Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

ESCLUSIVA TJ - Michelangelo Rampulla: "Prenderei Tonali a qualsiasi prezzo. Semedo? Non devi prendere gli scarti degli altri. Vi dico quali giocatori italiani vedrei bene alla Juve"

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
lunedì 18 maggio 2020, 11:30Primo piano
autore Mirko Di Natale
18.05.2020 11:30Primo piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex estremo difensore dei bianconeri dal 1992 al 2002, Michelangelo Rampulla, per parlare degli ultimi avvicendamenti in casa Juventus e non solo:

Il quotidiano Sport parla di un principio di intesa tra Juventus e Barcellona per uno scambio molto particolare: Pjanic e De Sciglio più un conguaglio da 25 milioni per Semedo.

"Mi sembra si parli di uno scambio e di una cifra assurda. Anche se parliamo di un buonissimo calciatore, se il Barcellona non considera Semedo un titolarissimo non vedo perché dovrebbe prenderlo la Juventus che è un top club sullo stesso piano. Il discorso che faccio da tifoso è questo: non devi prendere gli scarti degli altri".

Lo sanno ormai anche i muri, ma al Barcellona piace parecchio Pjanic. Che idea ti sei fatto riguardo a questa situazione?

"Per privarsi di Pjanic, significa che la Juventus troverà un sostituto all'altezza oppure sposterà Bentancur in quel ruolo. Dipendesse da me, prenderei Tonali del Brescia a qualsiasi prezzo. Quel ragazzo possiede tantissima qualità e il suo futuro ad oggi appare importante, però bisognerà sempre vedere come vivrà il passaggio da un club di provincia ad uno molto più grande e blasonato".

Tu che hai vissuto in una realtà così importante per tanti anni, perché indossare la maglia della Juve è più pesante di quella di un club di provincia?

"La maglia del grande club, in particolare quella della Juve, pesa in maniera particolare per le aspettative che si creano da parte della società e dei tifosi. Alla minima incertezza o prestazione sottotono, vieni giudicato e criticato. Se sei bravo e hai carattere le superi, ma al contrario puoi subire gravi conseguenze che possono intaccare quello che è il tuo valore. Ai più grandi come Platini, Zidane e Nedved, devi essere sempre al top".

Anche perché il rischio di esser ceduto quasi subito è reale, molto di più rispetto ai tuoi tempi.

"Sì, oggi c'è anche poca pazienza. E' troppo facile cambiare subito dall'oggi al domani, altrimenti come fanno a dimostrare il proprio valore? E' come se in quegli anni la Juve avesse ceduto subito Zidane e Nedved perché avevano giocato male le prime partite. A Pavel, poi, spesso dicevamo dove fosse suo fratello che giocava nella Lazio (sorride ndr). Credo si faccia troppo fantamercato".

A tuo parere sarebbe giusto rinnovare Buffon e Chiellini ancora per un'altra stagione?

"Penso di sì, soprattutto se hanno ancora voglia di indossare questa maglia. A mio parere è meglio ancora puntare su Gigi, in condizione, invece di cercare un sostituto che potrebbe rivelarsi un'incognita. Anche su Giorgio c'è poco da dire, è in grado di gestirsi e svolge un ruolo davvero fondamentale nello spogliatoio bianconero".

Quel che salta all'occhio è che la Juve sta perdendo, nei suoi interpreti, tutta quella italianità che l'ha sempre contraddistinta. Rispetto al passato, ci sono davvero pochissimi giocatori. 

"Un po' questo mi rammarica, anche se la Juve possiede nella sua rosa dei campionissimi di primo livello. A mio parere la società dovrebbe puntare sullo zoccolo duro costituito da giocatori italiani, continuando a puntare sulla base già ben rappresentata da Buffon, Bonucci e Chiellini. Ai miei tempi gli stranieri erano pochi, eravamo per lo più tutti dello stesso paese. C'erano Torricelli e Di Livio che non erano grandi nomi come il de Ligt di oggi, ma a livello di temperamento e di voglia riuscivano a sopperire a quel gap".

Quali tra i giocatori nostrani di oggi potrebbero giocare oggi nella Juve?

"Chiarisco che non tutti sono all'altezza di questa squadra, ma deve rimanere uno zoccolo duro. Penso a Donnarumma, Chiesa, Zaniolo, Pellegrini, ma personalmente ritengo Sensi e Barella due buonissimi centrocampisti. Il top, chiaramente, sarebbe rappresentato da Tonali".

Delle tue tante stagioni vissute all'ombra della Mole, quale è la migliore che ricordi ancora oggi?

"Sicuramente la stagione 1996-97, quella della finale persa a Monaco di Baviera con il Dortmund. Anche se c'è stata una cocente delusione a Monaco di Baviera, ricordo che quella fu la chiusura del cerchio. Perché l'anno prima avevi vinto la finale di Champions a Roma, poi sono arrivate le vittorie in campionato, Supercoppa Uefa e Coppa Intercontinentale. Era stata una stagione strepitosa, Quel ciclo ci aveva visto fare cinque finali europee di fila, più la sesta sfiorata in quel rocambolesco finale del match con il Manchester United. Davvero pazzesco".

Si ringrazia Michelangelo Rampulla per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

per Tuttojuve.com

Altre notizie