ESCLUSIVA TJ - Il primo allenatore di Dybala: "Grazie a Dio è guarito, con me era già un crack. Juve? Onnipresente e vede sempre la porta. Sul paragone con Messi e l'Argentina..."
Mirko Di Natale
Leggere il tweet in cui Paulo Dybala ha annunciato la sua ripresa degli allenamenti è stata una bella notizia non soltanto per il tifo bianconero. La sua completa guarigione è stata una vittoria più grande di quelle che si possono ottenere sul rettangolo di gioco, perché simboleggia la speranza che tutti noi nutriamo per sconfiggere il maledetto "Covid-19" che ci attanaglia e non lascia tregua da diversi mesi. La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'allenatore che lo scoprì e lo lanciò nel grande calcio nel 2011, Darío Franco:
Sei riuscito a sentire Paulo in questi giorni?
"Sì, l'ho contattato per sapere come stava. Grazie a Dio ora è guarito e può riprendere a fare la vita di sempre, mi ero molto preoccupato per la sua salute".
Come è il Paulo Dybala di oggi?
"Continua ad essere lo stesso Paulo che ho conosciuto tanti anni fa, quello che vedevo allenarsi per la prima volta all'Instituto. E' una persona tranquilla e sono contento che sia rimasto molto umile".
Che cosa ci puoi raccontare di quel periodo?
"Paulo aveva la faccia da ragazzino, d'altronde quando l'ho conosciuto era molto giovane. Ma questo non gli impediva di dimostrare le sue grandi doti in campo, era già un crack. Era diverso dagli altri. Spiccava per la sua grande personalità".
E con indosso la maglia della Juventus, che cosa ti colpisce?
"Mi colpisce la grande capacità di giocare in tutti i settori del campo, è onnipresente. E in qualsiasi momento da lui ti aspetti sempre un gol. A mio avviso, in questo, possiede davvero una grande qualità. Vede sempre la porta, è un gran marcatore".
Quest'anno Paulo ha disputato fin qui una grande stagione, al contrario dell'anno scorso dove invece non aveva reso al massimo. A tuo parere, in questi anni, ha mai sentito il paragone con Messi?
"Non credo che Paulo sia mai stato messo in difficoltà dal paragone con Messi. Infatti non so se è realmente così, ma lui possiede tanta personalità e cerca sempre di giocare come è in grado di fare in qualsiasi posto. Che sia nel giardino di casa sua, nell'Instituto oppure in finale di Champions".
Infine un commento sull'andamento in nazionale: che cosa si dice in Argentina a riguardo?
"Si dice che Paulo è uno dei migliori talenti che devono indossare la maglia della nazionale. Non mi dice dei pochi gol che ha segnato, anche perché un calciatore non lo si giudica solo da quello. Io lo sento molto soddisfatto e continua a rientrare tra i convocati del selezionatore".
Si ringrazia Darío Franco per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


