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ESCLUSIVA TJ - Cobolli Gigli: “Scudetto va vinto sul campo altrimenti si alimentano sospetti. La situazione della Juve...”

autore
Simone Dinoi
Fonte: Intervista a cura di Raffaella Bon
martedì 21 aprile 2020, 21:00Primo piano
autore Simone Dinoi
21.04.2020 21:00Primo piano
Filippo Gabutti
Filippo Gabutti

L’ex presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli ha parlato in esclusiva ai microfoni di Tuttojuve.com dell’accordo economico fra la società bianconera e la prima squadra e degli sviluppi del calcio italiano in termini di ripresa sportiva ed economica.

Come uscirà il mondo del pallone da questa crisi?

“Uscirà ridimensionato. Oltre a non sapere ancora se questo campionato finirà, ed è un fatto importante perché terminarlo sul dire mettere almeno un punto per poi ripartire. Ho letto il piano di Gravina però è ancora tutto sub iudice. Poi ci vuole anche l’accordo con la Lega che ha individui con interessi diversi fra loro. Il ridimensionamento è dato dal fatto che finora il calcio si è mosso con valori sempre crescenti sia di acquisto che di retribuzione di giocatori. Siccome ci sarà una crisi economica rilevante questi valori andranno ridimensionati”.

Come si sta muovendo la politica del calcio?

“Mi sembra che le persone con responsabilità siano persone serie che portano avanti istanze per il proseguimento del campionato. Poi all’interno della Lega ci sono senza dubbio voci diverse, però normalmente una unità d’intenti si trovi. Penso che la maggioranza della Lega sia per proseguire il campionato. Ho letto il protocollo FIGC: mentre penso che la squadre minori di Serie A in qualche modo possano trovare una soluzione, faccio fatica a pensarlo per i club di Serie B e C”.

Cosa pensa dell’accordo sugli stipendi fra società Juventus e prima squadra?

“È una manovra che ha coinvolto tutte le parti quindi immagino abbia soddisfatto tutti. Il taglio sicuro è di un mese perché poi gli altri due potrebbero non esserci nel caso riprendesse il campionato. Il discorso sul rinvio all’anno prossimo è relativo perché nel bilancio ci sarebbe solo un effetto di rimando perché degli stipendi verrebbero pagati in ritardo. Questo è un accordo, non un tentativo di nascondere il suo reale risalto economico come detto da alcuni. La Juventus è in una situazione complicata perché ha investito molto come l’Inter ad esempio”.

Le altre squadre di Serie A possono seguire l’esempio?

“Penso che dovrebbe esserci un accordo squadra per squadra con i giocatori. Trovare una soluzione generale è più difficile perché il problema va calibrato sulle realtà economiche delle singole società. Ci sarà un ridimensionato a livello economico non solo per i club ma anche per i calciatori in futuro”.

Anche il calciomercato subirà conseguenze…

“Certamente, se ho acquistato un giocatore a 80 milioni difficilmente lo rivenderò a quella cifra. Il valore dei giocatori scenderà, si creeranno dei problemi. Ci sono società che hanno giocatori con valori alti che magari rientrano da un prestito, per esempio l’Inter con Icardi. Non sarà facile vendere a cifre alte. Chi è riuscito a portare avanti la propria società nonostante sia in un bacino d’utenza non molto elevato come spettatori e non sia una società ricca con una gestione intelligente come l’Atalanta avrà meno problemi. L’Atalanta ha un parco giocatori di primo livello con retribuzioni contenute quindi avrà meno ripercussioni”.

Secondo lei lo scudetto deve essere vinto sul campo?

“Sì altrimenti si alimentano sospetti. Si deve trovare un modo per assegnarlo sul campo altrimenti non deve essere assegnato. Se non si dovesse andare avanti senza una classifica anche i tornei internazionali sarebbero compromessi. L’ideale sarebbe terminare i campionati”.

Un giudizio sulla Francia che dovrebbe ripartire con il calcio nel mese di giugno?

“Sarebbe utile se tutti prendessero decisioni univoche. In questo momento in cui tutti sono chiusi in casa parlare di ripresa del calcio sembra assurdo. Bisogna però pensarci, chiaramente”.

Fonte: Intervista a cura di Raffaella Bon

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