ESCLUSIVA TJ - Amauri: "La Juve deve vincere la Champions, con l'Ajax sarà la partita di Dybala. Allegri? Il suo segreto è l'armonia del gruppo. Su Kean..."
Mirko Di Natale
Tutti ricordiamo Ajax-Juventus per le sfide mozzafiato degli anni '90, ma qualcuno forse si dimentica che l'ultimo match risalente è accaduto nel 2010. Nella prima edizione della neonata Europa League, i bianconeri guidati da Alberto Zaccheroni si imposero per 2-1 con la doppietta di Amauri che rispose al vantaggio di Sulejmani. La nostra redazione lo ha intervistato, in esclusiva, per parlare di quel che accadde nove anni or sono e non solo:
Che ricordi hai di quella doppietta che stese l'Ajax nel febbraio 2010?
"Conservo dei bellissimi ricordi, è stata una serata fantastica per me e per la Juventus. Con il pareggio del ritorno siamo riusciti a qualificarci per il turno successivo, all'epoca si giocava per l'Europa League mentre domani sarà un quarto di finale della Champions League. E' sempre emozionante".
Segnasti due gol di testa: uno su assist di De Ceglie e l'altro su assist di Del Piero.
"Sì, 'Pinturicchio' in quella partita fece sfracelli. E' vero che i due gol li ho segnati io, ma Alessandro giocò in maniera fantastica".
Ancora oggi non si spiega quella rimonta subita dal Fulham, a ritroso hai qualche idea a riguardo?
"Purtroppo non ho giocato quel match, mi ero infortunato nel match di ritorno con l'Ajax. Avevamo un vantaggio importante accumulato all'andata e il gol di Trezeguet sembrava mettere tutto in discesa, ma poi è successo quel che è successo. In quel periodo non girava bene nulla. Analogie col match di Champions con il Bayern? Ancora peggio, perché li avevamo da difendere un vantaggio sui tedeschi. E finì nella stessa maniera".
Portandoti un attimo fuori discorso, la Juventus si ritrova con la testa sgombra dal campionato anche grazie ai 20 punti di vantaggio sul Napoli. Che cosa si può dire a questa squadra? Quali sono i giudizi che si possono trarre ad aprile?
"Credo non ci sia molto da aggiungere di nuovo a quanto è già stato detto in passato, la Juve aggiunge sempre più potenziale con il passare del tempo ed è strabiliante tutto questo. E' brava perché sbaglia sempre molto poco, la differenza con le altre squadre è rappresentata da un organico pazzesco che mette in condizione tutti i giocatori di dare il massimo. E chi non gioca entra avvelenato. Ripeto questo aggettivo: pazzesco".
Il calciatore come vive questa situazione? E' un vantaggio avere così tanti punti di vantaggio per giocarti al meglio la Champions oppure potrebbe portarti inconsciamente a staccare la spina?
"Il calciatore vive entrambe le situazioni nella stessa maniera, vuole sempre vincere. Possiamo commentare ciò che succede dall'esterno, ma la Juventus non si ferma mai ed è questa la caratteristica che la rende una delle squadre migliori al mondo".
Tornando alla super sfida di domani sera, quali potrebbero essere le insidie maggiori per i bianconeri?
"L'Ajax, per quel che ha dimostrato in questa Champions, è una squadra che gioca bene e che segna con costanza e facilità. I giovani hanno tanto entusiasmo, il club blasonato non vive da anni questa atmosfera anche se i lancieri, a mio avviso, avrebbero voluto evitare la Juventus".
Potrebbe essere la partita giusta per Paulo Dybala? E' da tanto che il tifoso bianconero non gioisce per una sua grande prestazione.
"Dybala è un pilastro importante in questa Juventus esattamente come lo sono Ronaldo e Chiellini, tutti noi ci aspettiamo il ragazzo dalle grandi qualità che ammiriamo. Dovrà stare soltanto tranquillo, il giocatore ha le capacità di ribaltare le critiche e di fare una prestazione all'altezza ad Amsterdam. Specialmente se non ci dovesse essere il portoghese, in quel caso dovrà far divertire i tifosi e dovrà fare gol".
Credi sia un po' demotivato? Non è che si sente a fine ciclo con la Juve?
"Forse l'arrivo di Ronaldo lo ha un po' oscurato, ma la verità è che possiamo dire tutto ciò che vogliamo senza avere un riscontro oggettivo. Ho conosciuto tanti calciatori argentini e sono in grado di affermare che spesso sono in grado di estrarre il coniglio dal cilindro. Così, in questo modo, Dybala saprebbe come zittire i suoi detrattori e glielo auguro di cuore".
Quante chance ha la Juventus di vincere la Champions?
"Quando è arrivata la sconfitta di Madrid, ho sentito tante persone dirmi che la Juve sarebbe uscita. E a loro ho risposto che questo è un anno diverso, infatti la squadra di Allegri ha compiuto una impresa e ha superato il turno. L'Ajax al momento sembra un avversario più semplice dell'Atletico, ma il calcio non è mai una scienza esatta e tutto può succedere in campo, I bianconeri hanno voglia, fame, grinta e non vorranno farsi sfuggire questa opportunità contro nessun avversario. Né che si chiami Ajax, né che si chiami Barcellona".
E se non dovesse vincerla?
"Non prendo in considerazione questa idea, la Juve deve vincere la Champions. Come rinforzare di più questa squadra? Non mandando via Allegri, Dybala all'Inter e Douglas Costa all'estero. Sono tre pedine fondamentali in questa rosa".
E Allegri, per questo genere di sfide, è l'allenatore giusto per non far rilassare i suoi ragazzi proprio sul concetto che hai affermato prima?
"Allegri è un allenatore intelligente, è sempre conscio di quel che fa. L'impressione, dall'esterno, è di una persona molto calma e razionale nel momento di pressione, ma penso che sia capace di essere impetuoso quando la squadra lo deve ascoltare. Secondo me, lui ha già in testa quel che chiederà ai ragazzi di fare per la sfida con l'Ajax".
Sta gestendo bene Moise Kean? Ti piace come lo sta gestendo?
"Il mister è come una guida per i suoi giocatori, non ho mai visto nessun panchinaro lamentarsi dello scarso utilizzo. Forse qualche muso lungo lo abbiamo visto, ma il calciatore - che vuol sempre giocare - comprende il momento e si mette subito a disposizione per il match successivo. Si parla un po' più di Dybala per la dimensione che ha ormai raggiunto, ma non ho mai letto sue dichiarazioni dove mette in discussione Allegri. Il tecnico è riuscito a portare grande armonia all'interno del gruppo, questo è uno dei suoi più grandi segreti".
Quali sono le tue impressioni su Moise Kean? Come lo stai giudicando da Miami?
"Qualche mese fa non lo conoscevo, ora si è fatto sentire nella maniera migliore (sorride ndr). Sta segnando tanti gol, è un giocatore che col tempo sta diventando sempre più decisivo e per questo Allegri sta contando molto su di lui ottenendo delle risposte positive. Questo ragazzo ha un potenziale grande e può avere un futuro importante sia con la Juve che con l'Italia".
Con l'eventuale assenza di Ronaldo, potrebbe essere proprio questo ragazzo a far pendere di più l'ago della bilancia in favore dei bianconeri già favoriti ad Amsterdam?
"In questo momento non può esserci un paragone con Ronaldo perché è un'altra cosa, ma Kean sta rispondendo bene e sicuramente ad Amsterdam può fare il bene della sua squadra".
Si ringrazia Amauri per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


