricordla è difficile, però c'è stata a Londra, lì vedi la differenza di quando la palla entra o esce. Perchè con quell'atteggiamento che abbiamo avuto a Londra, soprattutto nella parte finale della partita, quando c'è stato il salvataggio di Chiellini, o la palla che ha preso il palo, anche se era fuorigioco, su Barzagli, c'è la cattiveria con cui hanno aggrredito quella situazione, quello fa la differenza nelle partite. Quando siamo molli... la palla è andata nel palo ed è entrata dentro: è normale. Quando sei come eravamo a Londra, ma come siamo stati in tante situazioni, altrimenti non riuscivi a vincere, la palla picchia nel palo e va fuori. Quella non è fortuna, quella è la voglia con cui giochi, con cui fai le partite, in cui l'episodio ti porta dalla tua parte".

In Italia hai sempre vinto. Considerando che è sempre difficile vincere in Champions, calcolando che hai tutto da perdere e nulla da guadagnare, perchè resti alla Juve?
"Innanzitutto io ho sempre da guadagnare. Non ho niente da perdere. Ho sempre da guadagnare perchè quando si riparte c'è sempre da guadagnare, perchè il raggiungimento di altri obiettivi è quello di guadagnare. Va rovesciata, tutte le cose vanno rovesciate in positivo. Pensate se dopo il gol di Koulibaly fossimo stati tutta la settimana a dire: madonna, ora loro hanno vinto il campionato, noi dobbiamo andare a Milano....invece si rovescia la cosa, noi abbiamo lavorato tutta la settimana dicendo che loro un colpo lo avrebbero sbagliato".

Fonte: dal nostro inviato Edoardo Siddi

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