ESCLUSIVA TJ - Mame Thiam: "Forse la società non mi riteneva pronto, difficile trovare spazio con campioni come Higuain. Juve-Empoli? Spero in un pareggio. Un sogno giocare allo 'Stadium"
Mirko Di Natale
Le giovanili iniziate a Treviso e Milano, sponda Inter, la toccata e fuga nella Juventus e il successivo girovagare che lo ha visto dapprima approdare in Belgio allo Zulte Waregem e poi in Grecia al Paok Salonicco. A quasi 27 anni, Mame Thiam, dopo aver esordito in A con la maglia dell'Empoli, ha trovato il suo posto al sole negli Emirati Arabi Uniti con la maglia dell'Ajman. La nostra redazione lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare di Juve-Empoli e non solo:
Come ti stai trovando negli UAE?
"Mi sto trovando molto bene, ho già realizzato sette gol e cinque assist e non voglio fermarmi. E' un campionato diverso da quello italiano, qui possono giocare soltanto pochi stranieri - precisamente quattro - e la mia squadra, l'Ajman, non è considerata una delle favorite per la vittoria del titolo".
Rimpiangi un po' l'Italia?
"A dire la verità, nella scorsa sessione di calciomercato ho saputo delll'interesse da parte del Palermo e di qualche squadra della Serie A di medio-bassa classifica. In accordo con la mia famiglia, però, abbiamo deciso di venire qui e siamo contenti della scelta fatta. Anche se, un giorno spero di poter tornare a giocare in Italia. Sono cresciuto nel vostro paese".
Quale è l'obiettivo stagionale?
"L'obiettivo è quello di arrivare in doppia cifra sia in termini realizzativi che in termini di assist, mancano nove partite al termine e spero di potercela fare (sorride ndr)".
Dagli Emirati, stai seguendo il campionato italiano?
"Sì, seguo tanti campionati tra cui quello italiano poiché ne sono rimasto molto legato. La Juventus è prima in classifica e grazie anche all'arrivo di Ronaldo ha accumulato un grande vantaggio sul Napoli, che a differenza dell'anno scorso è molto più staccato. Ormai si può definire concluso".
Nel calcio mai dire mai, però.
"Vero, ma il campionato resta ugualmente chiuso anche se in passato ci sono state delle squadre che sono riuscite a compiere delle rimonte fantastiche. A mio parere, la Juventus ha più tranquillità per potersi concentrare sulla Champions League. I bianconeri, in estate, ha compiuto dei grandi investimenti per questa manifestazione e il mio pensiero è che possano arrivare in fondo. E il sorteggio è stato benevolo, perché pescare l'Ajax ai quarti di finale è sicuramente meglio che affrontare Liverpool o Barcellona. Può essere l'anno giusto per vincere".
I grandi investimenti a cui fai riferimento, e lo hai già accennato, è chiaramente quello di Cristiano Ronaldo. Dall'esterno, avresti mai pensato che un campione del suo calibro potesse un giorno giocare in Italia?
"Nessuno si aspettava che la Juventus riuscisse ad acquistarlo, anche perché Ronaldo ha permesso di rendere la rosa competitiva con le big europee. In Italia ormai riesce a vincere da tanti anni, in Europa sta facendo molto bene ma la partita contro l'Atletico è stata completamente ribaltata dalle sue giocate. E' un calciatore che fa la differenza in questo genere di sfide".
Ronaldo contro l'Empoli, la tua ex squadra, non ci sarà. Che sfida ti aspetti tra le due formazioni?
"L'Empoli è una squadra che gioca sempre molto bene a calcio, la Juventus non ha bisogno di presentazioni ed è la logica favorita per la vittoria. Ma non sarà un match semplice. La squadra toscana, per come la conosco, verrà a Torino a caccia di punti salvezza e per questo motivo darà il massimo delle proprie capacità per riuscire a perseguire questo obiettivo".
L'Empoli, nell'ultimo turno di campionato, ha affidato nuovamente la panchina ad Andreazzoli.
