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IL TERZO TEMPO - Higuain e Bonucci rinati con la "cura Milan". L'annuncio di Marchisio ed il silenzio assordante dell'Allianz

autore
Luigi Risucci
per Tuttojuve.com
mercoledì 2 ottobre 2019, 18:58Primo piano
autore Luigi Risucci
02.10.2019 18:58Primo piano
Bonucci ed il Pipita protagonisti contro il Leverkusen. I migliori, assieme ad un grande Cuadrado. Marchisio verso l'addio al calcio giocato. Quella curva da ritrovare, per raggiungere altre vittorie.

“Finalmente”, avranno pensato in molti dopo il 3-0 rifilato ieri sera al Leverkusen. Prima partita stagionale condotta in porto con una certa serenità dalla squadra, dopo la vittoria contro la Spal, la prima con uno scarto superiore al minimo sindacale. Sintomi di una Juve in crescita, che sta assimilando sempre più i concetti portati dal nuovo allenatore e sta oliando i meccanismi difensivi, visto il secondo clean sheet di fila, una vera notizia in questo inizio stagione “ballerino” della retroguardia. Sarri prosegue la linea del trequartista dietro le punte puntando, per la prima volta in stagione dal primo minuto, sul talento di Bernardeschi. L’ex Fiorentina non ha brillato particolarmente, ma ha lasciato intravedere i consueti strappi in velocità, capaci di rompere le partite da un momento all’altro. Il gol, arrivato su suggerimento di un sontuoso Higuain, servirà a scrollarsi di dosso quella voglia di strafare e di esagerare che spesso ne ha penalizzato la lucidità. Ho citato, non a caso, Higuain, uno dei migliori in campo ieri. L’argentino sembra persino più maturo di quello pre-trasferimento al Milan, ha ritrovato una forma fisica eccellente ed è caricato dal fatto di aver ritrovato il suo mentore alla guida tecnica.

Senza nazionale, sfrutta le pause per ricaricare le pile mentalmente e mettere benzina nei muscoli, oggi più guizzanti che mai. Sembra un lontano parente di quel Gonzalo che, seppur segnando con grande costanza, entrava in piena forma solo dopo novembre, o di quello visto aggirarsi lo scorso anno tra Milano e Londra, quando sembrava aver imboccato il viale del tramonto. La sua voglia di Juventus, l’amore che il pubblico bianconero gli ha dimostrato sin dai primi giorni di ritiro, lo ha rigenerato nell’animo e nel corpo, rendendolo nuovamente un giocatore decisivo. L’intesa con Ronaldo cresce, di pari passo con la fiducia di tutto l’ambiente, capace di restituire il Pipita al novero dei grandi centravanti del continente. Si è menzionata la ritrovata solidità difensiva; a mio parere, gran parte dei meriti vanno attribuiti a Leonardo Bonucci. Ero uno dei più scettici al momento del suo ritorno dal Milan, sia per un discorso d’orgoglio che per una questione tecnica ed anagrafica, visto il coinvolgimento nello scambio di Caldara.

A distanza di quindici mesi, Bonucci ha collezionato 50 presenze e 3 gol in bianconero, mentre Caldara è ufficialmente un desaparecido, anche per una sfortunata serie di problemi fisici. Bonucci si è ridotto lo stipendio, è tornato in punta di piedi, perdendo i gradi nello spogliatoio e si è rimesso a macinare chilometri in campo ed in allenamento. Con la perdita di Chiellini, si è preso la squadra sulle spalle ed i gradi di capitano, ha protetto sotto la sua ala De Ligt, guidando la retroguardia della Signora in ogni minuto della stagione, con autorevolezza e classe. È, con ogni probabilità, il miglior Bonucci di sempre, giunto alla sua piena maturazione, per la gioia di Sarri e Mancini, che gli ha consegnato anche la leadership della nazionale. Higuain e Bonucci, accomunati da un passato frugale al Milan, dove non hanno reso secondo le aspettative ma hanno senz’altro beneficiato di un vero e proprio toccasana, che ne ha rilanciato la seconda vita in bianconero. Una “cura Milan” provvidenziale per i due calciatori, che certo non lascerà un sorriso ai rossoneri, alle prese con l’ennesima stagione complicata. Menzione d’onore per la partita di ieri va fatta per Juan Cuadrado. Prestazione eccezionale del colombiano, ormai (ri)calatosi alla perfezione nel ruolo di terzino destro.

Da tempo ne auspicavamo la trasformazione definitiva in esterno basso e prima Allegri (a tratti) e poi Sarri (per necessità) mi hanno accontentato. Anche l’ex Chelsea pareva destinato a partire in estate, ma ha risposto ai rumors con il consueto impegno sul campo e dedizione per la maglia. Si è reso protagonista di un inizio di stagione ottimo, condito dalla perla mancina che ha impallinato Oblak al Metropolitano. Il trentunenne colombiano potrà beneficiare, nel suo processo di crescita difensiva, anche dell’approdo di Barzagli nello staff tecnico, che pare abbia già dato in pochi giorni i primi frutti, vista l’ottima prova offerta ieri sera. Toccherà ancora una volta a lui presidiare la corsia nel big match di domenica contro l’Inter di Conte, vero primo snodo stagionale. A proposito, buona fortuna per la partita di stasera al Camp Nou, sperando che si tenga alto il nome del calcio italiano in Champions.

Per domani è stata convocata a sorpresa una conferenza stampa da Claudio Marchisio, all’Allianz Stadium. Per location e tempistica, è probabilissimo che il Principino annunci il suo addio al calcio giocato ed una contestuale riconciliazione con Madama, in un ruolo da definire. A soli 33 anni l’ex numero 8 bianconero dirà basta con il campo, per una serie di problemi fisici che ne hanno condizionato anche gli ultimi anni alla Juventus, oltre alla passerella russa allo Zenit. Claudio, in estate, ha rifiutato proposte estere e di casa nostra, affermando di non poter vestire altra maglia in Italia. Il suo DNA è legato al bianco e nero e alla città, Torino, in cui è nato e cresciuto. È cresciuto con la filosofia sabauda e ne è stato ambasciatore in campo e nella vita, con quello stile sobrio e signorile che gli è valso il prestigioso soprannome. Ora che lascerà il rettangolo verde per sempre tornerà a servire con dedizione la sua Signora, ritrovando finalmente la sua casa, la sua famiglia, i suoi tifosi.

A proposito di questi ultimi, non sarà sfuggito ai più attenti quel turpe silenzio dello Stadium, surclassato dai cori dei tedeschi. Strascichi degli arresti dei dodici membri della Sud, che ha portato un quasi totale ammutinamento della tifoseria organizzata. I processi si fanno in tribunale e non sui giornali: sarà la giustizia a stabilire colpe e responsabilità. I criminali ed i tifosi dovrebbero essere due categorie scisse, anzi contrapposte. Per questo sarebbe meglio lasciar fare ai giudici il loro mestiere, tenendo fuori dallo stadio le vicende giudiziarie di alcuni tifosi e riallacciarsi allo scopo vero e puro che spinge il tifoso a seguire la propria squadra. La passione, l’amore e la dedizione per i propri colori, per la propria maglia, per i propri beniamini. Solo così, tornando a remare tutti nella stessa direzione, si potrà ambire ad un altro anno di successi coronando, magari, quel sogno dalle grandi orecchie.

per Tuttojuve.com

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