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ESCLUSIVA TJ - #Leo2024, l'ex mister di Bonucci: "Il successo è tutto merito suo". E ammette: "Da centrocampista non avrebbe fatto la stessa carriera"

20.11.2019 11:30 di Mirko Di Natale    per tuttojuve.com   articolo letto 196 volte
ESCLUSIVA TJ - #Leo2024, l'ex mister di Bonucci: "Il successo è tutto merito suo". E ammette: "Da centrocampista non avrebbe fatto la stessa carriera"
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com

E' stata una notizia decisamente d'impatto, che ha reso felici tutti i tifosi. Quella che per la Juventus è stata una "giornata indimenticabile" come ribadito sui propri social network, Leonardo Bonucci continuerà ad indossare la maglia bianconera fino al 2024 diventando, così, uno dei difensori più longevi della storia del club. La nostra redazione ha contattato telefonicamente, in esclusiva, colui che lo ha allenato sia negli Allievi che nella Berretti della Viterbese, Carlo Perrone:

Come commenta il rinnovo di contratto di Bonucci con la Juventus?

"Sono contento per lui, fin da ragazzo ha sempre dimostrato di far questo come mestiere. E' sempre stato particolarmente intelligente, soprattutto dal punto di vista calcistico. Tutti valutano le sue qualità in campo, ma la sua vera forza è sempre stata quella di migliorarsi. Il successo è merito suo, se è arrivato dove è arrivato, Leonardo lo deve molto a sé stesso e alla sua testa".

Anno più anno meno, Bonucci arriverà ad indossare questi colori fino all'età di 37 anni. E quindi ripeterà inevitabilmente quanto fatto dai suoi predecessori, ovvero Barzagli e Chiellini.

"Penso di sì, che ripeterà quanto fatto da questi due grandi campioni. Anche se non sei più fisicamente al top, il difensore - a differenza dell'attaccante - è un ruolo in cui l'esperienza e la lettura anticipata dell'azione ti permette di sopperire a determinate caratteristiche perse per motivi anagrafici. Gli allenamenti, rispetto ad un tempo, sono migliorati così come l'alimentazione, ci sono ormai tanti calciatori che vanno in là con gli anni e questo è indubbiamente un grandissimo vantaggio che ai miei tempi non avveniva".

Che poi per un tifoso della Juventus come Leonardo Bonucci, credo sia il massimo poter continuare la sua carriera in bianconero.

"Sì, d'altronde è sempre stato tifoso della Juve".

Parlava di intelligenza, di continuare a migliorarsi. Ma ha sempre avuto questa personalità?

"L'ha sempre avuta, inoltre a lui ho sempre riconosciuto la bravura di arrivare prima degli altri. Se cambiavi un esercizio, Leonardo capiva sempre quel che si doveva fare in anticipo. Non c'è mai stata una parola fuori posto da parte sua, la famiglia lo ha sempre sostenuto in ogni momento e sulla sua strada ha incontrato dei buoni maestri che ha ascoltato. E, logicamente, poi viene il resto".

Uno dei primi maestri è stato lei, che lo ha trasformato da centrocampista a difensore centrale.

"E' stata questa l'intuizione che ho avuto, un po' ha ricordato il mio caso perché anche io avevo avuto la stessa metamorfosi: entrai nella Lazio a tredici anni come centrocampista e trovai un allenatore che mi trasformò in libero. Nel giro di un anno e mezzo, ho esordito in Serie A e questa è stata la mia fortuna poiché se avessi continuato a giocare nell'altro ruolo probabilmente non sarei mai arrivato nel grande calcio. E questa è stata anche la fortuna di Leonardo".

Dunque, ricordando il film "Sliding Doors", se Leonardo non fosse diventato difensore...

"Probabilmente non avrebbe avuto la stessa carriera. La vita va così, ci vuole fortuna ma devi anche sapertela creare. Negli allievi, il primo anno, giocò sempre come centrocampista mentre la stagione seguente cominciò come centravanti e poi si convinse a fare il difensore. Ricordo che in un torneo disputato ad Ostia, ero senza centrale e chiesi a Leonardo di farlo. In un derby con la Roma, lui sopperì all'emergenza segnando tre gol. Successivamente fece un provino con l'Inter in difesa e venne acquistato per giocare in quel ruolo. Un po' è questa la sua storia".

E ora, lo vede cambiato?

"Non lo vedo cambiato per niente, adesso ha una moglie e dei figli ma quando parlo con lui ha sempre lo stesso modo di pensare. Consiglio? Forse deve darli lui a me (sorride ndr), spesso vedo nelle interviste come è sempre il primo a metterci la faccia anche nelle brutte situazioni. E' andato a Milano e poi ha avuto il coraggio di tornare indietro sui suoi passi, ha avuto la forza di affrontare una situazione difficile dove era contestato".

Si ringrazia Carlo Perrone per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


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