"Sì, ho seguito questa vicenda e proprio per questo vuole provare a salvarsi a tutti i costi. Non importa se affronterà la Juventus oppure l'ultima in classifica, l'Empoli giocherà sempre col coltello tra i denti. In rosa ha giocatori d'esperienza come Pasqual, Acquah e Caputo che conoscono bene l'argomento salvezza e sanno come affrontarla".
Nel 2016/2017, hai sfidato la Juventus nel suo stadio e il risultato non vi sorrise. Che sensazioni conservi in merito a quel match?
"Avevo giocato l'ultima mezz'ora e purtroppo ricordi bene il risultato negativo (sorride ndr). Essendo tifoso della Juventus, per me è stato un sogno quello di poter giocare allo 'Stadium' anche se con una maglia diversa da quella bianconera".
E in quel campionato, l'unico gol che eri riuscito a segnare fu contro il Milan. Immagino che ricorderai bene anche quel momento.
"Provenivo dall'esperienza greca con il Paok in cui mi feci male, ma ad Empoli ero riuscito a ritagliarmi il mio spazio e per questo riuscivo a giocare abbastanza frequentamente. Sfidare il Milan fu bello e nello stesso momento molto affascinante; avevo segnato il gol del momentaneo 2-0 e siamo poi riusciti ad espugnare San Siro. E' stata una emozione che ricordo, ancora oggi, con molto piacere".
Tra l'altro, non so se sei informato, ma San Siro rischia di esser demolito. Che cosa ne pensi?
"Questa notizia non la conoscevo, ne sono un po' dispiaciuto. San Siro è uno stadio antico e in caso di demolizione potrebbe perdere un po' di quel fascino che mi ha trasmesso quando ci ho giocato, ma se l'idea è quello di rifarlo come l'impianto della Juventus potrebbe essere una soluzione positiva per entrambe le squadre. Ricordo che quando giocavo nelle giovanili dell'Inter, condividevamo le strutture con i ragazzi del Milan".
Te la senti di fare un pronostico riguardo Juventus-Empoli?
"Per me è difficile fare un pronostico, ho giocato in entrambe le squadre. Come tifoso, non voglio scontentare nessuno: finirà 1-1 (sorride ndr)".
Ripercorrendo un po' la tua carriera, nel 2015 sei arrivato alla Juventus senza mai giocare e dopo vari prestiti sei tornato senza che nessuno avesse più notizie di te. Che cosa è successo? Lo puoi raccontare?
"Ero sempre alla Juve e ho svolto con loro il ritiro, ma la decisione finale non è mai spettata a me. Forse la società non mi riteneva pronto, però ho sempre accettato con serenità le loro direttive. Avevo maturato l'idea di andare in prestito soprattutto perché era difficile trovar spazio con in una squadra che possiede campioni del calibro di Higuain e Dybala".
Se questa vicenda fosse capitata due anni più tardi, la Juventus poteva arrivare a proporti di giocare per la sua squadra Under 23. Ci hai mai pensato? Lo hai mai immaginato?
"Sinceramente non ci ho mai pensato, perché a quel punto avevo preso una decisione con la mia famiglia. Ho capito, molto sinceramente, che la decisione finale è del Signore e per questo ho scelto di comprendere il loro comportamento".
Che ricordi hai dell'esperienza vissuta alla Juventus?
"Ricordo chi mi ha colpito: Gigi Buffon. Tutti conoscono il grande campione, io ho avuto la fortuna e l'opportunità di conoscerlo ed è davvero una persona perbene. Ho vissuto quello spogliatoio e posso sottolineare come l'ambiente lavorasse duramente ogni giorno, nulla era lasciato al caso. Ho avuto modo di poter imparare tanto dagli esempi presenti, dallo stesso Buffon a Barzagli, Bonucci, Chiellini fino ad arrivare a Marchisio. Allegri? Mi sono allenato molte volte con lui, è una persona tranquilla. Leggo spesso molte critiche rivolte a lui ma è davvero molto difficile vincere in una piazza esigente come quella di Torino che vuole anche giocare bene. E' l'allenatore bianconero da tanti anni, per questo sa bene quel che deve fare".
Si ringrazia Mame Thiam per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


