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Massini: "Molto soddisfatto di Orsato, ma sono scaramantico. Voglio pacificare gli arbitri"

autore
Ivan Cardia
Fonte: Da Roma, Lorenzo Beccarisi
Oggi alle 19:48Serie A
autore Ivan Cardia
10.10.2026 19:48Serie A
Francesco Massini, nuovo presidente dell’AIA, ha parlato a margine della sua elezione, a partire dalla professionalizzazione degli arbitri: “Dall’inizio della prossima settimana partiamo subito, è un tema importante e delicato, sarà una delle prime cose che affronteremo con Giovanni Malagò, da subito”. Quali sono i contenuti importanti della professionalizzazione? “È un tema che deriva dagli arbitri. Se c’è una caratteristica dell’ultimo anno e mezzo è stata quella di ascoltare tutti, dall’arbitro di vertice fino all’ultima sezione. Quando parliamo di tutele, anche di base, è da lì che bisogna iniziare a guardare: non faccio i nomi per rispetto, ma non è possibile che da tanti anni vadano in giro con contratti che non appartengono a professionisti. In tal senso dobbiamo iniziare a rivedere tutte le strutture, è una domanda complessa ma che parte dagli arbitri: dobbiamo ascoltare le loro richieste. Continueremo a migliorare, ma dobbiamo dare loro garanzie, anche per il dopo: l’arbitraggio oggi è una professione, questo è il tema più importante di tutti”. Non si può nascondere che siano stati anni turbolenti per l’AIA. Come si riporta serenità agli arbitri? “È una domanda importante, è stato uno dei momenti più difficili in 115 anni di storia dell’AIA. Dobbiamo partire da una critica interna: se cominciamo a mettere da parte le correnti e pensiamo al bene dell’associazione, come fanno i vogatori in una competizione olimpica, forse ce la facciamo. Più che all’io, dobbiamo pensare al noi: l’individualismo serve sul terreno di gioco per raggiungere sempre il massimo delle proprie possibilità. Il problema della governance è pensare al noi, è così che forse si risolvono le cose. Io sono molto critico su quello che è successo all’interno dell’associazione e non scarico le colpe su nessuno. Abbiamo di fronte due anni che possono cambiare la storia: io voglio cambiarla. Non avrei mai pensato di fare nella mia vita il presidente dell’AIA, ma oggi sono determinato a pacificare questa associazione, che è fatta da gente che ama il calcio. I ragazzi che entrano in sezione si sentono come in una seconda famiglia. Dobbiamo pacificarla, io accetto sempre le sfide e devo essere io a dare sempre più sicurezza e tranquillità. L’individualismo non paga mai, è il gruppo che fa la differenza”. Ha già scelto da reggente il direttore tecnico Domenico Messina, poi è stato scelto Orsato come designatore. La struttura tecnica esce rafforzata da questa elezione? “Io sulla divisione tra politica e tecnica non ho alcun tipo di dubbio. Dobbiamo continuare in questa direzione, sono molto contento di aver riportato in Italia un dirigente importante come Domenico Messina, in condivisione con la Federazione. Questo ha trasmesso tanta serenità: non era facile per il Comitato Nazionale spogliarsi di uno dei poteri, perché oggi c’è una differenza profonda rispetto al passato. Le nomine vanno fatte in base al merito”. Quanto è soddisfatto della linea Orsato? “Molto. Li vedo carichi e sereni, ma li ho sempre visti sereni. Se poi immaginiamo di eliminare l’errore arbitrale, è impossibile: servirebbe un robot. La tecnica deve essere demandata ai ragazzi e noi dobbiamo solo proteggerli. Per scaramanzia non dico nulla, perché la linea mi sembra positiva, ma poi arriverà una domenica negativa, eh”.
Fonte: Da Roma, Lorenzo Beccarisi

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