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Nella testa di Dybala: un posto in prima fila per la caduta del Dio Messi e un Mondiale da fantasma. Come rientra dalla Russia?

autore
Edoardo Siddi
per Tuttojuve.com
domenica 1 luglio 2018, 18:00Primo piano
autore Edoardo Siddi
01.07.2018 18:00Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Ha combattuto per esserci, ha lottato per strappare un posto nei 23 spediti in Russia per far sognare l'Argentina e alla fine Paulo Dybala c'è riuscito. Nonostante Messi, nonostante la concorrenza, il numero 10 bianconero al Mondiale c'è andato. Un sogno che si realizza per qualsiasi giocatore, ma superata la gioia per il viaggio, la realtà ha assunto più i tratti dell'incubo. Per lui e per la sua Nazionale, che si aspettavano decisamente un Mondiale diverso. L'Argentina, arrivata agli Ottavi per il rotto della cuffia, si arrende alla Francia e Paulo osserva dalla panchina, con appena 22 minuti all'attivo. Una miseria, per uno come lui, che sapeva di dover faticare per guadagnarsi il posto, ma difficilmente avrebbe immaginato questo epilogo. E che Dybala restituisce la Russia alla Juve?

La Joya fa le valige con ancora negli occhi la caduta del Dio Messi, l'entità inarrivabile con cui si è dovuto confrontare non appena ha messo piede sui palcoscenici più importanti. Quell'ombra schiacciante, pronta a fare la sua comparsa non appena la luce di Dybala illuminava la Juve. Se caduta doveva essere, probabilmente, l'ex Palermo avrebbe preferito lottare al suo fianco, farsi carico dei demoni di Messi e dell'Argentina, provando a cambiare una storia che in realtà ha rispettato le attese. Invece no, Dybala ha assistito al crollo accomodato in panchina. In prima fila, impotente. Mentre Sampaoli si affidava a Meza e Pavon e lui restava a guardare. Seduto accanto alle sue paure, prigioniero di quell'incubo iniziato come un sogno.

Come reagire? Come ripartire? La cosa migliore, in questi casi, è imparare. Imparare che nessuno vince da solo, nemmeno Messi, e che pure la Pulce ha un lato umano con cui deve fare i conti. Tesoro da conservare questo, quando le cose si faranno difficili. Così come va conservata quella rabbia silenziosa che si leggeva nei suoi occhi, la voglia di spaccare il mondo e il Mondiale. La stagione che arriva, può essere quella in cui dimostrare a Sampaoli a cosa ha rinunciato. Non per vendetta, perché la Coppa del Mondo sarà conclusa e assegnata, ma per sé stesso e per la Juve. Un Messi impotente e la scomodità di una prigione travestita da panchina, con quel carceriere tatuato e intento a compiere scelte incomprensibili, resteranno a lungo della sua mente. E quella rabbia può e deve diventare magia. Lo aspetta un popolo bianconero che ha tifato un po' Argentina solo per lui e Higuain. Lo aspetta la storia, perché lui ha ancora pagine importanti da scrivere. Ora con un po' di dolore in più che ferisce, ma aiuta a crescere.

per Tuttojuve.com

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