ESCLUSIVA TJ - Zazzaroni: "In caso di stop assegnerei lo scudetto alla Juventus. In questa fase mi sarei aspettato prese di posizioni più forti dalla società. Mercato? Rosa difficilmente migliorabile"
Luca Cavallero
Il contenzioso Lega Calcio-Governo riguardo all'ipotetica ripresa della Serie A è decisamente imperante nel dibattito delle ultime settimane, tra mille incertezze e poche basi certe da cui ripartire. I club di A hanno votato all'unanimità per terminare la stagione, ma il ministro Vincenzo Spadafora - alla luce dichiarazioni più recenti - pare invitare alla prudenza, escludendo l'automatico re-inizio del campionato anche qualora riprendessero gli allenamenti collettivi il 18 maggio. Tra le società sicuramente più attrezzate all'evenienza vi è la Juventus, che potrebbe garantire il rispetto e la tutela di tutte quante le misure di sicurezza del caso in virtù dell'avanguardia delle strutture sportive e del recentissimo J Hotel. Riguardo a ciò, la redazione di Tuttojuve.com ha intervistato in esclusiva Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport e conduttore di Deejay Football Club insieme a Fabio Caressa su Radio Deejay.
Direttore, cominciamo subito dal tema ripresa: contenzioso aperto, tante posizioni e poca concretezza. Lei che idea si è fatto? Se le chiedessi di azzardare una previsione?
"Sarebbe complicato, non sono un mago. Quello che è certo è che sta accadendo qualcosa di squallido, senza nessun precedente oggettivo. Mi auguro in riscontri favorevoli, ma davvero: fare previsioni adesso è impossibile. Nel leggere una determinata dichiarazione puoi farti una determinata idea in un preciso momento, che però può cambiare a distanza di poco in seguito ad un'altra che la smentisce".
Un aspetto che occorre inoltre mettere in evidenza è che in questi due mesi sono stati tanti i vertici in call conference tra Lega Calcio, Figc, Coni e Aic: ogni volta l'esito sembrava rimandare alla riunione successiva. Per qual motivo non si è mai riusciti a raggiungere una decisione, o quantomeno un percorso, solidi?
"Qua si sta litigando da due mesi, senza nessun tipo di chiarezza. Non è vero quello che ha sostenuto recentemente Spadafora, ossia che ci sono club che non vogliono tornare a giocare: il rapporto è di 18 a 2. Piuttosto diciamo che c'è un'evidente tendenza - pericolosa, non positiva e tutta italiana - a non voler prendere alcun tipo di decisione".
E come giudica l'atteggiamento della Juventus in questo complesso quadro?
"Per quanto riguarda la Juventus io ho soltanto visto partire giocatori: sono otto complessivi in tutto che si sono recati all'estero. Qualora riprendessero gli allenamenti il 18 maggio Sarri non potrà avere tutti quanti a disposizione, alla luce del fatto che - una volta rientrati - dovranno sottoporsi ad un periodo di quarantena precauzionale. Ma poi bisogna dire che la Juventus è la più importante società italiana: sarebbe stata opportuna una presa di posizione un po' più forte, al di là delle dichiarazioni di Agnelli da presidente Eca. Giudico questo "silenzio" abbastanza preoccupante".
Ad assumere una certa posizione è stato invece Lotito: come giudica le sue istanze?
"Al di là delle polemiche Lotito ha delineato un quadro ben preciso e del quale dobbiamo essere consci tutti quanti: la situazione, in caso di mancata ripresa, sarebbe drammatica, i rischi a cui si sta andando incontro sono reali".
Qualora fosse decretato lo stop definitivo quali criteri seguirebbe per verdetti e posizioni?
"Eviterai ricorsi di ogni genere e non annullerei la stagione, congelando tutte le posizioni: scudetto alla Juventus - che tuttavia, come dichiarato da Agnelli, rifiuterebbe perchè: "non vuole scudetti di cartone" - Lazio, Inter e Atalanta in Champions, Roma e Napoli in Europa League e Milan ai preliminari di Europa League. Per la retrocessione invece scendono le ultime tre. Si tratta dell'unica strada percorribile: si terrebbe conto del calcio giocato in sole 26 giornate, ma è l'unico periodo che può essere preso in considerazione. Sì anche a promozioni dalla Serie B tenendo conto dei medesimi criteri".
A proposito di calcio giocato: come giudica il lavoro di Sarri alla Juventus sin qui?
"Sarri è primo in classifica con la Juventus e l'ho visto molto più pratico: cosa gli si deve contestare? L'assenza di bel gioco? Lui stesso ha ammesso di essersi adattato ai giocatori a disposizione. E' poi in corsa su tutte e tre le competizioni: il voto è ampiamente sopra la sufficienza".
Sponda mercato invece cosa si aspetta?
"Mercato? E come puoi migliorare questa Juventus? Con chi? Forse solo con Messi, perchè Ronaldo lo hai già. I bianconeri hanno un organico pazzesco, una qualità incredibile. Kantè? E a cosa serve? E' un interditore: hai già Matuidi".
Spostandoci invece sul versante politico da esperto di comunicazione come giudica le conferenze stampa di Giuseppe Conte?
"Negative, ma non solo dal punto di vista comunicativo: non mi piacciono per niente queste conferenze in cui si gira intorno con ringraziamenti per una mezz'ora abbondante e poi il succo arriva verso il fondo. A cosa servono i ringraziamenti? La gente ha bisogno di risposte reali, che non sono arrivate".
Da emiliano è soddisfatto dell'operato del governatore Bonaccini in Emilia-Romagna?
"Assolutamente sì,si è mosso molto bene. Tra i governatori delle regioni più colpite - Lombardia, Emilia Romagna e Veneto - i presidenti che hanno lavorato meglio, alla luce dei dati, sono Zaia in Veneto e Bonaccini in Emilia Romagna".


