Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

ESCLUSIVA TJ - Oleksandr Zavarov: "Difficile adattarsi alla Serie A, la Juve di oggi mi colpisce tatticamente. Zoff? Il nostro rapporto non era ottimo. Sulla Champions..."

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
martedì 5 maggio 2020, 11:30Primo piano
autore Mirko Di Natale
05.05.2020 11:30Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Doveva essere l'erede di Platini, quel talento dell'est in grado di non far rimpiangere "Le Roi" che si ritirato da poco tempo. Le aspettative su Oleksandr Zavarov erano importanti, la Juve stava cercando una nuova stella pronta a farla brillare nuovamente nel firmamento. E invece, del giocatore che aveva meravigliato nell'Europeo dell'88 si vide poco o nulla. Ma che fine ha fatto lo Zar che girava in Duna? La nostra redazione lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare del suo periodo in bianconero e non solo:

Qualche giorno fa (26 aprile ndr) è stato il tuo compleanno e la Juventus, attraverso i suoi social network, ti ha ricordato. Come lo hai trascorso?

"Ho trascorso il compleanno con la mia famiglia, ho visto mio figlio, mia nuora, i miei nipoti Fedor e Polina che hanno 10 e 6 anni. Sono ancora molto giovani. Purtroppo a causa della pandemia i contatti sono molto limitati, ma ho ricevuto gli auguri da molte persone. Sono molto contento che la Juventus si sia ricordato di me (sorride ndr), mi legano a quella maglia dei buonissimi ricordi".

Abbiamo perso un po' le tue tracce, ora che cosa fai nella vita?

"Dopo la fine della mia carriera calcistica, mi sono diplomato al corso di coach Uefa Pro. Ho allenato per un lungo periodo diverse squadre della Prem"jer-liha (prima lega ucraina ndr), sono stato uno degli organizzatori dell'Europeo del 2012 e ho avuto il privilegio di essere uno degli allenatori della squadra ucraina. Al momento lavoro nello staff tecnico della Dinamo Kiev".

Hai dei buonissimi ricordi che ti legano alla Juve, riesci a seguirla ancora?

"Sì, quando posso cerco sempre di seguire la Juventus. Mi colpisce molto per la sua grande tattica a livello difensivo ed offensivo, è diversa dalla squadra in cui giocavo. Quella di oggi è composta da grandissimi campioni in grado di esser decisivi per vincere le partite. E' un top club".

Se l'Italia dovesse riprendere a giocare, a tuo parere la Juventus può vincere la tanto agognata Champions League?

"Prima di parlare di una possibile ripresa del campionato, dobbiamo sopravvivere alle conseguenze di questo virus che ha colpito così gravemente l'Italia. Poi dobbiamo pensare a tutto il resto. Naturalmente, a mio parere la Juventus può rivincere tranquillamente il titolo in Italia e puntare alla finale della Champions League. La rosa è in grado di poter competere su più fronti".

Ti piacerebbe giocare nella "Vecchia Signora" di oggi?

"Non posso negare che mi piacerebbe tantissimo, ma non posso pensare al passato. Bisogna godersi il presente".

Come mai nella Juventus hai avuto così tante difficoltà?

"Per il calcio diverso a cui ero abituato e per il cambio generazionale che c'è stato in quel periodo nella Juventus. E' stato veramente difficile adattarsi a quello stile di gioco. Un altro grande problema è stata la lingua, non capendo bene l'italiano ho fatto fatica ad ambientarmi nel vostro paese".

Un vero peccato, anche perché le aspettative su di te erano veramente molto alte. Come era il rapporto con l'allenatore Zoff e i tuoi compagni?

"Però vedo il bicchiere mezzo pieno: questa esperienza mi ha aiutato tantissimo nel prosieguo della mia carriera. Anche quando, poi, ho appeso gli scarpini al chiodo. I compagni erano fantastici, prima che calciatori erano veri uomini. Ricordo bene, inoltre, quanto calorosi fossero i tifosi italiani. C'era un tifo incredibile. Con Zoff il rapporto non era ottimo, ma nessuno dei due avrà avuto dei rimpianti in questi anni per come è finita".

Insomma, dalle tue parole si comprende che l'esperienza in bianconero non fu così totalmente negativa.

"No, affatto. Anche se il modo di giocare della Juventus era differente da quello della Dinamo Kiev, questa esperienza è stata di un livello molto alto e mi ha permesso di vincere due trofei importanti come la Coppa Italia e la Coppa Uefa. La ringrazierò per sempre per l'opportunità concessami. Ma permettimi un ringraziamento speciale: vorrei dire grazie alle persone che hanno aiutato me e la mia famiglia ad adattarsi allo stile italiano. Sono Alessio Luca, Marco Naldini, Tatyana Grekki. Riesco ancora a sentirli a distanza di tempo e ho conservato un bellissimo rapporto di amicizia".

Si ringrazia Oleksandr Zavarov per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

per Tuttojuve.com

Altre notizie