Emre Can si presenta: tra un sorriso da bianconero e un Ronaldo di troppo
Giulia Borletto
Parlare di Cristiano Ronaldo anche nel giorno della sua prima uscita da giocatore della Juventus è un peccato, però quasi un obbligo. Emre Can si presenta alla stampa e ai suoi tifosi nel primo giorno di ritiro in preparazione della stagione 18/19. Elegante, come sempre, educato e sorridente. Alla domanda su come vedrebbe l'arrivo di Ronaldo risponde con sincerità dicendo: "Per qualunque giocatore è importante giocare con lui. Arrivasse sarebbe grandioso", subito dopo tuona però l'ufficio stampa ricordando che l'arrivo del tedesco è l'unico argomento di giornata. Come dare torto però alla collega che ha tirato fuori il nome dell'estate. Tornando all'ex Liverpo, la sua juventinità viene espressa ed esaltata da un desiderio che si porta dentro da quando era un pulcino. "Il mio primo allenatore era italiano e juventino.
A 7 anni mi ha detto che avrei giocato prima o poi qui nella Juventus e questa è una storia molto interessante. Era il periodo in cui c'erano Nedved e Del Piero". Era una Juventus vincente, una Juventus gloriosa, quella che ora Emre Can sogna di rivivere e continuare a portare ai massimi livelli. "Il primo obiettivo deve essere la serie A e poi arriverà la Champions. La società ci sta dietro da tantissimi anni. Io voglio essere d'aiuto". Si presenta così, con sincerità e voglia di giocarsela, con o senza CR7 da servire.


