ESCLUSIVA TJ - Birindelli: “Chiuderei qui la stagione, giocando c’è rischio di compromettere anche la prossima. Niente scudetto, non avrebbe senso festeggiarlo”
Simone Dinoi
La redazione di Tuttojuve.com ha intervistato in esclusiva l’ex giocatore della Juventus Alessandro Birindelli per affrontare i temi più caldi di attualità nel mondo dello sport e del calcio in particolare.
Alessandro, come sta vivendo questo periodo?
“È faticoso nel senso che piacerebbe tornare alla normalità con attività quotidiane. Cerchi di tenerti occupato con tutti gli strumenti compresi quelli messi a disposizione dalla Figc. L’interesse per il calcio continua, non passerà mai: ho vissuto tanto calcio da protagonista in campo e nel settore giovanile. Non conta la categoria ma voglia di fare il proprio lavoro”.
C’è grande confusione sulla possibile ripresa…
“Sicuramente. I primi a crearla sono al Governo, forse si ha paura di prendere una decisione. Personalmente in questo momento sarei per fermare tutto considerando anche che si va in contro al caldo e si rischiano infortuni. Finiamo male questa stagione e compromettiamo la prossima, si rischia di perdere un giocatore per problemi fisici. Il problema più grande è che una squadra di calcio muove 25 giocatori e diversi componenti dello staff: basta un contagiato per rimettere in circolo in virus nell’ambiente”.
Crede che i giocatori possano avere paura di giocare?
“Penso che troveranno un accordo e ognuno si assumerà la responsabilità: chi di scendere in campo, chi di allenare. Immagino ci saranno delle liberatorie prima di cominciare. Si può creare nuovamente grande confusione e si rischia di finire in tribunale”.
Eventualmente sarebbe d'accordo con l’idea del presidente Agnelli di non volere lo scudetto a tavolino?
“Sì, penso sia la decisione più corretta. Non avrebbe senso festeggiare uno scudetto con così tante partite da giocare. Chiaramente rimane un po’ di amarezza tra di loro e tra i tifosi, ma non solo alla Juventus. Anche a Benevento, a Monza, la situazione è la stessa. Non bisogna guardare al proprio orticello”.
Che tipo di calciomercato si aspetta?
“Chi è più bravo e più lungimirante si sarà già preparato. Non immagino un mercato rilevante, più di scambi”.
Un commento al taglio degli stipendi?
“Mi preoccupa il calcio dilettantistico e giovanile. Bisogna aiutarli, altrimenti c’è il rischio che scompaiano”.


