Ramsey a Foot Truck: "Juve club enorme, difficile rifiutarla". Szczesny: "Quando vidi i trofei..."
Giovanni Spinazzola
Aaron ramsey e Wojciech Szczesny sono stati protagonisti di un'intervista doppia sul canale Youtube Foot Truck.
Szczesny è tra i primi 5 portieri in Europa?
Ramsey: "Non lo so (ride)".
Siete amici o colleghi?
"Siamo ex compagni di squadra" (la risposta, di entrambi, tra le risate).
Szczesny ci disse, l'anno scorso, che mancava uno come te alla Juve. hai parlato con lui prima di finire in bianconero?
Szczesny: "Non l'ho mai detto", le parole del polacco tra le risate.
Ramsey: "Un paio di volte ho parlato con lui, soprattutto per capire qualcosa della città".
Com'è Szczesny?
Ramsey: "E' una parte importante della Juve, il numero uno se l'è meritato e speriamo resti qui ancora per altri anni. In precedenza ha giocato nell'Arsenal prima di scegliere una nuova sfida, venendo qui a vincere trofei".
Ramsey, poi, parla della Juve. "E' un club enorme, uno dei migliori al mondo ed è difficile rifiutare quando ti chiamano. Volevo uscire dalla mia comfort zone, volevo un cambiamento, imparare una nuova lingua e mettermi in gioco in un campionato diverso. Siamo forti e spero di vincere molti trofei qui". Szczesny ha poi aggiunto. "Quando si arriva si percepisce subito quanto vincere sia importante. Ad un certo punto della tua carriera vuoi solo vincere e per me è bello essere parte di un progetto giovane. A 29 anni vuoi lottare per campionato e Champions League, non si può giocare per 10 o 20 anni con la stessa squadra senza vincere nulla". "A Torino, con la Roma, sono venuto due volte in trasferta perdendo entrambe le gare per 1-0. Ho visto tutti i trofei disegnati sulla strada per gli spogliatoi... ho pensato 'cazzo, voglio giocare qui'".
Ramsey, chi è il tuo idolo?
"Graham Kavanagh, era irlandese ed il capitano del Cardiff".
Paragone tra Serie A e Premier League?
Ramsey: "In Italia c'è molta più tattica, in Premier si gioca box to box".
Szczesny: "E' come giocare a scacchi ma più interessante".
Ramsey, poi, racconta gli inizi nel mondo dello sport. "Ho iniziato giocando a rugby; avevo la maglia numero 10 e giocavo come mediano di apertura. A otto anni ho dovuto scegliere".


